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mostra pittorica di Massimo Fedele il 14 agosto 2008

massimo.fedele25@libero.it

 

“RIVELAZIONI”

 

Quel che colpisce a primo acchito lo sguardo di chi ha seguito il percorso artistico di Massimo dagli esordi è la novità rispetto al passato:  dallo stile essenzialmente figurativo delle mostre precedenti ad uno stile astratto, indefinito, frammentato, a volte eclettico di quest’ultima.            Tuttavia, pur essendo presente una decisa e netta rottura con quanto prodotto prima, si può cogliere un importante elemento di continuità che da senso alla svolta attuale e la configura come assolutamente necessaria e non come gratuita ed estemporanea sperimentazione:  la forte connotazione emozionale dei soggetti “figurativi” è presente nei nuovi dipinti come oggetto privilegiato della rappresentazione.  Mentre nel passato l’artista riusciva a comunicare  attraverso forme definite emozioni, sensazioni, stati d’animo, ora rappresenta il flusso emozionale stesso che per sua stessa natura viene espresso tramite forme indefinite, giochi cromatici, simboli attinti dal proprio mondo interiore.

Per tale motivo si è scelto il titolo “rivelazioni”, poiché ogni tela rivela uno stato d’animo profondo rappresentato con un metodo di lavoro immediato, istintivo, intuitivo, a-razionale.

Se si osservano in senso cronologico i dipinti, si può ricavare la presenza di un percorso, una sorta di viaggio/esplorazione interiore di cui i singoli quadri rappresentano/costituiscono delle tappe.

E’ tuttavia necessario e nello stesso momento interessante rilevare che questo percorso è stato fatto inconsciamente dall’artista, la sua unica consapevolezza era la determinazione di superare lo stile precedente per ricercare nuove forme espressive che permettessero una comunicazione forte, empatica, ad alto impatto emozionale.

L’artista si è inoltrato in una ricerca/sperimentazione senza sapere dove sarebbe arrivato e cosa avrebbe realizzato.    Di fronte alla tela bianca ha seguito l’ispirazione del momento;  non ha progettato nessuno dei quadri realizzati, li ha concepiti nell’attimo stesso in cui li ha prodotti.   E’ come se avesse dipinto ad occhi chiusi, per rivelare non la realtà esterna, ma quella interiore che è fuoriuscita seguendo un percorso a-razionale, intuitivo-emozionale.

Di conseguenza questa modalità di lavoro, questo “stile” o poetica potrebbe essere definita “rivelativa”, poiché rivela una dimensione interiore, il territorio inesplorato della propria anima.

Si possono cogliere “a posteriori” alcune tematiche:

 

La sfiducia dell’artista nei confronti della razionalità (rappresentata attraverso quadrati a volte luminosi, a volte ciechi).

La sovrabbondanza della dimensione emotiva, ipersensibilità rappresentata come flusso di colori molto spesso grondanti di colature.

Il dolore causato dal percepire la solitudine, l’incomunicabilità, il lutto e la morte come dimensioni esistenziali.

L’individuazione di vie di fuga, di speranza, di qualcosa di risolutivo che potrebbe essere la Fede rappresentata nei punti luminosi che si stagliano dallo sfondo e che talvolta vengono indicati dai personaggi.

Le “chimere”/illusioni.

Momentanei stati di grazia, serenità, ottimismo.

La noia, il non-senso, lo spleen.

Il ricordo.

L’eros.

La morte/il lutto.

Qualche elemento giocoso/burlesco.

 

Intervento della gallerista Maria Grimaldi Gallinari in occasione dell’inaugurazione della mostra pittorica di Massimo Fedele il 14 agosto 2008.

 

Incontrare l’artista Massimo Fedele e aver avuto quindi l’opportunità di porre attenzione alle sue  opere recenti è stato per me stimolante e di sincero interesse.     Con questo non voglio togliere niente alle opere del periodo precedente certamente valide e significative.

Vorrei precisare comunque che ogni artista autentico sente fortemente la necessità di sperimentare il nuovo, non solo per essere stato stimolato dalle svariate tecniche pittoriche, e da tutte quelle innovazioni di carattere culturale, scoperte scientifiche e biologiche, dalle problematiche in continuo mutamento dei rapporti sociali, ma soprattutto penso per il rapporto che si è venuto a creare fra l’artista e la materia, quasi che la materia, ossia colore, marmo, ferro, vetroresina, ecc., desideri di esserci, di esprimere attraverso l’oggetto artistico la sua energia che vive dentro di lei.

Infatti la diversità tra il design e l’oggetto artistico è proprio quello che l’oggetto design deve essere di utilità, deve servire, oppure il bell’oggetto deve contribuire all’arredamento per rendere il luogo più confortevole e piacevole, mentre l’oggetto artistico deve solo comunicare sensazioni non importa se piacevoli o spiacevoli, ma parlare attraverso la poesia al cuore, all’anima, all’energia spirituale dell’uomo.         L’artista, il vero artista, sente tutto questo coscientemente, ma alle volte solo in modo confuso e contraddittorio, eppure questa cosa che io chiamo grazia, che vive dentro di lui e che spesso si manifesta in depressione, in gioia, sofferenza, in una continua e lacerante insoddisfazione, da’ vita all’opera d’arte.

Infatti in arte non c’è progresso, le opere non si pongono nel tempo più in alto dell’altro, non si escludono a vicenda, ma si muovono in un solo complesso, come un organismo che vive.

Per questo non credo che si debba spiegare, confrontare, dare dei giudizi affrettati e inutili sulle opere recenti di Massimo Fedele, le sue opere parlano da sole e certamente a ognuno di voi.     Massimo Fedele è come avesse sentito dentro di lui la necessità di una rottura traumatica col conforme, con lo schematico, con il già visto, per partire nella ricerca avventurosa del nuovo, tra le tenebre di potenzialità inesplorate o da esplorare, che solo l’arte può illuminare.

 

tgr 17.9.2008 

servizio sulla mostra del TGR Puglia, 17 settembre 2008

 

I quadri esposti alla mostra

 

AUSCULTAZIONE

la ricerca di sé

 

 

FLUSSO EMOZIONALE

L’emotività rappresentata come energia che prorompe dal profondo, i quadrati sembrano richiamare l’idea della razionalità sopraffatta dalle emozioni (colature di colore rosso, blu)

 

 

ILLUSIONE

Una chimerica presenza femminile si staglia sul riquadro luminoso centrale, una figura dai piedi indefiniti che si diramano e frantumano fino a rispecchiarsi e ridursi in un’informe macchia nera…

 

 

LABIRINTO

La ricerca dell’identità nella vita quotidiana attraverso esperienze che legano, intrappolano e frantumano il soggetto.

Neppure l’eros riesce ad indicare una via d’uscita

 

 

PASSIONE

Su uno sfondo scialbo si staglia una macchia grondante di rosso che evoca la passione sia come eros che come sofferenza.

 

 

 

EROS E TANATOS

Amore e morte inevitabilmente intrecciati.

 

 

LEGAMI

 

 

 

CONTORSIONE

 

 

 

MEDITAZIONE

 

 

 

MALINCONIA

 

 

 

IL BAMBINO

Su una spiaggia desolata un bambino sembra specchiarsi e non vedere altro che il proprio dolore.  All’orizzonte il mare è una presenza ambivalente:  sia cupo e minaccioso, che a tratti rassicurante.

 

 

NEL SINGOLO IL MOLTEPLICE

Le diverse personalità che ognuno ha interiorizzato nella propria psiche.

 

 

 

L’ATTESA

L’eros nella dimensione dell’attesa

 

 

 

OLTRE LA QUIETE

Oltre la razionalità di superficie il magma delle pulsioni di vita, morte, eros.

 

 

 

TENTAZIONE

 

 

 

UMOR NERO

La noia vissuta nel quotidiano.

 

 

 

IL MALE OSCURO

Una figura femminile in atteggiamento di rinuncia e abbandono ad una razionalità negativa.

 

 

UMANITA’ DOLENTE

 

 

SPLEEN

 

 

OLTRE LA MORTE

La Fede nella vita ultraterrena.

Nell’oscurità e desolazione dei sepolcri si staglia una figura umana che sembra essere guidata da una luce.

 

 

SE…

La via d’uscita alla sofferenza potrebbe essere la creazione di legami se pur fragili.

 

 

 

ANIME SMARRITE

Sofferenza e confusione nell’inferno della dannazione.

 

 

 

UNA LUCE IN FONDO AL TUNNEL

Nella scialba e monotona quotidianità si intravede una luce salvifica (Dio?).

 

 

 

ANIME SALVE

Su uno sfondo di un biancore lunare degli omini in tripudio danzano e indicano qualcosa che ha conferito loro una gioia incontenibile

 

 

 

ARMONIE

 

 

 

senza titolo

 

 

 

senza titolo

 

 

 

CARNEVALATA

 

 

 

le Muse senza volto

                                                      Ad occhi chiusi                

 

 

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