Home ] Rubriche ] GdR&Co. ] Pc & internet ] Libri & fumetti ] Cinema & musica ]

C'è vita su Lucca (Comics & Games)? 

Su
H.P. Lovecraft
Van Vogt: fantascienza intellettuale
Van Vogt
La fantasy di Bradbury
Philip Dick
The Invisibles
Gon
From Hell e ABC
Calvin & Hobbes
Le cronache di Krynn
Lucca Comics
Neil Gaiman: "Nessun Dove"
William Gibson

    

Per rispondere a questo interrogativo (e spendere i nostri magri risparmi) il nostro equipaggio è andato nella ridente città toscana (si dice così per evitare di dire Lucca ad ogni pie' sospinto! ’gnoranti!) ad indagare, e poi è sempre bello stare in un posto in cui il fatto di leggere riviste dove le figure sono preponderanti rispetto al testo o il giocare a soldatini non ti rendono un paria.

 I discorsi fatti con gli altri membri della spedizione  nel dopo mostra non mi sono sembrati molto positivi, ma in attesa che ognuno esamini i dati raccolti e tragga le sue conclusioni espongo il mio punto di vista.

Apparentemente la situazione non è delle più rosee, non tanto dal punto di vista della  partecipazione di pubblico (anche venerdì che, a detta di tutti gli espositori con cui ho parlato, era un po’  soffio come presenze, i vari stand non erano per niente deserti), quanto per il clima  generale. Nell’aria c’è una sensazione di déja vu, o è il segno di un’alterazione del programma o la mostra inizia a mostrare la corda. Questo per lo meno mi è sembrato ad una prima occhiata superficiale (il giro di ricognizione). In particolare la sensazione è più forte nel palazzetto dove dovrebbe risiedere il fior fiore dell’editoria italiana, ma gli stand “faraonici” non si riempiono da soli; non voglio parlare della qualità dei prodotti, sarebbe presuntuoso (anche se la tentazione è forte!), ma il vedere lo stand di Bonelli vuoto, un po’ di tristezza la fa anche ad un anti-bonelliano storico come me.

Che la pluriennale manifestazione toscana (cosa non si fa per evitare di ripetere Lucca!) fosse morta senza neppure essersene resa conto?

E così, mentre ero immerso in considerazioni di questo tipo, mi imbatto, nell’angolo più distante del palazzetto, in uno stand sobrio e raccolto dove un signore elegante con dei magnifici baffetti da torero parla con un ragazzo del “fumettino”  che quest’ultimo doveva avergli mostrato in precedenza (non voglio mancare di rispetto a nessuno, la definizione “fumettino”  è del ragazzo). Lo stand è quello di una delle più belle realtà editoriali italiane, la Coconino Press, e il signore con i baffetti toreadori è Igort (il ragazzo, lo confesso, ignoro chi fosse). Questo mi ha aperto gli occhi e, miopia permettendo, mi ha fatto vedere che lo “spirito” della mostra (almeno per quanto riguarda i fumetti) non è morto, e, anche se non c’è più il fermento dell’orgia commerciale di qualche anno fa (e probabilmente è un bene), il panorama della produzione “indipendente”, che dovrebbe essere il punto di forza di una  manifestazione di questo tipo, non è un deserto. Certo non ci sono poi molte proposte, ma, quelle che ci sono, sono tutte ad un livello di qualità e di professionalità notevole (come ad esempio i prodotti della Innocent Victim, che in quanto a veste grafica danno la polvere a qualsiasi editore blasonato) (e pensare che, nonostante questa sviolinata, non mi hanno fatto neppure lo sconto!ma gli voglio bene ugualmente).

Un discorso un po’ diverso forse va fatto per la sezione Games. Qui, pur non mancando l’entusiasmo e la fantasia (come mi ha confermato la chiacchierata con un edit… ehm… autore che mi ha inondato di progetti futuri)(forza Giacomo!), mi pare manchi la “professionalità” (presenti esclusi,ovviamente!) che ho trovato tra i fumettari. Anche tra i giochi, le grandi realtà mi paiono un po’ inconcludenti (non capisco molto l’aver portato un intero capitolo di marines , mentre c’era un solo tavolino microscopico dove provare il tanto pubblicizzato gioco del “Signore degli Anelli”), mentre quelle medio-piccole si affannano per sfruttare gli spazi più risicati messi loro a disposizione (fa storia a se la Nexus, che mi è parsa avere lo stand più affollato e vitale).  Mi chiedo, poi se la sezione Games non possa cominciare a camminare da sola sulle sue corte zampette (in fondo il suo simbolo è pur sempre un nano, anche se bellicoso!).

In conclusione, per rispondere alla domanda di partenza, penso ci sia vita su Lucca.

Che sia vita intelligente…

novembre 2001