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LA SECONDA META' DEGLI ANNI '60

(ANEDDOTI E RICORDI)

 

Il bar, ora Biblioteca Comunale

 

Maria Grazia e Marco in negli anni '70

Nella seconda metà degli anni '60, il “Castello” rimase ancora il principale luogo di ritrovo, ma frequentammo sempre più spesso il bar gestito dai genitori di Maria Grazia, dotato anche dell’unico televisore del paese.  
Nelle stanze sopra al bar erano ospitati villeggianti che "ingrandivano" quella compagnia... tra questi Paolo e le sorelle Mimma e Valentina.
Ci ritrovammo a vedere "Giochi senza Frontiere", sempre seguiti da memorabili gavettoni, o le partite della Nazionale con Grazia sempre davanti al televisore (... cosa che continuò negli anni 70 a casa di "Villa Rina")


La svolta fu data dall’invenzione del
mangiadischi portatile (mai nome fu più azzeccato per come riduceva i 45 giri), dalle Hit Parade di Lelio Luttazzi e dai “Ciao  2001” con inserti e poster degli idoli dell’epoca, che Paolo “importò” da Milano.


Quando usciva qualche 33 giri nuovo da registrare o da sentire ci si ritrovava a casa mia o di Luciano o di Arturo. Il registratore era, ovviamente, un Geloso a bobine, affiancato quasi subito dai primi registratori per le audio-cassette, introdotti in compagnia da Arturo. 
Oltre a Paolo e le sue sorelle Mimma e Valentina, arrivarono le cugine di Maria Grazia, Liliana ed Ivana e per la prima volta i maschi cominciarono ad essere quasi in minoranza.

 

      

 

A sinistra: fonte di Treville 1969: Enrico, Alfredo, Paolo, Luciano, Mimma e Gabriella, 
davanti: Cristina, Valentina e Roberto.
A destra: Valentina, Ivana a Mimma, 1968

 

In questi anni ... cominciarono anche le tipiche “simpatie trevillesi”, ma su questi fatti è meglio sorvolare ... 

Muniti di 45 giri, mangiadischi ed inseparabile pallone, quasi giornalmente, parte della compagnia andava in “gita alla fonte solforosa”, ubicata nella valle al confine tra i comuni di Treville, Sala Monferrato e Cereseto.  
La fonte era già in decadenza a quei tempi; offriva pertanto un minimo di tranquillità e anonimato al quel gruppo di adolescenti che cercava di guadagnarsi un po’ privacy evadendo dal controllo quotidiano degli adulti. 
I dischi più gettonati e … rovinati dal mangiadischi… furono Piccola Katy dei Pooh, Balla Linda di Battisti, 29 settembre dell’Equipe 84, Hello Goodbye del Beatles, ecc. queste “voci” ci avrebbero accompagnato anche negli anni successivi. 
le canzoni duravano un paio di minuti, tranne uno (Eloise di Barry Ryan) che durava almeno il triplo. Quando il mangiadischi lo suonava, si cercava, a volte litigando, di capitare con la ragazzina “giusta”.

Il controllo degli adulti ci fu comunque. Con noi, ogni tanto (per non dire molto spesso) vennero genitori, parenti ed amici, reduci dalla grossa compagnia “sfollata” a Treville nel periodo bellico e che era riuscita a vivere i fasti di quel luogo.  

Tornado alla vita di paese, Gabriella ricorda che un giorno Carlino tornò tutto abbronzato dalle vacanze al mare. Arrivò sul "Castello" vestito da arabo ed iniziò a "fare del cinema" davanti a tutti, Don Franco compreso. Parlava in un modo strano pensando che nessuno lo riconoscesse.... 

 

 

Pellegrinaggio annuale al Santuario di Crea - Settembre 1969 
in alto da sinistra: 
Luciano (dietro), Luigi (nonno di Luciano), Lucia, Nilda (nonna di Luciano),  
Palmina (nonna di Alfredo ed Enrico), Enrico, Adriana, Alfredo, 
Eugenia (mamma di Alfredo ed Enrico), Claudio (fratello di Adriana) e "Carlino".

 

Un agosto, il tempo fu particolarmente piovoso e nelle strade, ancora polverose e non asfaltate, del paese spuntarono lumache dappertutto. Per guadagnarci “onestamente” qualche soldo, decidemmo di iniziare la raccolta e di vendere quei pochi etti raccolti ad un signore che passava tutte le settimane con una Fiat Bianchina per i vari paesi. 
 
Seguì un periodo di siccità, per cui per mantenere il commercio, adocchiammo
una lumachiera, nel rione “Serra” ai confini del paese. Di nascosto dal padrone qualcuno di noi entrò ed altri rimasero fuori con i secchi. Quando arrivò il signore della Bianchina gli presentammo 15 kg di lumache fresche fresche. Pensando che tentassimo di fregarlo (“Non piove da 20 giorni... le avrete per caso riempite di terra?”) ci pagò pochissimo... e lì terminò il nostro commercio. 
 
Pentiti decidemmo di confessare il “fattaccio” ai frati del Santuario di Crea, durante il pellegrinaggio annuale della Parrocchia di Treville.  

Entrò per primo Luciano, che uscendo dal confessionale mi disse: “Vai pure, stai tranquillo, che sa tutto”. Lasciai, fiducioso, questo peccato per ultimo ed alla fine dissi al frate: “E poi c’è la storia delle lumache....”. “Lumache?, raccontami figliolo, cosa è successo?”.  
Pensai che il frate, legato al segreto del confessionale, dovesse far finta di non sapere niente, per cui continuai: “Bè, come le avrà detto il mio amico, siamo andati a prendere delle lumache in una lumachiera”. “Ah, quante ne avete prese?.. un etto, due etti?”.   
Non sapeva niente ed era partito troppo basso con il peso!!!!.  
Per questo non riuscivo a parlare e mi veniva anche da ridere per la situazione assurda. Con cenni della mano gli dissi di aumentare un pò... continuai così finche lui, sempre più perplesso e divertito, dopo qualche minuto di tentativi, arrivò ai 15 kg. 

 
Non paghi dell’episodio della lumachiera, un agosto, decidemmo di assaggiare le
pesche del “Ciandi” (noto ed amato personaggio trevillese), che crescevano sulla collina del cimitero. Gli assaggi si protrassero per vari giorni, finchè ritornando in paese fummo affrontati dallo stesso Ciandi che ci attendeva alla testa dei contadini del paese. Ci fecero un cazziatone indimenticabile... ed a  Luciano ovviamente capitò la “fetta” maggiore.... Passammo in silenzio tra due ali di folla urlante. 

 
****

In quegli anni partecipammo a numerose sfide calcistiche con i paesi vicini (Sala, Ozzano, Ottiglio). Sull’onda del grande Real Madrid, ci chiamammo “Real Treville”, con tanto di coccarda con la “T” da applicare sulle maglie.

 

A chiusura del decennio, organizzammo, con maglie e striscioni, una supersfida strapaesana “maschi contro femmine”,  ribattezzata "Grilli contro Talpe Nane". Si giocò sul “Castello” (è ancora oggi visibile la traccia verde dell’unica porta di calcio) e finì 9-1 per noi, nonostante la notevole abilità di Maria Adelaide.  
Ermanno, per l’occasione, nostro portiere, fu costretto a sedersi su una seggiola di legno piazzata in mezzo alla porta per non “stancarsi troppo”... e fu subito punito.


Al termine degli anni ‘60 alcuni amici "sparirono" ma si aggiunsero a noi altri “personaggi” che diverranno fondamentali negli anni successivi, come il trevillese Alberto detto “Villa Rina”, il torinese Ermanno e la milanese Carla. 
 
Alberto, figlio dei custodi di Villa Rina posta all’ingresso del paese, era un gran giocatore di calcio ed il letterato della compagnia. Durante l’inverno, con Franco (che con Giorgio, Fernanda ed altri, apparteneva alla compagnia trevillese “più grande”) si dilettava a scrivere copioni per film..... purtroppo mai realizzati.

Treville 1965-1966 - Pluriclasse
da sin. Maria Grazia Pavese, Francesco Bombonato, Giuseppe Re, Sandra Pavese,
Marco Balbo e Claudio Coppo (foto fornita da Francesco Bombonato)

 

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