I motori a pistoni                                                                   

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I motori a pistoni, che in passato hanno equipaggiato tutti gli aeromobili, sono oggi impiegati limitatamente ad aerei ed elicotteri da turismo, o ultraleggeri. Essi hanno lo scopo di porre in rotazione l’elica dell’aereo, collegata all’albero motore, od il rotore dell’elicottero. Questi motori funzionano secondo il ciclo a 4 tempi, hanno generalmente i cilindri disposti in linea, e cilindrate variabili a seconda delle applicazioni. L'alimentazione è a carburatori o ad iniezione. Il carburante è una benzina particolare, detta benzina avio. Per sopperire a perdite di potenze dovute all’aumento di quota la maggiorparte di questi motori è turbo.

Motori di questo tipo sono fondamentalmente legati a tecnologie che risalgono agli anni ‘40 del secolo scorso: l'innovazione nella propulsione a pistoni è costituita dall'avvento di motori funzionanti secondo il ciclo Diesel, derivati da motori dell'industria automobilistica. I vantaggi, oltre al minor costo del carburante, sono una maggiore affidabilità ed i costi di manutenzione inferiori, grazie al numero ridotto di parti e l'assenza di candele e sistemi di accensione.

Il primo motore di questo tipo è stato realizzato dalla ditta francese SMA. E' un boxer da cinque litri con raffreddamento misto aria-olio da 230 cavalli a 2200 giri, derivato dal Morane-Renault 250 del 1997. Questo motore è stato sperimentato in volo su due modelli di aereo: il Socata TB 20 ed il Cessna C182.