La mucca pazza è storia vecchia

 

Egregio direttore,
le scrivo alcune mie riflessioni sull’inquietante vicenda della "mucca pazza". Già nel 1923, in una conferenza tenuta a Dornach, Rudolf Steiner mise in guardia sulle conseguenze di un regime alimentare a base di carne per i bovini. Cito testualmente dalla rivista "Kairòs, giornale per la fraternità nell’economia", n. 3, 1997: "…Immaginate ora che a questo bue venga in mente di dirsi: che scocciatura pascolare e dover brucare questa erba. Potrei procurarmi il cibo prendendolo da un altro animale: mi mangio direttamente questo! Bene: il bue inizierebbe dunque a mangiare carne. Ma esso è anche in grado di produrre carne! Porta in sé le forzo per farlo. Che cosa accade se invece di brucare erba mangia direttamente carne? Così facendo il bue lascia inattive tutte quelle forze che in lui possono produrre carne! Immaginate per un momento di avere una fabbrica con cui dovreste produrre qualcosa e non producete nulla, mettendola comunque in piena attività; che spreco di energie! Andrebbe certamente perduta un'enorme quantità di forza. La forza che però va perduta nel corpo animale non si può semplicemente perdere. Il bue viene, alla fine, del tutto riempito di questa forza, che compie in lui qualcosa di diverso dal produrre carne dalle sostanze vegetali. Questa forza rimane in lui, c'è di fatto, e compie qualcos'altro. E ciò che essa compie genera in lui ogni sorta di putridume. Invece di venir prodotta carne si generano sostanze nocive. Se il bue iniziasse quindi improvvisamente a comportarsi come un carnivoro, si riempirebbe di ogni sorta di sostanze nocive. Si riempirebbe cioè di acido urico o dei suoi sali. Ora, questi sali dell'acido urico hanno pure una loro particolare caratteristica, che è quella di ingenerare una debolezza proprio a carico del sistema nervoso e del cervello. Se il bue si cibasse direttamente di carne, in lui verrebbe a prodursi un'enorme quantità di sali urici; questi andrebbero al cervello e il bue impazzirebbe. Se noi potessimo fare un esperimento: alimentare di punto in bianco una mandria di buoi con dei colombi, quel che otterremmo sarebbe una mandria di buoi completamente pazzi. Questo è quello che accadrebbe. Nonostante i colombi siano così miti, i buoi impazzirebbero…"
In quel periodo, Steiner parlò anche della triarticolazione dell’organismo sociale, che considerava la strutturazione della società umana in modo da permettere lo sviluppo armonico di tutti gli uomini con tutte le loro facoltà. A me pare che questa sua visione sociale, che attraverso conferenze diffondeva già nel primo dopoguerra, sia oggi più attuale che mai, nella mancanza di prospettive in cui ci troviamo.
Come non si è tenuto conto della pericolosità dell’alimentazione bovina a base di carne, in base a mancanza di lungimiranza, mi pare che lo stesso atteggiamento si possa ravvisare nella gestione del potere politico generale: i governi sono tutti fantocci, siano essi di destra o di sinistra, nella misura in cui il dio trino è sostituito dal dio quattrino o dal potere delle banche, rispetto alle quali i politici non mi sembrano altro che dei camerieri. Se infatti facciamo la necessaria analisi logica, ci accorgiamo che la mancanza del rispetto delle leggi spirituali dell’armonia del cosmo, oltre che portare a catastrofi ecologiche sensibilmente percepibili, genera delle vere catastrofi sociali: disoccupazione, povertà, miseria, inflazione, ecc. Tutti sanno che occorrerebbe cambiare strada e prendere una nuova direzione, abbandonare la vecchia via burocratico-partitocratica e basarsi sulla centralità dell’essere umano.

Chi lavora, se in armonia con se stesso, svolge il lavoro per cui ha talento e non perché vi è costretto. Il lavoro non dovrebbe essere considerato merce, bensì ciò che è: attività spirituale. Un mondo del genere non è un’utopia e oggi vi sono i presupposti perché si realizzino le trasformazioni pratiche in tale direzione.