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L'altopiano del Taccu, compreso fra i terittori dei
comuni di Osini, Ulassai, Gairo e Ussassai, si estende per una superficie di
circa 30 kmq. Rappresenta un'unità morfologica ben definita, formata da
coperture calcaree dolomitiche mesozoiche.
Partendo dall'abitato di Osini, l'accesso è consentito da una stretta gola,
attraversata da una strada asfaltata, denominata Gola o
Scala di San Giorgio,
oggi Monumento Naturale della Sardegna (L.R. n.31 del 1989).
La punta più alta che sovrasta la Scala è nota con il toponimo di "Su
Casteddu"(Il Castello). Tale denominazione ha indotto alcuni studiosi a
ritenere che vi fosse ubicato un castello di età medievale, numerosi
ritrovamenti di monete e materiale ceramico, tuttavia ne suggeriscono
l'interpretazione come sede di una postazione militare di età
romana-bizantina, edificata in funzione antibarbaricina.
Seguendo la strada che attraversa la Gola di San Giorgio ci si immette
nell'altopiano ricco di emergenze archeologiche. Allo stato attuale non sono
state individuate testimonianze di età prenuragica (6000 - 1600 a.c.), come
"domus de janas", menhir e dolmens. Molto ben rappresentata, invece appare
la successiva età nuragica (XVI-VI sec.a.c.), attestata da un rilevante
numero di nuraghi, tombe dei giganti e villaggi.
La valle di Truculu, ospita la maggior parte dei monumenti disposti a
brevissima distanza l'uno dall''altro. Sorgono i
nuraghe Sanu e
nuraghe Orruttu,
il primo caratterizzato dalla presenza di due tombe dei goganti, tra le poco
documentate nel territorio. Nella stessa vallata sorgono le Torri di Su
Samuccu, Piss'e Serra, Iba Su Accili, Sa Brecca e Mortumarci attualmente in
cattivo stato di conservazione. Piu distante Si possono visitare
nuraghe Urceni
e
nuraghe Serbissi,
quest'ultimo senza dubbio il più affascinante |
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