| 2001 Diving Odissey |
Scopri le meraviglie che ti aspettano in Micronesia!
L'isola si trova sulla rotta che dal Giappone porta a Guam, Truk e Palau, ed offre
alcune fra le migliori immersioni in Micronesia e tutte le garanzie per esperienze
memorabili: acqua calda e cristallina, reefs ricchissimi di vita e canali in corrente, il
tutto 'condito' da squali, mante, tartarughe, una grande varietà di pesci e relitti di
aerei e navi.
Anche se la fauna ittica è ricchissima le mante sono la maggiore attrazione: oltre 100
esemplari vivono permanentemente nelle acque di Yap. Normalmente le mante si cibano
durante la notte del plancton che si raduna vicino alla superficie delle acque profonde
che circondano l'isola. Dopo aver mangiato per tutta la notte entrano nei canali che
conducono alle lagune interne ed a volte si fermano per pochi minuti sui coralli
affioranti popolati da pesci pulitori. Mentre girano intorno a questa 'stazione di
pulizia' , se i sub stanno fermi e si tengono fuori dal percorso delle mante, esse restano
calme e tollerano la loro presenza.
Accade con facilità che, mentre girano, passino proprio sopra gli osservatori,
permettendo loro di ammirarle da vicino: è un'esperienza veramente esaltante vederle
arrivare come in volo, stare immobili ad aspettarle e sperare che passino proprio sopra di
noi e poi, improvvisamente, trovarcele sopra, enormi e vicinissime. La loro grandezza
equivale alla porta di un garage ed il loro peso a quello di una piccola utilitaria: la
visione della loro imponenza fa trattenere il respiro ed incute soggezione e ammirazione
mentre passano a 20-30 centimetri dalla nostra testa.
Ci sono comunque delle regole importanti da rispettare, che gli accompagnatori pretendono
che vengano osservate, per preservare la qualità degli incontri e non disturbare le mante
in nessun modo: bisogna essere il più possibile passivi affinché esse si avvicinino e
non toccarle mai anche se sono a pochi centimetri, perchè a loro non piace essere toccate
e se ciò accade non torneranno più per molti giorni.
Ma l'immobilità è largamente ricompensata quando le bellissime creature appaiono,
ricordandoci che siamo noi gli 'intrusi' ed è nostro dovere rispettare la libertà di
questi magnifici abitanti del mare.
All' alba del 17 Febbraio 1944 venne lanciato l'attacco principale alla base giapponese
di Truk.
La sorpresa ruiscì in pieno, e quando vennero avvistati dalle postazioni difensive i
primi ricognitori americani era ormai troppo tardi. In un batter d'occhio 72 caccia
americani F6F Hellcat piombarono sulla quarta flotta imperiale, prima che l'ammiraglio
Koga potesse trasferirla e metterla in salvo.
I velocissimi caccia volavano nei cieli dell'atollo a seicento chilometri all'ora,
bersagliando gli obiettivi con le sei mitragliatrici in dotazione e provocando ingenti
danni. Le ore successive furono solamente il preludio ad un dramma ancora più grande per
la flotta giapponese: dai ponti delle portaerei americane al largo dell'atollo stavano
infatti decollando i bombardieri Dauntless e gli aerosiluranti Avenger.
Il bilancio finale fu di un totale di 416 aerei distrutti, 60 navi affondate e 423
costruzioni ridotte in macerie, oltre naturalmente alle migliaia di vite umane perdute tra
civili e militari, giapponesi ed indigeni.
Per oltre 50 anni le acque della laguna hanno conservato i navigli affondati nelle
medesime condizioni in cui si trovarono nel tragico momento dell'affondamento, quando le
navi, lentamente, lasciavano la superficie del mare con l'atmosfera sconvolta dalle fiamme
degli incendi, dai boati delle esplosioni e dalle urla degli uomini impazziti dal terrore,
appoggiandosi dolcemente sul sedimento del fondo in un mondo immerso improvvisamente nella
quiete e nel silenzio.
Se tutto questo non basta ad impressionarti visita il sito www.trukodyssey.com in cui potrai ottenere informazioni sull'imbarcazione da cui sono partite le nostre incursioni sui relitti affondati di Truk Lagoon. Troverai dati tecnici sulle immersioni e fantastiche foto subacquee. Potrai vedere con i tuoi occhi le meraviglie del fantastico connubio fra natura e storia, che fonde i resti della flotta giapponese con alcuni dei fondali più belli del mondo!
Per maggiori informazioni contatta robycampo@libero.it
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