Calendari nel tempo

Il tempo non è una grandezza fisicamente tangibile. Il suo progredire ordina lo svolgimento della vita e l’evoluzione dei processi naturali.


Da millenni l’avvicendarsi del giorno e della notte, il ciclo delle stagioni, il susseguirsi delle fasi della Luna, hanno offerto all’umanità uno scenario per la misura del tempo. Per raffinare le misure temporali sono stati osservati fenomeni astronomici più o meno evidenti, registrando tutto accuratamente, stabilendo delle regole per il computo e la descrizione di questi fenomeni con lo scopo di ideare il vero strumento di interesse: 
il calendario.

I grandi cerchi di pietra ancora visibili in varie parti di Europa, uno dei quali è  Stonehenge  nell’Inghilterra meridionale, mostrano come popolazioni dell’età del bronzo abbiano fatto sforzi enormi per osservare in un dato giorno un corpo celeste sorgere sopra un determinato punto dell’orizzonte.

I popoli mesoamericani adoravano il pianeta Venere (Quetzacoatl) e sorvegliavano attentamente le sue posizioni. Queste popolazioni erano particolarmente interessate ai transiti di Venere davanti o dietro il Sole.  In ciò abilità e conoscenza dovevano piegarsi al mito e alla paura. L’epoca del sorgere del pianeta, quando riappariva da dietro il Sole, era considerata particolarmente minacciosa e una grande quantità di cerimonie rituali venivano svolte per salvare il popolo dalla distruzione (carestie o altri elementi nefasti).

   Il calendario egizio

   Il calendario romano

   Il calendario celtico

   Il calendario gregoriano perpetuo

   Il calendario islamico

   Il calendario maya

Working in progress