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PRESENTAZIONE DEL DRAMMA "SANTA LUCIA"


Gentilissimo pubblico,eccomi.. buona sera,ma questa sala così gremìta mi mette soggezione,mi mette quasi in imbarazzo. Eccomi di nuovo alla ribalta, però questa volta devo chiamarmi... si sono un'intruso, perché sono stato io che ho voluto unirmi a loro,non per fanatismo,anzi corro il rischio di fare una meschina figura,ma solamente perché amo troppo il palcoscenico. La giovane filodrammatica che questa sera si esibirà su questo palco é tutta al contrario di quella che fu la vecchia, perché quella si componeva da soli uomini,mentre questa si compone da sole donne. Sono tutte ragazze,sono tutte ragazze di Azione Cattolica, che per la prima volta calcano le scene.Quindi non c'è d'aspettarsi qualche cosa, di artistico,benché in loro l'arte è innata,ma purtroppo l'apice della sua gloria si trva molto in alto e per raggiungerlo bisogna che si facciano parecchi e non pochi pioli.
Ma io credo,anzi sono sicuro, che riuscirà tutto bene,perché sono giovane piene di buona volontà e dotate d'una intelligenza eccezionale, dovrei dire tutto il contrario,ma bisogna darci un po di coraggio.
Il dramma che questa sera si debutterà è intitolato Santa Lucia, quattro atti di Elena Da Persico,opera veramente degna di lode. Con magnifici ritocchi poetici e delicate sfumature.Ci ricorda quelle radiose giornate di Gloria Cristiana.
Il dramma si svolge a Siracusa. Siamo nel 300 quando il dàlmata Imperatore Diocleziano bandi la più tremenda persecuzione contro chi sentiva ardere nel proprio petto la fiamma dell'amore verso il Cristo.
La scrittrice ci riporta, a conversare con i prefetti di allora,i quali con ignobile parlare e sevizie atroci cercavano di sedurre i cristiani a sacrificare agli dei.Ma il loro scellerato impegno a nulla valse, poiché il sangue che sgorgava da quelle innocenti e sacrosante ferite, era sorgente refrigerante e ristoratrice di fede cristiana ove si abbeveravano tutti senza distinzione di casta: nobili e plebei,schiavi e liberti,poveri e ricchi.Inzomma ci ricorda. tutte quelle nobili creature che seppero far della loro vita un dono.

 

 

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