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Tom Robbins - Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi
Un'altro libro di Tom Robbins, che ho divorato tutto di un fiato, la storia inverosimile di Switters, un agente della CIA, che viene mandato dalla nonna, (che lui abitualmente chiama "Maestra", perchè lei così gli aveva chiesto di fare fin da quando era piccolo, e perchè alla formazione del giovane Switters, la donna si era dedicata con fervore e con originalità), a liberare nella foresta amazzonica il suo vecchio pappagallo.
Ma al momento di liberare l'animale il protagonista incontra uno sciamano dalla testa a forma di piramide, convinto che la sua tribù potra avere il sopravvento sull'uomo bianco una volta che avrà appreso come usare la più potente arma dell'uomo bianco "la risata" e quindi l'umorismo.
Il protagonista viene coinvolto in un rituale a base di potenti allucinogeni, durante il quale lo stregone "Fine del Tempo", gli mostra come in sogno i grandi segreti che solo gli sciamani conoscono.

Il nostro Switters, che non è sicuramente uno che si tiri indietro di fronte al pericolo, al rischio e al mistero, si risveglia rendendosi conto di non aver affatto liberato il pennuto, ma di averne mangiate le carni durante il rituale sciamanico, e che l'essere venuto a conoscenza dei misteri dell'universo dei quali però non ricorda assolutamente nulla, gli costerà qualcosa. Infatti lo stregone gli ha lanciato un'anatema per cui se i suoi piedi toccheranno terra egli cadrà morto stecchito.
Nonostante Switters sia un uomo pratico poco incline alla superstizione, non si fida ad appoggiare i propri piedi sul terreno, una volta venuto a conoscenza di una maledizione analoga lanciata su un antropologo dallo stesso stregone. Allo studioso in cambio dell'accesso alla conoscenza era stato vietato di toccare i genitali di altri uomini, Switters riesce a convencere l'uomo a verificare la fondatezza della maledizione, e quando l'antropologo muore istantaneamente dopo aver toccato il pene di Switters, questi si adatterà a muoversi su una sedia a rotelle evitando in qualunque momento e situazione di poggiare piede a terra.

 

Se la tesi di Fine del Tempo, che i poteri dell’uomo civilizzato fossero da attribuirsi alla risata, non colpiva Switters come eccessivamente bizzarra, dipendeva probabilmente dal fatto che non era così lontana da una delle idee preferite di Maestra: la teoria dell’anello mancante.
« Che cos’è», aveva domandato in modo del tutto retorico Maestra, «che separa gli esseri umani dai cosiddetti animali inferiori? Bene, da come la vedo io, una mezza dozzina di cose significative: Senso dell’umorismo, Immaginazione, Erotismo — in quanto opposto all’incurante, istintivo accoppiarsi di lucciole o di procioni — Spiritualità, Insubordinazione e Senso estetico, la capacità di apprezzare la bellezza per se stessa.
« Ora», aveva continuato col dire, «dato che queste sono le caratteristiche che definiscono un essere umano, ne consegue che il grado al quale qualcuno è mancante di queste qualità è il grado al quale, lui o lei che sia, è meno che umano. Mi spiego? E in quei casi in cui le qualità che definiscono sono praticamente inesistenti, bene, quello che abbiamo sono entità che restano a nord del regno animale ma a sud dell’umanità, che cadono in qualche punto intermedio: e sono i nostri anelli mancanti.»
Secondo l’opinione di sua nonna, l’anello mancante del pensiero scientifico non era né estinto né raro. «Sono di più, anzi, di quanti siamo noi e, dato che in realtà sembra che si moltiplichino, è evidente che la teoria dell’evoluzione di Darwin è sbagliata.» Il punto di vista di Maestra era che agli occhi della legge gli anelli mancanti andassero trattati come gli esseri umani completi, che non dovessero subire discriminazioni di alcun genere, ma che i loro scritti e le loro affermazioni dovessero essere generalmente ignorati e che mai e poi mai dovessero essere collocati in posizioni di autorità.
« Questo potrebbe essere problematico», aveva osservato Switters, sforzandosi, a vent’anni, di assorbire quella teoria, «perché a quanto pare, e lo sai, soltanto le persone che mancano di quelle qualità concorrono per ogni sorta di carica.»
Maestra era pienamente d’accordo, benché non sapesse decidere se dipendesse semplicemente dal fatto che gli umani a pieno titolo avevano cose più interessanti cui dedicare la loro vita che non marinarla nelle torpide acque del trogolo pubblico, o invece dal fatto che soltanto gli anelli mancanti, nella rassicurante mitezza della loro banalità, potessero aspettarsi di attrarre i voti di una maggioranza di anelli mancanti. In ogni caso, riguardo alle sei qualità che distinguevano gli umani dai subumani, nonna e nipote concordavano che Immaginazione e Humor fossero probabilmente quelle decisive.
Le argomentazioni più sottili del loro ragionamento gli erano vaghe, ora. C’era qualcosa di sicuro riguardo al fatto che soltanto coloro che erano dotati di immaginazione potessero prevedere miglioramenti e soltanto quelli che avevano il senso dell’umorismo sapessero farsi una bella risata quando quei miglioramenti fallivano o si risolvevano in un guaio. Ma l’idea di concentrarsi sulla risata stessa — basandosi sul fatto che di tutte le diverse espressioni del nostro essere soltanto la risata era abbastanza pura, abbastanza complessa, abbastanza libera, dotata di sufficiente mistero nel significato, per riflettere con precisione l’anima —non era certo passata per la loro mente. Ora Switters poteva constatare che mentre era estremamente improbabile che Fine del Tempo potesse mai distinguere tra, diciamo, la risata saggia e le ridanciane ciance di somari raglianti di fronte a raffinatezze che la loro rozzezza non era in grado di comprendere, il giovane sciamano, nonostante tutto, poteva essere inciampato in qualcosa. Mentre si domandava che cosa Maestra avrebbe ricavato da tutto l’insieme, e rifletteva, sebbene non per la prima volta, su come nella CIA i termini cowboy e anello mancante potessero facilmente essere interscambiabili, si addormentò.

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il libro che mi ha fatto conoscere T.Robbins è Coscine di Pollo
 
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