Museo Civico A.E.Baruffaldi
Una raccolta cospicua di oggetti, foto e documenti, iniziata negli anni "50"del Novecento, induce a pensare di ordinare tutto il materiale per una "Raccolta Civica": è questo il nome che viene dato alla prima presentazione di quanto si possedeva. Nel 1968 il materiale della Raccolta Civica viene esposto nella sala del Consiglio e negli uffici del Sindaco in municipio. Successivamente, nel 1973, i vari reperti che già costituiscono le prime sezioni; Risorgimento, Prima e Seconda Guerra Mondiale e oggetti curiosi, vengono trasferiti in due locali della Biblioteca Civica G. G. Bronsiero, dove rimarranno fino al 1977. Intanto altri reperti si vanno accumulando in alcune in alcune stanze dell'ex Monte dei Pegni, abbandonato da parecchi anni e in stato di notevole degrado. Dopo la sua ristrutturazione e con il nuovo materiale raccolto, il 12 giugno 1977 viene inaugurato il vero e proprio Museo Civico.
Al Museo Civico"A.E.Baruffaldi"si accede dal portico che mette in comunicazione la piazza Vittorio Emanuele II con la piazzetta della Fontana. Esso è costituito da 13 sezioni distribuite in 12 stanze poste su due piani.
Nel vano scala incontriamo due vetrine a muro con reperti che riguardano le misure dal XVI al XX secolo le quali, per la loro importanza, sono da considerare una sezione a sèstante. Per quanto è stato possibile, relativamente allo spazio a disposizione, si è seguito un ordine cronologico. Va detto che ogni sezione si sviluppa secondo una successione logica. In ogni sezione, protagonista è l'uomo, con i suoi entusiasmi, le sue fatiche, le sue paure, i suoi successi e insuccessi. L'aggancio con la storia della nostra città è costante.
I visitatori, in particolare gli studenti, si possono rendere conto che la storia studiata a scuola non è costituita da fatti avvenuti altrove, che non ci riguardano, ma che invece la piccola storia della nostra città e del Polesine è un tassello della storia più grande, quella che si trova sui libri. Nel museo possiamo vedere come il cittadino badiese che percorre il suo cammino, partecipando alle vicende della "Storia Italiana"
Al primo piano troviamo le sezioni:
Sezione 1: Istituzioni Civili e Religiose
Tra gli oggetti importanti, la campana del Consiglio del sec. XVII che segnava i momenti importanti della vita di Badia Polesine. La statua di S. Teobaldo, patrono della città, portata un tempo in processione nella festa del Santo, sembra ora vigilare sulle attività dei suoi protetti. Gli indumenti da cerimonia usati prima del Concilio Vaticano II, donati al museo da Mons. Guido Stocco, hanno dato lo spunto per l'allestimento di una vetrina, in cui sono esposti documenti che riguardano i problemi sociali e la Chiesa. Da notare, fra i pannelli fuori vetrina, quelli dedicati ai teatri e al mulino Finzi, che, per l'apporto culturale ed economico, sono da considerare vere e proprie istituzioni cittadine.
Sezione 2:Ceramica Antica Badiese
Qui troviamo l'opera dell'artigianato locale, che lavora nella boccaleria e nella bottega producendo oggetti utili alla gente delle varie classi sociali. La terracotta e il legno, elementi naturali soddisfano le necessità dell'uomo nel lavoro, nella vita domestica e in molte delle sue espressioni sociali. Le ceramiche recuperate durante gli scavi eseguiti per le infrastrutture della città, vanno dal XV al XIV secolo. Per quanto è stato possibile, si è sempre cercato di seguire nell' esposizione degli oggetti un metodo didattico: per esempio si presenta l'evoluzione del contenitore usato per il trasporto del vino e dell'acqua sul posto di lavoro e in viaggio: dalla zucca al moderno fiasco di vetro. A sinistra dell'ingresso, sono presentati alcuni piatti del secolo scorso, con una esemplificazione dei metodi di decorazione.
Sezione 3: Risorgimento
Gli oggetti, i manifesti, le foto, documentano le vicende risorgimentali che si concludono con il plebiscito per l'annessione del Veneto all'Italia del 1866. Da notare, all'inizio della rassegna, i documenti che riguardano la Carboneria locale: patrioti badiesi subirono il carcere sotto il dominio austriaco. Importanti le armi usate nei primi movimenti insurrezionali, l'equipaggiamento dei garibaldini, tra i quali troviamo documenti dei due badiesi, Romeo e Pasquale Turolla, che parteciparono allo sbarco dei Mille.
Sezione 4: Periodo Umbertino
Nella sezione sono presentate divise e armi di questo periodo, esse sono da considerare oltre che dal punto di vista dell'evoluzione dell'armamento militare anche quello del costume."Periodo Umbertino"è il nome assegnato alla stanza che, per motivi di spazio, ospita vetrine di vario genere di altre epoche. Una bacheca orizzontale propone un argomento fino a oggi poco trattato, il brigantaggio: personaggi fuorilegge per bisogno o coinvolti in speculazioni politiche. Importante la vetrina napoleonica e una dedicata al costume del secolo scorso.
Sezione 5:Avventure Coloniali Italiane
Il periodo presentato comprende tutti gli eventi dalla espansione in Africa nell'800 alla guerra italo etiopica del 1935-36. Qui possiamo osservare divise ed equipaggiamenti rari, e confrontar gli aspetti propagandistici nei diversi conflitti. Da notare la divisa di un soldato indigeno del corpo noto con il nome di Ascari e la veste di un dignitario etiopico. Sono state inserite nella stanza due vetrine che precedono la vicina sezione dedicata alla Prima Guerra Mondiale. Fuori vetrina una bicicletta usata dai Bersaglieri nella Grande Guerra.
Sezione 6: Guerra 1915-18
Importanti le divise e gli equipaggiamenti degli eserciti contrapposti: i primi elementi di protezione, elmetti e copricapo; i primi tentativi di mimetizzazione fino allora sconosciuta; le maschere antigas, mezzo di difesa contro le armi chimiche usate per l'annullamento fisico in massa. La sezione sarà completata al secondo piano del museo con i documenti che riguardano l'aviazione in questa guerra.
Al secondo piano le sezioni sono:
Sezione 7: Seconda Guerra Mondiale
Qui oltre che alle divise e agli equipaggiamenti, il più possibile completi degli eserciti in conflitto, possiamo seguire le vicende tragiche della guerra che a un certo punto interessarono tutta la penisola, compreso il nostro Polesine. Sono documentati i bombardamenti aerei, il fenomeno partigiano, la prigionia degli italiani nelle diverse parti del mondo, il fervore patriottico e le delusioni dei nostri soldati.
Sezione 8: La storia più Antica
Nello spazio attiguo alla precedente sezione, separato da un tendaggio scuro e illuminato da lampade a riflettore, appaiono al visitatore, in un aspetto particolarmente suggestivo, i reperti più antichi. Gli oggetti preistorici sono di importazione. I reperti romani provengono da ritrovamenti in superficie nella zona "Le Giare" di Salvaterra, frazione di Badia Polesine, mentre i reperti medioevali e quelli dal XVI al XVII secolo sono stati recuperati nel centro storico della città durante gli scavi per i lavori di pubblica utilità e nel fiume Adige. Tra gli oggetti esposti, particolarmente importante, il calcio in gesso dell'Ara romana del I secolo d. C., usata come pietra angolare alla base del campanile della Vangadizza.
Sezione 9: Caccia e Fotografia
Uscendo dalla stanza vale la pena di soffermarci nel corridoio. Gli oggetti esposti fanno di questo spazio una vera e propria sezione dedicata ai fucili da caccia antichi e alle vecchie macchine fotografiche.
Sezione 10 :Tempo Libero
In questa sezione si trovano oggetti e documenti della Società mandolinistica "La Margherita", dei suonatori ambulanti del secolo scorso e della Banda cittadina. Si passa quindi in rapida rassegna, alla"Badia gioiosa"rappresentata da varie società; nella vetrina accanto, una serie di marionette e burattini. In una bacheca dedicata allo sport, incontriamo due badiesi, Aldo e Gino Finzi, che nel primo Novecento si sono distinti nel motociclismo in campo nazionale. Interessante l'equipaggiamento dei pompieri, corpo volontario di cittadini, precursori dei vigili del fuoco. Una vetrina orizzontale contiene oggetti strani, disposti in modo da costituire un vero e proprio gioco a indovinare. In questa sezione infine troviamo, infine, giocattoli d'epoca.
Sezione 11: Animali e Fossili
Nella stanza che segue si apre una parentesi di scienze naturali; in quattro bacheche sono esposti animali imbalsamati che troviamo nelle nostre campagne e nel Delta Polesano. In una vetrina al centro sono disposti alcuni fossili.
Sezione 12: Il Mulino dell'Adige
In questo spazio viene proposta una parte di storia cara ai cittadini badiesi; i mulini natanti dell'Adige l'ultimo dei quali, come possiamo leggere nella bacheca orizzontale, affondò nel 1963. Importante un modellino funzionante di un mulino dell'Adige di Badia. In due vetrine sono raccolti dei mortaio usati nelle nostre case e alcuni modellini di utensili adoperati per fare il pane.
Sezione 13 :Sala Bonsignori
Il percorso del museo si conclude con la visita alla stanza dove si trova la grande tela dipinta da Girolamo Bonsignori per il convento di S. Benedetto Po (Mantova) nel XVI secolo. Ospitata fin dal secolo scorso nel refettorio dell'Abbazia della Vangadizza, dopo un incendio che la danneggiò gravemente, la tela sapientemente restaurata venne portata al museo. Nella stessa sala sono presentati dipinti di artisti badiesi del primo Novecento tra i quali tre bei ritratti di Diodato Massimo.
Il Museo è stato intitolato ad Antonio Eugenio Baruffaldi (Badia Polesine 1862) studioso di storia badiese e polesana, morto a Vicenza nel 1940.
ORARIO DI APERTURA:
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GIORNO |
Mattina
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Pomeriggio
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Entrata
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Uscita
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Entrata
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Uscita
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| Giovedi |
09.30
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12.30
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| Venerdì |
09.30
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12.30
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| Sabato |
09.30
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12.30
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15.00
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18.00
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| Domenica |
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16.00
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19.00
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Piazza Vittorio Emanuele II
45021 – Badia Polesine (Ro)
Tel. 0425-51923-52695
museobadia@libero.it
