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allontana con il resto della compagnia dal luogo dello scontro. Fatto rifornimento di additivi 7 necessari per farcire le cartine ci dirigiamo al rendez - voux con il resto della congrega. Arrivati al piccolo appartamento usato come punto di ritrovo Enigma, che è stato eletto dal gruppo costruttore ufficiale, estrae da una tabacata 8 la sua linfa vitale mischiandola con il condimento procurato nel parco. Mentre la fabbricazione del gighello è arrivata alla conclusione mi ritrovo a parlare con Tiga delle sue nuove “conoscenze” femminili e delle impressioni che ha di loro prestando attenzione che nei paraggi non ci sia la sua donna. In quel momento succede l’imprevedibile: ci accorgiamo che Sonia, la tipa di Tiga, era in zona e ha sentito tutto quello che ci siamo detti. La ragazza comincia con una scenata da copione poi, ancora molto arrabbiata, esce dall’appartamento sbattendo la porta. Decido che devo fare qualcosa per salvare il salvabile del rapporto tra i due. Dopo aver corso qualche minuto riesco a raggiungere la ragazza e a bloccarla. Le guance di lei sono ancora solcate da lacrime di rabbia che gli fanno colare tutto il mascara. Asciugo il suo delicato viso e tento di convincerla a perdonare Tiga. Dopo mezz’ora passata a parlare, finalmente riesco a persuaderla e a farla ritornare all’appartamento. Mentre sto per andarmene mi sento tirare per un braccio e non faccio in tempo a voltarmi che mi ritrovo le calde labbra di lei appoggiate alle mie. Il mio corpo non riesce più a reagire ma il mio cervello funziona ancora correttamente. Mi stacco da lei facendogli capire che non sarebbe giusto nei confronti del suo ragazzo e mio amico. Le chiedo molto gentilmente di ritornare dagli altri dimenticando tutto quello che era successo. Dopo esserci fissati per qualche istante lei finalmente capisce i miei motivi e, sorridendo, scompare dentro il portone del palazzo. La rabbia mi pervade e vorrei prendermi a pugni. Incomincio a correre senza avere una destinazione prestabilita. Dopo un po’ che corro giungo sull’orlo di un precipizio. Mi volto per ritornare sui miei passi ma noto che il paesaggio sta lentamente scomparendo. Il terreno sotto i miei piedi incomincia a sgretolarsi e la paura comincia a pervadere corpo e mente. Il terreno scompare del tutto e incomincio a cadere nel buio. Muovo le braccia, come se avessi degli spasmi, per cercare degli appigli a cui attaccarmi. Non ne trovo e, quando ormai penso di essere alla mia fine, mi sveglio con un sobbalzo e mi rendo conto di trovarmi nel mio letto. Sono talmente agitato che non riesco a riprendere sonno. Mi giro e rigiro, come se fossi un fotomodello che assume nuove pose, cercando di trovare una posizione che mi aiuti a cadere tra le braccia di Morfeo sperando così di finire nel mondo dei bei sogni.
7) Additivi: termine utilizzato per indicare le sostanze stupefacenti. 8) Tabacata: termine del linguaggio giovanile per indicare una sigaretta.
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