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RECENSIONE DI: CALL OF DUTY 2 - BIG RED ONE

Autore: Carlo Terzano

Le vicende della Seconda Guerra Mondiale continuano ad interessare il mercato videoludico, permettendo così anche ai più giovani di poter imparare la Storia senza per forza dover trascorrere interi pomeriggi chini sui libri!

 

Il primo Call of Duty (L'ora degli Eroi) è stato, per diversi aspetti, una piacevole sorpresa, mentre per altri un gioco piuttosto "al di sotto delle aspettative". Era, insomma, uno di quei tanti titoli supportati da tante buone idee poco sviluppate ed appena abbozzate. Scopriamo assieme se, questa volta, il pargolo di Activision riuscirà a spodestare dal trono la famosa serie di Electronic Arts: Medal of Honour.

 

LA VERA STORIA DEL FIERO UNO ROSSO.

Come fa intuire il titolo del gioco, l’intera avventura si incentra sulle vicende del Big Red One, compagnia scelta dell’esercito statunitense. Il gruppo dovrà affrontare diverse campagne, che vi vedranno muovervi per gli scenari dei combattimenti più cruenti e famosi del secondo conflitto mondiale. Si parte dunque dal Nord-Africa, in cui dovrete confrontarvi con le truppe del famoso generale nazista soprannominato “La volpe del deserto”, per poi attuare così il celebre sbarco di Gela con la conseguente liberazione della Sicilia e concludere dunque la vicenda con l’immancabile D-Day, sulle coste della Normandia.

 

“È la cura per i particolari storici a costituire uno degli elementi che ci hanno soddisfatto maggiormente.”

 

In tutto questo peregrinare da una parte all’altra dell’Europa non sarete mai soli, tutt’altro. Oltre alle decine di soldati che vi affiancheranno in battaglia, infatti, potrete godere della compagnia dei commilitoni del Grande Uno Rosso, che vi supporteranno coprendovi le spalle, facendo fuori ostacoli altrimenti insormontabili come mine e filo spinato e dandovi sempre qualche buona idea per attuare strategie vincenti.

 

“Autentici filmati perfettamente doppiati in italiano e provenienti dagli archivi degli Alleati introducono di volta in volta il giocatore nelle varie missioni, strutturate in maniera sopraffina, grazie a mappe disegnate e costruite a regola d’arte.”

 

I comprimari vi seguiranno per tutto il gioco e, alla stregua di un film, godono di rispettive fisionomie e caratterizzazioni. Combatterete dunque spalla a spalla con diversi individui, tra cui abbiamo il piacere di ricordare il classico giocatore di football liceale corpulento ma poco arguto; un nanerottolo occhialuto strappato anzitempo agli studi poco coraggioso ma dalla mente brillante; il belloccio della compagnia, che continuerà a millantare le sue conquiste amorose per tutto il tempo, riuscendo almeno a tenere alto il morale dei colleghi; l’immancabile sergente americano, patriota tutto d’un pezzo e poco amante dei convenevoli.

Il gruppo è ben assortito, nonché ottimamente doppiato in italiano e saprà tenervi compagnia durante le fasi più dure degli scontri. Di contro, non sarà invece possibile impartire comandi a nessuno di loro anche quando vi faranno sergente, dunque le poche strategie attuabili verranno prestabilite dalla trama e a voi non resterà che seguirle ciecamente… Questo riduce in maniera notevole lo spessore della meccanica di gioco, che consente comunque di interagire con i compagni (ad esempio per passare loro dei medikit), anche se non in profondità come avremmo sperato.

Altra nota negativa riguarda il fatto che, tutti i commilitoni più importanti del Big Red One (quelli cioè dotati di una propria personalità che parteciperanno attivamente ai dialoghi) sono invincibili e non potranno cadere mai sotto al fuoco nemico, a meno che non sia la trama a stabilirlo. Se da un lato questo evita le classiche schermate di missione fallita perché, all’ultimo, vi hanno ucciso un membro fondamentale del gruppo, dall’altro fa sì che voi dobbiate preoccuparvi unicamente della vostra incolumità, senza essere animati da quello spirito di squadra che vieta le azioni individuali e che fa sì che si debba pianificare ogni strategia al fine di ridurre al minimo le perdite nella squadra. Nulla vieta poi, nei momenti più difficili, di andarvi a riparare dietro i vostri compagni, ottimi scudi invincibili su cui rimbalzano senza ferire tutti i tipi di proiettile!

 

IL LATO POSITIVO DELLA MEDAGLIA.

Se l’estrema caratterizzazione dei membri del Big Red One ha portato i difetti soprascritti, che allontanano sensibilmente il realismo dal campo di battaglia, fortunatamente Call of Duty 2 ha ben altre frecce pronte ad esser scoccate in grado di stupire positivamente il giocatore.

Primo fra tutti è l’ottima realizzazione del caos della battaglia: i soldati caricano, scappano, si nascondono e si appostano davanti a noi, creando un fuggi fuggi generale che molto spesso fa aumentare il panico in chi gioca, costringendolo ad azioni sconsiderate e scellerate. Sullo schermo compaiono decine e decine di uomini contemporaneamente, mentre i proiettili vaganti non smettono un attimo di falcidiare le truppe in movimento, senza che nessuno abbia la possibilità di realizzare da che parte provengano. Ogni tanto interi manipoli saltano per via di una granata piazzata ad arte, mentre sullo sfondo gli edifici esplodono e crollano, colpiti dalle granate dei carri armati o dallo scheletro di qualche caccia colpito dall’anti-aerea. Le urla di chi fugge, così come i gemiti di chi è stato colpito, aiutano ad immergerci ancor più nell’orrore della guerra, anche grazie ai suoni ed ai rumori delle armi, tutti perfettamente ricreati ed aderenti alle controparti reali.

Il mirino non si illumina, fortunatamente, quando si punta un nemico, come accade sovente negli sparattutto in soggettiva, in questo modo non si è mai sicuri di quanti colpi potranno andare effettivamente a segno e le munizioni, sempre poche ma sufficienti a raggiungere gli obiettivi, andranno saggiamente risparmiate per non trovarsi di fronte a spiacevoli situazioni. Premendo Z sarà comunque possibile entrare nella modalità “precisione” ed ottenere una piccola zoomata sull’arma, in questo modo colpire i nemici stando comodamente appostati sarà un po’ più facile. Anche i medikit, così come le munizioni, sono estremamente rari e piazzati in posti strategici: raggiungerli non è mai facile ma neppure impossibile, basta ricordarsi che, prima di uscire allo scoperto, è bene esser certi che tutti i nemici siano stati fatti fuori, anche quelli più nascosti, appostati magari tra le macerie fumanti degli edifici…

 

“L’intera Seconda Guerra Mondiale non poteva dunque esser racchiusa (e raccontata) meglio in un gioco!”

 

Sono inoltre piacevoli i vari diversivi che Activision ha posto qua e là per spezzare il ritmo di gioco ed allontanare quindi la monotonia: ecco dunque che in alcune missioni vi verrà chiesto di guidare un cingolato, mentre in altre di sparare da un camion in fuga ai caccia tedeschi che tentano di distruggere la vostra base, o ancora di abbattere i velivoli nemici dalla torretta di un bombardiere, ingaggiando spettacolari duelli aerei!

Sono tutte sezioni impegnative ma soprattutto divertenti e curate fino all’inverosimile. Ed è proprio la cura per i particolari storici a costituire uno degli elementi che ci hanno soddisfatto maggiormente.

Autentici filmati perfettamente doppiati in italiano e provenienti dagli archivi degli Alleati introducono di volta in volta il giocatore nelle varie missioni, strutturate in maniera sopraffina, grazie a mappe disegnate e costruite a regola d’arte.

Gela, per esempio, è stata ricostruita fedelmente e girare tra le sue rovine fumanti regala la sensazione genuina di essere a zonzo per un paesello siciliano, ricco di edifici storici, chiese romaniche e di ulivi che adornano le ripide colline a picco sul mare.

Non mancano poi tutti quei manifesti fascisti con il volto del Duce, inneggianti al patriottismo, realmente affissi per tutta Italia durante il ventennio. Questo, insomma, per farvi capire che, nonostante Call of Duty 2: Big Red One annoveri differenti campagne piuttosto lunghe, sono tutte realizzate con la medesima cura ed attenzione per i dettagli storici, anche quelli apparentemente più insignificanti.

Un extra sbloccabile davvero gradito, infine, completa l’opera, permettendovi di conoscere dettagli e curiosità sui personaggi, sulle armi e sui mezzi che incontrerete durante l’avventura. L’intera Seconda Guerra Mondiale non poteva dunque esser racchiusa (e raccontata) meglio in un gioco!

 

“Insomma, Call of Duty 2: Big Red One stupisce, emoziona ed avvince, confermandosi uno dei migliori giochi bellici di sempre, aiutato anche dal fatto che la storica serie di EA, Medal of Honor, ultimamente non sia più riuscita a rimanere all’altezza dei suoi illustri predecessori.”

 

CHIAMATA ALLE ARMI!

Che Call of Duty 2: Big Red One sia un titolo pretenzioso ve ne sarete ormai accorti, del resto è maniacalmente curato e, per quanto alcuni difettucci intacchino il gameplay, siamo fortunatamente di fronte ad un titolo solido e ben congegnato, anche per quanto riguarda il versante della realizzazione tecnica.

Nonostante la grafica non tiri al massimo le potenzialità del Game Cube, Activision ha svolto un buonissimo lavoro, ricreando ambientazioni dettagliate e realistiche attraversate da decine e decine di soldati animati altrettanto fedelmente, senza che rallentamenti degni di nota possano influire sull’azione.

I modelli poligonali dei vostri commilitoni sono validi e credibili, così come il doppiaggio (ottimo ed avvincente, lo ricordiamo) è in perfetta sincronia con il labiale dei vari personaggi.

I vari scenari non peccano mai di originalità e, per quanto alcuni possano risultare meno vasti e particolareggiati di altri, il risultato generale si assesta sempre e comunque su livelli alti.

Insomma, Call of Duty 2: Big Red One stupisce, emoziona ed avvince, confermandosi uno dei migliori giochi bellici di sempre, aiutato anche dal fatto che la storica serie di EA, Medal of Honor, ultimamente non sia più riuscita a rimanere all’altezza dei suoi illustri predecessori.

Purtroppo non è presente la tanto attesa modalità a due giocatori: vista l’ampiezza di alcuni scenari, una modalità cooperativa in split screen sarebbe stata possibile, mentre la complessità di diverse mappe avrebbe costituito ottime arene per frenetici deathmatch!...Peccato!

Brucia la ferita dovuta al non poter in alcun modo comandare i propri commilitoni, al fatto che i membri del Grande Uno Rosso siano praticamente invincibili ed anche ottimi tiratori, quasi disumani, ma se non estrapoliamo questi difetti dal contesto, rimaniamo con un titolo curato e piacevole, che spianerà la strada ad un capolavoro assicurato: Call of Duty 3. Vero Activision?

PAGELLA

Sistema: Game Cube

Target: 16+

Genere: Sparatutto

Giocatori: 1

Produttore: Activision

Distributore: Activision

Versione: Pal

Requisiti: 2 Blocchi Mem.

Uscita: Disponibile

Video: Non Disponibile

 

Copertina:

Doppiaggio in ottimo italiano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FOTO:

Come ho più volte ribadito nella review, Gela è una delle locazioni più affascinanti e dettagliate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Mentre sullo sfondo gli edifici scoppiano e crollano, bisogna stare attenti a non distrarsi perché i nazisti ed i fascisti venderanno cara la pelle!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La prima missione è sicuramente una delle più concitate, anche perché vi accompagnano oltre quaranta soldati, un vero record in tutto il gioco!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In diverse occasioni verrete trasportati da queste agili Jeep la cui fisica è oltremodo realistica. Purtroppo, però, non potrete guidarle... sigh!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PAGELLA:

TRAMA:                          9,6

+ Riproduzione fedele e ottima

-  /

GRAFICA:                       8,6

+ Scenari ben ricostruiti.

- Non è il massimo del GC...

SONORO:                       8,9

+ Ottimi doppiaggi ed FX

- /

GIOCABILITà:               8,2

+ Tante situazioni nuove...

- ...Richiedono poca strategia.

LONGEVITà:                  8,5

+ Campagne lunghe e belle.

- Manca il multiplayer!!

GLOBALE:                      8,8

In definitiva,

Call of Duty 2 - Big Red One è uno dei migliori  sparattutto in soggettiva presenti nella line up del GC, in grado di surclassare, sia dal punto di vista della giocabilità, sia da quello della grafica, tutta la serie di Medaglia d'Onore. Rimane l'amaro in bocca dovuto al fatto di non poter impartire gli ordini ai propri commilitoni (abbassando così lo spessore del gameplay) e alla mancanza di una modalità multiplayer; gli unici due veri difetti che hanno impedito a questo titolo di diventare un vero e proprio "gioco da 9", ma se non può aspirare ai voti più alti, ci si avvicina molto, dunque compratelo senza timore, perché saprà appassionarvi e divertirvi. Consigliato a tutti!

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Fox McLarry - 02/01/2006:
Voto: 8.5
Ottimo articolo, davvero meraviglioso! Mi prendo il gioco non appena torno dalla settimana bianca!

Il mitttico Giampy- 02/01/2006:
Voto: 8
E' il titolo che sta tirando maggiormente le vendite dell'XBOX 360: ci sarà un perché!

Giulio - 02/01/2006:
Voto: 8.5
L'ho visto in video al GS: sembra davvero bello!!

Monotext - 02/01/2006:
Voto: 9
Io l'ho già e mi ci diverto un casino!!!

Goku 11 - 02/01/2006:
Voto: 8
Bello, lo voglio! Auguriiii!!!
Pagine: 1
-2-3.

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