| Il Cristo degli Abissi |
L'immersione
a Punta Granelli è sicuramente una delle più appaganti fra tutte quelle offerte dal lago
Maggiore. E' in grado di offrire sempre nuovi stimoli e nuove emozioni ad un subacqueo
attento, ma è particolarmente suggestiva quando ci si immerge per la prima volta, alla
ricerca della statua del Cristo degli Abissi. La mia prima avventura in questo luogo di
immersione a pochi chilometri da Luino, mi ha lasciato un bellissimo ricordo. Mi stavo
avvicinando alla prima immersione in parete e finalmente le mie pinne si sarebbero
staccate veramente dalla sicurezza del fondale. Prima di montare l'attrezzatura il mio
istruttore ha iniziato a descrivermi l'immersione sul terrazzino panoramico, affacciato
sulla spiaggetta da cui si entra in acqua. Purtroppo facevo molta fatica a prestargli
l'attenzione necessaria. Lo scorcio di lago che mi si presentava davanti agli occhi era
veramente stupendo e non riuscivo a capire come avessi fatto a non accorgermene mai,
passando in macchina sulla strada per Laveno. Lo sperone roccioso della rocca di Caldé
svettava sulla destra, illuminato dal sole, mentre nelle altre direzioni potevo vedere
solo lo scintillio delle acque del lago, il verde delle montagne sull'altra sponda del
lago e l'azzurro del cielo sereno. Nonostante lo smarrimento iniziale sono riuscito ad
ascoltare i punti fondamentali del brefing. "Ci immergiamo dai ruderi della casetta
posti sulla parte destra della spiaggia". "Cerchiamo la catena sul fondale che
degrada dolcemente per i primi 5-6 metri e poi la seguiamo durante la discesa".
"Raggiunti i 20 metri circa, ci spostiamo in orizzontale mantenendo la parete sulla
sinistra, fino a raggiungere la statua, e poi continuiamo sempre con la parete sulla
sinistra". "Al momento di risalire ruotiamo di 180° e, mantenendo la parete
sulla destra iniziamo la graduale riemersione, ritornando fino al punto di partenza".
"Stai sempre attento all'assetto". Sembrava tutto fin troppo facile. Così ho
lasciato la terrazza e l'ombra delle piante per iniziare a montare ed indossare
l'attrezzatura. In un attimo ero in acqua con l'istruttore che galleggiava al mio fianco.
Da questa posizione la visuale era ancora migliore: con gli occhi a pochi centimetri dalla
superficie mi sembrava di far parte del lago che si estendeva intorno a me. Quasi non mi
accorgevo dell'acqua fredda che entrava dalla muta e che mi aveva fatto soffrire nelle
prime immersioni. Poi è iniziata la discesa. Ero abituato a lasciarmi scivolare
liberamente verso il basso lungo il cavo della boa di segnalazione e, all'inizio, ho avuto
qualche problema. Una mano reggeva la torcia subacquea, una mi serviva per compensare ed
in più dovevo anche attaccarmi alla catena. Non mi fidavo a staccare gli occhi dalla
guida che mi precedeva, e scendevo rivolto verso le profondità del lago raschiando il
fondo con le pinne, sbilanciandomi ogni volta che incontravano un sasso più grande. Dopo
qualche metro mi sono trovato immerso in una nuvola di sospensione verdastra, rischiarata
dalle ombre bianche proiettate dal fascio della torcia, in cui risaltavano a malapena le
pinne fosforescenti dell'istruttore. La lotta con il GAV è stata più semplice da vincere
ma, quando abbiamo iniziato a spostarci orizzontalmente, ho comunque dovuto azionare più
volte il tasto di gonfiaggio, prima di riuscire ad ottenere un assetto decente. Il mio
impaccio ha reso ancora più speciale l'immersione.
Non ero
ancora completamente a mio agio quando la guida mi ha segnalato di guardare davanti a me.
Ho staccato lo sguardo dalle sue pinne e all'improvviso è apparsa la statua del Cristo
degli Abissi. Mi ero avvicinato senza accorgermene! La statua sembrava molto più
imponente delle sue reali dimensioni, innalzandosi dalla roccia ed illuminando con il suo
riflesso l'acqua scura che la circondava. La figura con le braccia spiegate, immobile in
un'atmosfera silenziosa, rotta solo dal sibilo degli erogatori, dava una sensazione di
grandissima tranquillità. Questa volta l'istruttore mi ha dovuto chiamare per spingermi a
continuare. Mi ero soffermato a studiare la statua, spaziando con lo sguardo fra il suo
profilo che si stagliava fra le rocce del fondale e l'immensa oscurità, che mi circondava
in tutte le altre direzioni. Quando abbiamo ricominciato a muovermi ho potuto apprezzare
la completa assenza di peso, resa più evidente dall'assenza del fondale sotto di me.
Intanto la parete irregolare costituita da roccia sempre più chiara, scavata e solcata in
alcuni punti da fratture, disegnava strane ombre quando era illuminata dal fascio della
torcia. Scendendo abbiamo raggiunto verso i 35 metri il punto in cui la parete termina
improvvisamente in un gradino roccioso, ricoperto di sedimento bianco. Sembrava di volare
sopra il suolo lunare è mi è dispiaciuto dover iniziare a risalire. L'immersione, però,
non era ancora finita e la parete appariva ancora più bella, perché con lo sguardo
rivolto anche verso l'alto ogni tanto si poteva vedere il luccichio delle nostre bolle
d'aria, rimaste intrappolate in anfratti rocciosi ed illuminate dalle torce. Ho visto
così per la seconda volta il Cristo degli Abissi, dopo aver incontrato alcune delle
bottatrici che stazionano nelle fratture della parete. Al grande fascino dell'ambiente si
è unito così anche un interesse naturalistico, con la vista di questi strani pesci, che
si incontrano frequentemente nell'area, immobili nei loro rifugi. Purtroppo è arrivato il
momento di uscire dall'acqua, ma ho cercato di ritardarlo il più possibile, seguendo
alcuni dei numerosi pesci persici sul fondale, fino a quando questo non è arrivato ad una
distanza di poco più di un metro dalla superficie. Non mi è rimasto che smontare
l'attrezzatura ma, dopo essermi soffermato a dare un ultimo sguardo al panorama, anche
quest'operazione è sembrata più veloce del solito.
Punta Granelli, da dove ci si immerge per raggiungere il Cristo degli Abissi, è posta appena prima della galleria del Sasso Galletto, per chi proviene da Luino. Sul lato a monte della strada è presente un'area per parcheggiare le auto e per preparare l'attrezzatura. Attraversando la strada si raggiunge una breve scaletta, che permette di accedere alla spiaggia da cui si entra in acqua.
La statua del Cristo degli Abissi è alta 80 cm ed è stata deposta sul fondale del Lago Maggiore nel periodo di Natale del 1975. La posa avvenne ad opera di un gruppo di subacquei guidati dal lavenese Ovidio Garolla. Alla fine del mese di ottobre, ogni anno viene celebrata una funzione religiosa sulla riva, in memoria di tutti gli scomparsi del lago.
La parete lungo cui si svolge l'immersione è molto ripida. Se vuoi esplorarla per la prima volta potrebbe essere utile l'appoggio di un subacqueo esperto che la conosce bene. Lo staff tecnico della Diving School è disponibile per accompagnare nell'avventura chiunque lo desideri e alcune delle immersioni dei corsi di specialità e l'immersione profonda del corso Advanced Open Water Diver si svolgono a Punta Granelli.
Molti soci del Club Nel Blu si immergono abitualmente in queste acque e anche la grigliata sociale è accompagnata da un'immersione notturna a Punta Granelli, per vedere il Cristo degli Abissi in un'atmosfera ancora più surreale.
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