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| Ci si ritrova quindi a fare il tifo per Bastone Dipinto e Conchiglia Strombo, antichi oggetti rituali, risvegliati dopo millenni di letargo in una grotta, dall'arrivo degli sposini che nella grotta (probabilmente ispirati dalla presenza di questi stessi oggetti sacri), hanno consumato un amplesso, ad accompagnarli ci saranno anche alcuni oggetti moderni, un cucchiaino, un calzino sporco e una scatola di fagioli, li dimenticati dai protagonisti umani . Dopo aver letto questo libro non mi stupisco più se non trovo le cose nel posto in cui le metto, mi sono convinto che gli oggetti hanno effettivamente un'anima e si muovono secondo la loro volontà, siamo noi che non vogliamo vederlo, del resto quante volte dopo aver cercato qualcosa per ore, ad esempio le chiavi, le ritroviamo proprio nel primo posto in cui le avevamo cercate . |
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Conchiglia Strombo era uscita per prima dalla nicchia, lasciandosi cadere in modo da atterrare sulla punta della spirale, ed evitando così il pericolo di scheggiarsi o spaccarsi il corpo o i bordi. Per un istante, era rimasta piantata nel pavimento di terriccio della grotta, in equilibrio sulla punta della spirale. Poi, lentamente, si era rovesciata in modo da appoggiarsi sulle creste inferiori delle volute che adornavano il suo corpo. Era rimasta così distesa come un'odalisca, adagiata dalla parte delle volute, concedendo una visione sgombra da ostacoli e forse im-modesta del bordo esterno color marrone chiaro, del bordo interno color crema, e delle celestiali sfumature rosa della sua apertura, del suo varco. Per Scatola di Fagioli e Calzino Sporco, che si erano aspettati qua1cosa di squamoso e irto di spunzoni, il roseo bagliore di Conchiglia Strombo fu certamente paradisiaco. Scatola di Fagioli pensò che era probabilmente l'oggetto più bello che egli/ella avesse mai visto. Si lasciò perciò sfuggire un sospiro che rimescolò ogni fagiolo contenuto entro le sue pareti. Calzino Sporco fischiò alla maniera dei muratori esclamando: "Ehilà, bella rossa, ehilà!", o qualcosa del genere. La signorina Cucchiaino avvertì invece una tale fitta di gelosia che poco ci mancò diventasse verde come se avesse trascorso la notte nella maionese. La conchiglia strombo è la voce del Budda, la culla di Afrodite, il corno che scaccia tutti i demoni e riconduce verso casa il marinaio che ha perso la rotta in alto mare. Tinta dalla luna, scolpita dalla geometria primordiale, è il vascello di sogno, il Sottomarino sacro che conduce la fertilità all'appuntamento con la poesia. Scolpita dalla geometria primordiale? Assolutamente no, la conchiglia strombo è la geometria primordiale. La sua perfetta spirale logaritmica si avvolge da sinistra a destra intorno a un asse di verità fondamentale. Casa trasudata dai sogni del suo inquilino, è il più bell'esempio di architettura dell'immaginazione, di logica del desiderio. Utero calcificato, nido a propulsione autonoma, la conchiglia strombo sopravvive al suo inquilino, al suo costruttore, proseguendo il suo cammino da sola per ricordare a tutti gli smemorati del mondo la loro acquea sessualità. Lingua di sirena. Ulcera di mungitrice. Portacipria di cortigiana. Muschio di ballerina. Con il suo rosa paradisiaco, il bagliore proveniente dalla lunga, liscia, pieghettata apertura di Conchiglia Strombo saturò la grotta. Era un rosa caramellato, un rosa tropicale; soprattutto, un rosa femminile. La luce che gettava intorno a sé aveva la sfumatura di colore di una vagina che gonfiasse bolle di chewing-gum. Mentre i tre oggetti dimenticati ammiravano Conchiglia Strombo chiedendosi come diavolo avesse fatto ad arrivare fin lì, Bastone Dipinto volò fuori della nicchia spaventandoli a morte. Conchiglia Strombo era scesa con l'eleganza di un paracadutista. Bastone Dipinto, invece, si lanciò con totale noncuranza... tanto che nell'atterrare la centrò in pieno. Fortunatamente le piombò sul dorso, tanto ruvido quanto la parte anteriore era liscia. Conchiglia Strombo non si poteva certo definire una fragile chiocciolina: pesante quasi tre chili, misurava trenta centimetri dall'apice al bordo arricciato. Le sue spirali erano munite di punte a mo' di mazza ferrata, e le volute che le orlavano il corpo erano spesse e resistenti. Era quasi come se sul davanti, intorno alle sfumature rosa e crema della sua apertura, fosse stata nuda, mentre in ogni altra sua parte era protetta da una corazza brunita che avrebbe fatto sferragliare dall'invidia un cavaliere medievale. A proposito di smoking di ferro, uno dei cartelloni religiosi oltrepassati dal tacchino gigante ordinava ai viaggiatori: "Indossate la corazza intera di Dio". Boomer ed Ellen Cherry non avevano certo immaginato che si trattasse di un motto preso a prestito dai crociati, anche se Ellen Cherry avrebbe in seguito appreso che erano stati i crociati, barbari cavalieri europei, a svolgere nel dolce nome di Cristo una parte non secondaria nel cacciare il Medio Oriente nell'infernale macchina lapidaria in cui capitombola da secoli tra infinite sofferenze. |
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| di Tom Robbins ho letto in seguito anche Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi | ||||||||
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