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Il mare continua a fare notizia

 

 

Il mare continua a fare notizia.


5 febbraio 2003

E’ di qualche giorno fa la notizia che la Protezione Civile ha prorogato lo stato di allerta per il pericolo tsunami fino al 31 dicembre 2003 e che la Prefettura e le amministrazioni dei comuni bagnati dal Tirreno stanno studiando la realizzazione di metodi rapidi ed efficaci per un’eventuale allarme di evacuazione.

Se questo fosse vero, molte manifestazioni che prevedono una grande affluenza di pubblico potrebbero essere a rischio, perciò vietate.

Anche la stagione estiva presenta pesanti incognite per le gravi ripercussioni che queste forme di prevenzione potrebbero avere sulla fragile economia della nostra città.

Sul lungomare, transennato, permane il divieto di transito, anche se spesso non viene osservato, né fatto rispettare dalle autorità preposte.

Così, oggi pomeriggio, molti “ardimentosi” si sono portati nella “zona vietata” per assistere “in diretta” ad una forte mareggiata che ha flagellato la costa provocando ingenti danni anche alla viabilità stradale e ferroviaria.

La forza dei marosi, alimentati dal forte “libeccio”, ha messo a dura prova anche le strutture di difesa foranea del porticciolo turistico, spesso scavalcate dai “cavalloni”, ed ha trasformato quest’ultimo in una specie di fortilizio circondato dalle acque.

Cresce la consapevolezza che il fenomeno dell’erosione costiera è ormai inarrestabile, sia per il bradisismo positivo terrestre, sia per l’innalzamento del livello dei mari, ma contemporaneamente appaiono inadeguate, intempestive, frammentarie e sporadiche le iniziative e le opere di protezione della costa.

Un tempo le mareggiate lasciavano sulla battigia le famose (e per alcuni anche prelibate) “vulelle”; in questi ultimi tempi il ritiro delle onde scopre, invece, ferite sempre più profonde nella nostra costa…

Con tutto ciò, sul marciapiedi del lungomare molti curiosi si sono soffermati ad ammirare lo spettacolo grandioso della natura, accompagnando l’infrangersi delle onde sulla balaustra con veloci fughe ed alte grida...

… più in là, fermo e quasi in disparte, un gruppetto di anziani pescatori, col viso segnato dal vento e dalla salsedine sul quale si leggeva l’apprensione e il dolore…

… al centro della scena una coppietta che si scambiava effusioni incurante degli spruzzi, dell’assalto delle onde, dell’erosione costiera, del pericolo tsunami…

Beata gioventù !