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"Dernière mode", rivista di moda e mondanità redatta da Mallarmé, sotto differenti pseudonimi nel 1874.

Etienne Mallarmé, il cui nome verrà grecizzato in Stéphane nasce a Parigi il 18 marzo 1842 da una famiglia aristocratica, il padre ufficiale del Registro. 
Ancora piccolo, resta orfano di madre e affidato ai nonni materni che lo internano in un colleggio di religiosi a Passy. Motivo dell'ingresso in colleggio è anche il secondo matrimonio del padre.
Scrive la sua prima composizione letteraria "L'Ange gardien" ancora studente al liceo di Sens. Alla morte della sorella scrive "Cantate pour la première Communion".
Consegue il diploma nel 1860 ma non essendo uno studente modello, è costretto ad impiegarsi nella Ricevitoria del Registro di Sens. 
La pubblicazione aumentata di "Les Fleurs du Mal" di Baudelaire e la conoscenza del giovane poeta Des Essarts, infiammano l'animo di Mallarmé che cominciò la sua avventura letteraria di ispirazione decadente: pubblica articoli e poesie sulla rivista "Revue Fantaisiste", fa pubblicare su "Le Papillon" una sua recensione alle "Poésies parisiennes" di Des Essarts, poi la poesia "Placet" e altre due poesie su "L'Artiste".
Nel 1862 conosce Maria Gerhard che diventerà sua moglie.  Mallarmé decide di trasferirsi a Londra per insegnare inglese e letteratura. L'anno successivo si sposa, traduce alcuni lavori di Edgar Poe per il quale aveva un gran interesse: come Poe, anch'egli pensava che compito della poesia fosse esprimere il bello in assoluto, per arrivare alla radice delle cose e capire il loro significato, la loro ragione di essere. Scrive "Les Fenêtres". Intanto nasce sua figlia, prepara la stesura di "Hérodiade" e diventa amico di Villiers de l'Isle-Adam. 
Abbandona "Hérodiade" per comporre opere teatrali tra cui "Monologue d'un Faune". Pubblica alcune poesie sul "Parnasse Comtemporain" e sul "Parnasse Satyrique" che incontrano giudizi malevoli tra allievi e superiori che culminano con il trasferimento in un altro liceo.
Entra in relazione con Verlaine che gli regala "Poèmes saturniens". E' il 1867 e comincia la sua crisi ideologica e religiosa; si sente quasi spersonalizzato e contempla sé stesso, si vede vivere in una prostrazione fisica e spirituale che lo induce all'orlo del suicidio e il racconto "Ingitur" dai toni cupi e dalla raffinatezza astratta, testimonia questa crisi: una vera e propria lotta con Dio che si risolve in un ateismo colmo di rancori e di cupe apprensioni.
Nel 1871 gli nasce il secondo figlio e ottiene la cattedra al liceo Fontanes di Parigi.
A Parigi fa pubblicare un frammento di "Hérodiade" sul "Parnasse", incontra Rimbaud, fa amicizia con un gruppo di pittori tra cui Manet. Tenta di far pubblicare "L'Après-midi d'un Faune" sul "Parnasse", ma gli viene rifiutato.
Si dedica nuovamente a tradurre lavori di Poe e scrive di tutto su varie riviste tra cui "Dernière mode": abbigliamento, arredamento, cucina, teatro, turismo. Finalmente riesce a pubblicare "L'Après-midi d'un Faune".
Il 1879 e il 1882 sono anni di gravi lutti: muore il figlio Anatole e l'amico Manet. Neanche la sua comparsa nei "Poètes maudits" di Verlaine e in "À rebours" di Huysmans, lo spronano da questi grandi dolori.
Nel 1886 la rivista "Vogue" si apre con un sommario d'eccezione: Mallarmé, Villiers, Verlaine, Rimbaud. Intanto si fa sempre più nitida l'idea per la pubblicazione di una Grande Opera, un libro semplicemente, architettonico e premeditato e non una raccolta di ispirazioni causali, che dovrà chiamarsi, il "Libro Assoluto" e che rimarrà solo un progetto.
L'anno dopo firma un contratto per la pubblicazione in edizione popolare di "L'Après-midi d'un Faune" e raccoglie nel volume "Poésies" molti dei suoi versi. Perde anche l'amico Villiers de l'Isle-Adam e si fa sempre più intensa l'amicizia con Verlaine.
Gli anni dal 1892 al 1898 sono i più produttivi: incontra l'approvazione di molti illustri poeti inglesi e francesi, scrive prefazioni, tiene conferenze, pubblica traduzioni, prose e poesie ("Vers et Prose"), scrive articoli su riviste. Riceve ammirazioni dalla Pubblica Istruzione che lo congeda con un supplemento di pensione. Nel frattempo muore l'amico Verlaine a cui dedicherà un sonetto. 
Lavora all'"Hérodiade" che non porterà a termine, pubblica "Divagations" e "Un Coup de Dés jamais n'abolira le Hasard".
Colto da uno spasmo dovuto alla feroce tensione di tutta una vita legata all'insonnia e all'angoscia creativa, il 9 settembre 1898, muore soffocato a Valvins.

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