CACCIA ALLA BISMARCK

THE HUNTING OF THE BISMARCK

(OPERAZIONE RHEINUBUNG)

OPERATION RHEINUBUNG

La Bismarck mentre bombarda l'Hood L'Hood all'inizio della Seconda Guerra Mondiale

La caccia alla Bismarck è stata l'operazione congiunta della Royal Navy, comprendente la Home Fleet, con tutte le navi disponibili nell'Atlantico Settentrionale, e la Forza H, proveniente da Gibilterra, per intercettare ed affondare la corazzata tedesca Bismarck. La caccia si svolse dal 24 al 26 maggio1941 e si concluse con l'affondamento della nave tedesca il mattino del 27 maggio. Nella prima fase la Bismarck distrusse nel giro di cinque minuti l'incrociatore da battaglia Hood, orgoglio della Royal Navy e ferì gravemente la nuovissima corazzata Prince of Walles.

Nella seconda fase la corazzata Bismarck fu colpita al timone da un siluro di uno swordfish proveniente dalla portaerei Ark Royal  e successivamente, non potendo più fuggire fu attaccata da quasi tutta la Royal Navy (Rodney e Nelson in testa). A seguito dello smaltellamento delle torri principali, a causa del tiro concentrico delle corazzate della Royal Navy, la nave fu autoaffondata dal suo equipaggio entrando nella leggenda. (Shinano)


LA FINE DELL'INCROCIATORE DA BATTAGLIA INGLESE HMS HOOD

Continuò in questa direzione fino alle 02.05, poi ordinò cacciatorpediniere di proseguire a nord e riportò le sue navi 200° navigando prima a 26 e poi a 27 nodi. Alle 02.56 il Surrol rientrò finalmente in contatto con un messaggio che da1 Lutjens a circa 15 miglia a nord-ovest di Holland. Le unità il inglesi si spostarono a 220° alle 03.21, poi a 240° alle 03.42, aumentando la velocità di un altro nodo. A questo punto seguivano due rotte parallele distanziate circa 20 miglia. Le vedette della Prince or Wales, a 750 metri sulla scia dell'ammiraglia, videro materializzarsi nella foschia a miglia la Bismarck e il Prinz Eugen alle 05.35, quasi dieci minuti prima dell'avvistamento tedesco, e 7 minuti dopo l'Hood, corresse la distanza a 14 miglia. A questo punto Holland commise un errore fatale virando verso il nemico prima di 40° e ancora di 20, piazzandosi in severo svantaggio. 

Alle 05.49 Holland ordinò di aprire il fuoco sulla prima nave tedesca credendo che fosse la Bismarck, mentre la Prince of Wales, che si era accorta dell'errore, puntò i cannoni sull'unità a destra. Il primo colpo dell' Hood partì alle 05.52, proprio mentre Holland, resosi conto dello scambio, ordinava di cambiare bersaglio.  Un minuto dopo la Prince of Wales aprì il fuoco e la Bismarck rispose, seguita alle 05.55 dal Prinz Eugen. Tutte e due le navi tedesche spararono con i loro quattro pezzi contro I'Hood, che invece poteva usare solo i cannoni di prua per via dell'angolazione assunta. L' Hood sparò quattro o cinque colpi prima che la Bismarck rispondesse. L 'incrociatore tedesco usò i proiettili pronti HE per la sua prima bordata completa, ma non riuscì a vederli cadere. La seconda bordata completa, di HE, mancò il bersaglio, mentre la terza colpì l' Hood vicino agli affusti binati HA dei P3 da lO cm, mandando in fuoco le munizioni pronte all'uso. Il Prinz Eugen spostò quindi i cannoni contro la Prince of Wales, finora indisturbata, lasciando l' Hood alla Bismarck, che sparò una forcella a 400 m. L 'ufficiale d'artiglieria Schneider calcolò che il primo tiro era stato lungo e il secondo mancato, così come il terzo e il quarto.  A questo punto Holland ovviamente voleva sfruttare appieno l'artiglieria delle sue navi e alle 06.00 ordinò di virare ancora di 20° a sinistra. Non si sa se la virata abbia poi avuto luogo o meno, perché in quel momento arrivò la quinta salva della Bismarck.

Se è vero che le torri di poppa dell'Hood aprirono il fuoco, la virata doveva essere stata perlomeno iniziata. La Prince of Wales aveva appena lanciato la nona scarica quando uno o più proiettili della Bismarck colpirono l' Hood in prossimità dell'albero maestro, provocando un'esplosione gigantesca che nel giro di pochi secondi distrusse le 48.000 tonnellate dell'ammiraglia inglese.

Dalle 06.00 del 24 maggio 1941 a oggi sono sorte una miriade di congetture e di ipotesi sul punto colpito e sul motivo dell'esplosione, che più probabilmente fu dovuta ad un incendio della cordite stivata nei magazzini X e Y.  Squarciata dallo scoppio, la nave affondò nel giro di tre minuti trascinando con se 1.415 dei 1.418 uomini dell'equipaggio. La Prince of Wales si trovò costretto a cambiare rotta per allontanarsi dall'ammiraglia e contemporaneamente ad affrontare da solo le due unità tedesche. A Lutjens non importava affatto cosa fosse successo; contava solo il fatto di aver affondato l' Hood e di aver conquistato un punto prezioso per la propaganda del Reich. Poco dopo sul ponte del Prince of Wales arrivò un proiettile da 38 cm, che provocò gravi perdite agli Inglesi pur essendo scoppiato solo dopo essere uscito dal lato opposto. Dopo di questo, arrivarono a segno altri sei colpi fra cui due da 38 cm centrale di tiro destro di prua e sulla gru per gli aerei, mentre un terzo sfondò lo scafo sopra il galleggiamento e atterrò inesploso in una sala generatori.. Un proiettile da 20 cm non esplose, ma gli altri due aprirono delle falle. Considerati i danni e i problemi con le torri nuove, il capitano Leach non riteneva di poter affrontare due unità nemiche intatte e optò per la ritirata con l'avallo dell'Ammiraglio Wake Walker pur sapendo che qualcuno l'avrebbe accusato di essere fuggito.


LA FINE DELLA CORAZZATA TEDESCA BISMARCK

L'Ammiraglio Tovey si avvicinò alla Bismarck da 0-N-O e alle 08.20 avvistò il Norfolk, che seguiva il nemico dalle 07.53. Si fece comunicare posizione, rotta e volocità della corazzata (10 nodi a 330"), poi avanzò in ordine aperto seguito dalla Rodney.  Alle 08.42 la King George V vide chiaramente sulla destra, a poco più di 12 miglia dalla prua, la Bismarck che avanzava inclinata di 3-5° sul fianco sinistro. La misurazione delle distanze era resa difficile dalla nebbia, ma la King George V calcolò una prima gittata sul radar Type 284 e aprì il fuoco alle 08.47, un minuto dopo la Rodney. 

La Bismarck rispose alle 08.49 sparando sulla Rodney tre ottime salve, l'ultima delle quali mancò il bersaglio di soli 20 m.  Anche la Rodney trovò in fretta la distanza di tiro e, secondo i testimoni del Norfolk, colpì il nemico almeno una volta alla terza e quarta salva, prima di tornare alla gittata segnalata da uno dei telemetri principali. Sparò "lungo" fino alla 18a salva che colpì la sovrastruttura e il castello di prua della Bismarck, e continuò a colpire fino alle 09.02, mettendo fuori uso le torri di prua tedesche, con relativi comandi.

La King George V ottenne il suo primo successo alle 08.53 e continuò bene per 20 minuti, dopo di che i contraccolpi misero fuori uso il radar. Alle 08.54 il Norfolk, a nord della Bismarck, cominciò a sparare con i cannoni da 20,3 cm e la Rodney attivò l'armamento secondario da 15 cm alle 08.58. 

Già alle 09.00 la Bismarck rispondeva in modo irregolare, con la torre A fuori combattimento e la B che funzionava a intermittenza, e 8 minuti dopo il Norfolk fece sapere che i cannoni della A erano abbassati e quelli della B rialzati, segno che il nemico aveva perso entrambe le torri.  In soli 15 minuti di scontro la Bismarck aveva perso metà del suo contingente bellico e quasi tutti i comandi dei pezzi. 

La corazzata versava in condizioni disastrose, ma è impossibile stabilire l'esatto ammontare dei danni perché non ci furono sopravvissuti fra gli uomini di prua.  Tovey virò quindi a sud, creando problemi di navigazione e di visibilità alla Rodney, che cambiò rotta portandosi a 40°. 

Alle 09.10 la Bismarck trasferì i comandi alla centrale di poppa e attaccò il King George V con le torri posteriori, ma la centrale venne messa fuori uso dopo sole quattro salve e la precisione dei tiri peggiorò rapidamente.  Alle 09.20 la corazzata riprese a sparare sulla Rodney, ma un minuto dopo il cannone di dritta della torre D venne distrutto da un'esplosione anticipata; quello sinistro sparò altre due salve, poi l'ufficiale di comando dovette ordinare di cessare il fuoco. 

Alle 09.31, un colpo diretto sul. cannone sinistro mise a tacere anche la torre C, e la corazzata, priva dell'armamento principale, diventò un bersaglio da esercitazione.

La Rodney smise di sparare alle 10.14, la King George V alle 10.21 dopo aver lanciato rispettivamente 375 salve da 40,6 e 339 da 35,5, oltre a 6-700 bordate dell'armamento secondario.  La Rodney aveva impiegato anche tutti i 12 siluri che aveva in dotazione, il Norfolk 527 colpi da 20,3 cm e il Dorsetshire 254.

È facile immaginare le condizioni della Bismarck dopo essere stata colpita anche solo da una piccola percentuale di un tale arsenale di munizioni.  I ponti e la sovrastruttura erano a brandelli e invasi dalle fiamme. Una cannonata della King George V aveva attraversato la corazzatura della torre B facendo saltare la parte posteriore e la Rodney sosteneva di aver mandato a segno almeno 40 colpi da 40,6 cm, ma nonostante le sue condizioni a Tovey non sembrava che la corazzata stesse affondando, quindi ordinò al Dorsetshire di silurarla. 

Alle 10.25 1'incrociatore piantò due siluri nella fiancata sinistra della Bismarck senza ottenere apparentemente un grande effetto, poi ne lanciò un terzo nella fiancata di dritta e quattro minuti dopo la corazzata si ribaltò sulla dritta e cominciò a sprofondare di poppa. 

Da successive testimonianze dei pochi sopravvissuti della corazzata pare plausibile che la Bismarck sia stata auto affondata dai tedeschi per impedirne la cattura da parte della Royal Navy, se ciò fosse vero sorge spontaneo chiedersi come mai la nave non fu fatta evacuare prima dell'autoaffondamento, risparmiando la vita a migliaia di marinai. La Bismarck non aveva inflitto grossi danni alle unità di Tovey, anche se la Rodney risentì parecchio dei contraccolpi per le bordate complete sparate dalle 09.52 alle 10.03, mentre l'ammiraglia lamentò i difetti di progettazione delle nuove torri da 35,5 cm.

Il Dorsetshire recuperò 85 naufraghi e il Maori 25, prima che il salvataggio fosse interrotto da un allarme antisommergibile.  In seguito, l'U74 raccolse tre uomini aggrappati a un relitto e il 28 maggio l'unità del servizio meteorologico Sachsenwald ne trovò altri due.  Risultarono invece infruttuose le ricerche dell'incrociatore spagnolo Canarias; nessun altro era sopravvissuto.  L'epopea della Bismarck finiva in questo modo tragico, catastrofico ed eroico.


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