C.C. Nogara contro la guerra

horizontal rule

IL CONSIGLIO COMUNALE DI NOGARA CONTRO LA GUERRA

Di fronte alla guerra scatenata da Usa e Gran Bretagna all'Iraq, riteniamo di interpretare tutta l'angoscia dei nostri concittadini sia per i morti innocenti, sia per il futuro della convivenza civile tra i popoli che la globalizzazione ha reso sempre più vicini.

Il solo nuovo ordine mondiale possibile non è quello che si ritaglia sulle esigenze economiche di una grande potenza militare, ma deve costruirsi con il paziente, tenace e coerente lavoro delle democrazie del mondo, in un'opera incisiva per la riduzione dei profondi squilibri economici che producono sottomissione di interi popoli ai molti dittatori che spesso proprio le potenze mondiali creano, abbattono o sostituiscono a seconda delle loro convenienze materiali del momento.

La sola prospettiva in cui realizzare tutto ciò è solo nell'ambito delle N.U., di cui ruolo e potere devono essere modificati e resi strumento reale di governo mondiale, nel rispetto del principio di autodeterminazione dei popoli.

Questa guerra non è lotta al terrorismo: la lotta al terrorismo non è guerra contro un popolo o uno Stato al di fuori di qualsiasi norma del diritto internazionale, il terrorismo non si combatte con l'uso della violenza indiscriminata, né aggredendo un popolo le cui responsabilità nell'immane attentato dell'11 settembre non sono provate da nulla. 

Servizi segreti, diplomazia, aiuto economico non ricattatorio al sud del mondo, sono gli strumenti per vincere davvero i terroristi.

Né serve oggi alla causa della pace il comportamento furbesco di chi condivide e giustifica la guerra, ma non partecipa: un occhio ai salotti buoni della politica internazionale e un altro ai sondaggi che rivelano un'opinione pubblica nazionale e mondiale largamente contro la guerra.

L'Italia non ha bisogno delle meschinerie di questi governanti, ma di atti capaci di aiutare l'Europa ad essere più unita in nome della pace, di un'Europa che diventi soggetto autonomo e rispettabile non solo sotto il profilo monetario, ma anche e soprattutto sotto quello politico, economico e civile.

Di fronte a questa guerra, è schiacciante il senso di impotenza di chi vuole la pace e la lotta vera al terrorismo, ma mai come oggi dobbiamo assumerci alte responsabilità civili anche personali e individuali, perché tante centinaia di milioni sono le persone accomunate a formare una sorta di nuova categoria sociale il cui comportamento di massa può diventare una forza politica straordinariamente determinante: si devono colpire gli interessi materiali di chi la guerra la fa senza "se" e senza "ma", non certo con atti illeciti o antidemocratici, ma - ad esempio - non comprando più carburanti venduti dalle nazioni belligeranti, e invitando tutti a fare altrettanto.

DOCUMENTO APPROVATO IL 22-3-2003
FAVOREVOLI: 10 - "Impegno Civile-Lista Andreoli"
ASTENUTI: 2 - "Insieme per Nogara"

horizontal rule

Precedente Home Su Successiva

Organizzazione ] Patrimonio Librario ] Attività Culturali ] Informagiovani ] Spazio Utenti ] Periodico Informativo ] Link ]