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Stampa popolare tedesca che ritrae un orco nell'atto di catturare bambini. Francoforte Stadt-Und-Universitatsbibliothek.




Non si può e non si deve prescindere dalle condizioni in cui queste confessioni sono state ottenute, dal quadro razionale della procedura inquisitoria medievale, supportata da una logca a noi estranea.
L'uso di interrogatori organizzati secondo regole rigide, con domande elaborate a priori, il passaggio dall'orale alla forma scritta classificatoria e scolastica di notai e giudici, l'impiego della tortura, modellano, influenzano le testimonianze pervenuteci
Inoltre, per reati di questo tipo, è necessario che una confessione completa stabilisca la verità assoluta. Dunque si deve far dire l'indicibile con ogni mezzo, anche con la tortura.
La verità cosi ottenuta è assolua, anche perchè investe qualcosa di assoluto e intoccabile: l'onnipotenza di Dio e, di riflesso, quella derivata dei sovrani terreni. Ciò che fa scalpore dunque non sono solo gli infanticidi, ma la ribellione di Gilles al duca Giovanni V e il patto col diavolo per avere maggior potenza.

Analizzando le accuse che vengono mosse a Gilles notiamo che in realtà formano un trittico obbligato di origini antiche che lega la ribellione contro l'ordine legittimo, il patto col diavolo, che conferisce poteri magici e gli atti contro natura come la sodomia e l'incesto.
Di questo trittico di crimini furono accusati anche i primi cristiani da parte dei Romani, poi gli eretici e gli ebrei da parte dei cristiani ortodossi.
E sono sempre queste tre accuse a sostenere, dall'inizio del XIII sec., la lotta degli inquisitori contro l'eresia e, dal XIV sec., tutte le accuse di lesa maestà.
La maiestas, grandezza assoluta, è una invenzione romana, ma riscoperta dai giuristi medievali nel XII sec. e associata all'onnipotenza divina durante la lotta contro l'eresia.
Da allora in poi servirà, anche nella Bretagna ducale del XV sec., alla costruzione dello Stato.
La sua difesa esige ormai l'ichiesta orientata alla scoperta del trittico criminale e confessioni complete.

Dunque il processo a Gilles De Rais non è anzitutto quello di un pedofilo omicida, ma piuttosto quello di un colpevole di lesa maestà divina e ducale. Non è in questione la perversione, ma la ribellione, i legami col diavolo e le offese alla Creazione.
Insistendo su ciò, non si vuole intendere che Gilles non avesse commesso i crimini di cui era accusato più di quanto le streghe non avessero volato per andare al sabba...
Eppure non si può sostenere a colpo sicuro che li avesse commessi. Il ruolo dello storico non è rifare il processo a Gilles, ma offrire una verità "giudiziaria" e "storica" sul caso; i crimini di cui lo si accusava erano visti dai giudici in un sistema coerente costituito da elementi interdipendenti, in grado di mettere in discussione la sovranità e la maestà divina e ducale.
Agli occhi dei suoi contemporanei, dunque, Gilles De Rai era molto lontano dagli assassini seriali e dai pedofili del nostro secolo.

Il 26 ottobre 1440 Gilles e i suoi due valletti sono condotti in processione sulla Loira e giustiziati ( gli altri comparsi in giudizio svaniscono misteriosamente).
Il racconto del processo, ricostruito a posteriori, insiste sulla reiterazione della confessione del signore de Rais, alsuo pentimento, all'insegnamento morale che dà ai presenti, incitandoli addirittura ad allevare bene la loro progenie!
La vita di un mostro diviene cosi un exemplum educativo mentre a Nantes, dove Gilles era stato giustiziato e presso la sua tomba, fra il XV e il XVIII sec., si sviluppano trani rituali di protezione dei bambini, delle donne incinte e delle nutrici.
I luoghi e i riti legati al ricordo di quest'uomo, non parlano più delle violenze che avrebbe commesso. Parlano invece di un orco mitologico che rapisce i bambini e che, per tutti gli abitanti della regione, alla fine del XVIII e all'inizio del XIX sec., inizia ad avere una barba blu.
La tradizione orale trasforma un mostro in uno spauracchio utile a far paura in modo rituale ai bimbi agitati. E' emblema del divieto, una figura enigmatica che rappresenta il limite da non oltrepassare per restare un bravo bambino.
Inutile dire che un tale destino postumo non è immaginabile per un pedofilo omicida oggi...
Infatti tutto ciò è stato possibile solo a patto che la memoria delle nefandezze di Gilles venisse cancellata, celata dapprima dietro l'immagine di orco della tradizione orale di Nantes e poi dietro il ricordo della ribellione al potere legittimo.


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