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Detti popolari

I detti che ho voluto raccogliere in questa pagina delineano fortemente la saggezza e il carattere dei veri abitanti di Anagni. Il fatto che alcuni ancora oggi sono in uso sta ad indicare la veridicitą del loro contenuto.


S
i ju bove nen vņ sulecą, 'nci serue da ciufelą. Quando il bue non vuole arare non serve fischiare
Certa gente aressumija a ju porco: appena a magnato revoteca ju quartellitto. Certa gente somiglia al maiale: quando ha mangiato rigira il recipiente.
Porco attrippato, nen crede a j'affamato. Il Maiale con la pancia piena, non crede a chi a fame.
'
Mparą ju credo a j apostuli. Insegnare il credo agli apostoli.
Cristo a mete i San Pietri a reccolle le regni. Cristo miete e San Pietro raccoglie i covoni.
Remanģ co' ju culo rutto i senza cirasa. Rimase con il sedere rotto e senza ciliegie.
Chi se magna le nocchi i chi grida via a San Manno! Chi mangia le nocciole e chi grida viva San Magno!
A chi 'nci sa fa, gnente ci attocca. A chi non ci sa fare niente gli tocca.
Capij rusci i cani pezzati ammazzij appena nati. Capelli rossi e cani macchiati ammazzali quando nascono.
Chi va co' ju zoppo se 'mpara a zuppecą! Chi va con lo zoppo impara a zoppicare!
Si comme la catta de San Giuanni prima ride i doppo piagni. Sei come la gatta di San Giovanni prima ride e dopo piange.
I parenti so comme i dčnti, pił so stritti i pił fao male! I parenti sono come i denti, pił sono stretti e pił fanno male!
La catta presciulosa fčci i fij ciéchi. La gatta frettolosa fece i figli ciechi.
Si 'nci sta la catta ju surgio abballa. Quando non c'č il gatto il topo balla
Attacca sempre j'asino a ndņ dici ju padrņ! Lega sempre l'asino dove vuole il padrone!
Si so trņppi valli a cantą nse fa mai giorno. Quando ci sono troppi galli a cantare non si fa mai giorno.
So' puci i teo la tosse! Sono come le pulci e hanno la tosse!
Fa bbč a j'asini ca te tirano cauci. Fai del bene agli asini che ti tirano i calci.
I guai della pila isą ju cuperchio. I guai della pentola li sa' il coperchio,
Chi magna sulo se storza. Chi mangia da solo si strozza.
Attacca la crapa alla vigna, chello ca fa la mamma, fa la fija. Lega la capra alla vite, quello che fa la mamma fa la figlia.
Chi te i denti 'nte' lu pa', chi te lu pa' 'nte i denti. Chi ha i denti non ha il pane, chi ha il pane non ha i denti.
Alla otte zeca ci sta lu'ino bbono, i chella grossa sa d'acito. Alla botte piccola c'e' il vino buono e quella grossa sa d'aceto.
A ti fija dico i tu nora 'ntenni. A te figlia parlo e tu nuora intendi.
Male nen fa, paura n'avč. Male non fare e paura non avere
Si la'occa acciancica i ju culo rčnne, va mmorģ ammazzą le mmedicine i chi le venne. Quando la bocca mastica e il culo rende, va a morire ammazzato le medicine e chi le vende:


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