REGIA MARINA

 


- LE TORPEDINIERE -


Nino Bixio

Marsala

Aquila

Sparviero

Nibbio

Falco

Leone

Tigre

Pantera

Venezia

Brindisi

Quarto

Poerio

Mirabello

Racchia

Ritboty

Premuda

Rossarol II

Orione

Orsa

Olimpia

Orfeo

Luca Tarigo

Lorenzo Malocello

Leone Pancaldo

Antonio da Noli

Ugolino Vivaldi

Antoniotto Usodimare

Emanuele Pessagnano

Nicoloso da Recco

Nicolò Zeno

Giovanni da Verazzano

Alvise da Mosto

Antonio Pigafetta

Freccia

Dardo

Strale

Saetta

Baleno

Folgore

Lampo

Fulmine

Alfredo Oriani

Vincenzo Gioberti

Giosuè Carducci

Vittorio Alfieri

Aviere

Artigliere

Geniere

Carabiniere

Fuciliere

Granatiere

Corazziere

Lanciere

Bersagliere

Alpino

Ascari

Mitragliere

Legionario

Corsaro

Bombardiere

Velite


Le torpediniere con il passare degli anni hanno mutato forma di impiego e non sono più state adibite ai compiti che ebbero alla loro origine e, in genere precedentemente alla prima guerra mondiale.

Già nei primi anni del nostro secolo erano sorte le « torpediniere di alto mare », ma le esperienze fatte nella guerra 1915-18 avevano messo in evidenza le loro scarse qualità per l'impiego di squadra, nel quale invece si erano definitivamente imposti I grandi cacciatorpediniere. 

Il Trattato di Washington non pose particolari limitazioni a questo tipo di unità, anzi nella Conferenza di Londra del 1930 si decise di non mettere limitazioni a tutte le unità di dislocamento inferiore alle 600 tonnellate e anche per le unità non superiori alle 800 tonnellate, purché di velocità inferiore ai 20 nodi e non armate con lanciasiluri.

Nell'ambito di questi accordi la Marina italiana mise in cantiere le torpediniere tipo Spica, che avevano un dislocamento Standard di 630 t. In epoca successiva si riconobbe che le navi di questo tipo dovevano avere una maggiore autonomia per poter rimanere più a lungo in mare. Furono così costruiti i 4 avvisi scorta della classe Pegaso.

Durante la guerra si rivelò impellente la necessità di disporre di unità da adibire alla scorta dei convogli con compiti antiaerei e antisommeribili, pertanto le Pegaso furono ripetute in 16 avvisi scorta della classe Ciclone, infine nel 1942 fu messa in costruzione una classe di 16 torpediniere classe Ariete, che erano delle Spica migliorate, di cui solo una l'Ariete, entrò in servizio. 

Mentre per le torpediniere tipo Sirio fu quasi osservato il limite del dislocamento Standard di 600 tonnellate previsto dai trattati di Washington e di Londra, per le successive serie si ebbero dislocamenti via via maggiori. La serie Perseo ebbe 642 t, la serie Climene 652 t, la serie Alcione 679 t e la classe Ariete ben 757 t.

Per gli avvisi scorta, invece, tale limite non fu tenuto in considerazione: i Pegaso ebbero un dislocamento Standard di 855 tonnellate e i Ciclone di 925 t.

I lanciasiluri che sulle antiche torpediniere, incluse le numerosissime della classe P.N. della guerra 1915-18, costituivano praticamente l'unico tipo di armamento, nelle torpediniere e avvisi scorta di questo periodo passarono in seconda linea mentre invece furono potenziate le armi antiaeree e antisommergibili.

Le mitragliere che in origine erano da 40 mm e da 13,2 mm, durante la guerra furono sostituite con armi da 20 mm, molto più adatte per la difesa antiaerea. In particolare sui tipi Ci- clone l'armamento antiaereo fu costituito da 8 di tali mitragliere fino dalla costruzione. 

L'esperienza della guerra, inoltre, fece eliminare uno dei cannoni da 100 mm, che fu sostituito con un impianto binato di mitragliere da 20 mm. 

L'armamento antisommergibili, costituito da 2 lanciabombe di profondità sui tipi Spica, fu aumentato a 4 sui Pegaso e sui Ciclone, anzi alcune unità do questa classe ne ebbero 6.

Tutte le unità furono munite di apparati per la ricerca e la localizzazione dei sommergibili.


REGIA MARINA


INCROCIATORI E CORAZZATE

NAVI DA GUERRA

PORTAEREI NELLA STORIA

BATTAGLIE NAVALI

INCROCIATORI E CORAZZATE - REGIA MARINA-MARINA ITALIANA - LE TORPEDINIERE -