REGOLA DI COLWELL E PROBABILITÀ INVERSA
(un approccio bayesiano)
La struttura della seconda parte di Giovanni 1,1 è:
"και θεος ην ο
λογος" (kai
theos en ho logos) cioè "e Dio era la Parola". Un noto
studioso [1]
del greco koiné ha mostrato come, quasi sempre, nel Nuovo Testamento,
"un predicato nominale determinato tende a perdere l'articolo quando
precede il verbo essere, mentre tende a prendere l'articolo quando segue il
verbo".
Soggetto
+ Copula + Articolo + Predicato nominale = Predicato nominale + Copula +
Soggetto
Due casi uguali a Giovanni 1,1
sono Giovanni 1,49 e Giovanni 19,21 con la seguenti strutture: "basileus
ei tou Israel" (Re sei di
Israele) e "basileus eimi toon
Ioudaioon" (Re sono dei Giudei): anche qui il complemento predicativo
(Re) non ha l'articolo, precede il verbo essere e si riferisce a Gesù Cristo. Tra i molti esempi ricordati da Colwell nel suo lavoro è forse il
caso di confrontare anche gli esempi eclatanti di Giovanni 8,12 dove Gesù dice:
"ego eimi to fos tou kosmos" (io sono la luce del mondo) con
Giovanni 9,5 dove sempre Gesù afferma senza usare l’articolo: " fos
eimi tou kosmos" (luce io sono del mondo).
Pur ammettendo alcune eccezioni,
la cosiddetta “regola di Colwell” risulta valida in un elevatissimo numero di
casi. La tabella sotto riportata (elaborata dallo stesso Colwell analizzando
ben 367 versetti del Nuovo Testamento) indica come circa nel 90% dei casi i
predicati nominali perdono l'articolo quando precedono il verbo e lo conservano
quando seguono il verbo.
|
Dopo il verbo |
Prima del verbo |
Totale |
Predicati nominali (determinati) con articolo |
229 volte |
15 volte |
244 volte |
Predicati nominali (determinati) senza articolo |
26 volte |
97 volte |
123 volte |
Totale |
255 volte |
112 volte |
367 volte |
In seguito Colwell prese in considerazione
anche la Versione greca dei Settanta e la Didaché, confermando
praticamente le stesse percentuali
trovate per il Nuovo Testamento.
Colwell, per dimostrare la
validità della sua regola, fece anche notare come in alcuni autorevoli
manoscritti, tre versetti del Nuovo
Testamento (Matteo 23,10; Giovanni 1,49; Giacomo 2,19) differiscano nell'ordine
soggetto-copula-predicato, pur mantenendo identico significato: nel Codice
Vaticano, ad esempio, il predicato nominale è prima del verbo e senza articolo,
mentre nel Codice Sinaitico lo stesso predicato è dopo il verbo e porta
l'articolo.
Occorre onestamente riconoscere
che la “regola di Colwell” non ci può dire con certezza matematica se un
predicato nominale sia determinato o indeterminato: qui entrano in gioco la logica e la
teologia; la regola afferma solo che un predicato nominale determinato tende a perdere l'articolo quando
precede il verbo e a conservarlo
quando lo segue. Dal punto di vista grammaticale, la regola di Colwell
non rappresenta quindi una certezza matematica ma
evidenzia, a patto di essere usata correttamente, una forte tendenza, una
regolarità empirica, una elevata
probabilità. Dal punto di vista teologico, è pure
necessario ammettere che, se per il monoteista θεος è
sempre determinato (perché esiste un solo Dio e tutti gli altri "dei"
sono o falsi dei o idoli o dei in senso figurato), per il monolatra
θεος può essere anche indeterminato (perché la lingua
ebraica usa “elohim” anche per angeli, giudici e vari esseri potenti, mentre la lingua greca usa
θεος anche per i giudici).
Occorre
anche correttamente ricordare che, nel suo lavoro, Colwell
prese in considerazione solo i predicati
nominali determinati ma non si occupò di quelli indeterminati. In pratica egli si comportò come un ricercatore che si interessi
solo alle giornate nevose, escludendo dalle sue osservazioni i giorni sereni e
quelli piovosi. Se è vero che nelle giornate nevose si verificano alcune condizioni metereologiche particolari, non è sempre vero l’inverso: campi di alte pressioni, venti
settentrionali e basse temperature non garantiscono infatti abbondanti
nevicate. Detto questo, non è però né assurdo, né impossibile né tanto meno
disonesto stimare la probabilità inversa, cioè la probabilità che, al presentarsi di alcune condizioni metereologiche, si verifichino precipitazioni
nevose [2].
La regola di Colwell stabilisce
infatti che un predicato nominale definito tende a perdere l'articolo quando
precede il verbo essere. Ciò non equivale però a dire che un predicato nominale
privo di articolo sia determinato quando viene posto, senza articolo, davanti
al verbo essere. In pratica la regola di Colwell, per poter esser utilizzata
correttamente, richiede che venga dapprima accertata la determinatezza
dei predicati nominali privi di articolo. La regola non sembra infatti essere
correttamente impiegabile ai predicati indeterminati (cioè ai predicati
che sottolineano l'appartenenza di un soggetto ad una classe in cui sono
presenti altri elementi) ed ai predicati qualitativi (cioè ai predicati
che sottolineano la qualità, la natura o l'essenza di un dato soggetto)[3].
Da un punto di vista logico-matematico,
occorre pertanto onestamente ammettere che, sebbene non sia possibile usare in
modo spregiudicato e disinvolto la regola di Colwell in senso inverso (cioè
impiegare l’inverso della regola di Colwell per
affermare con certezza dogmatica se un predicato nominale sia determinato o
indeterminato), non si può neppure considerare come un vero e proprio abuso
ogni ricorso alla regola di Colwell per
sostenere la determinatezza di " θεος". Nota la
probabilità che θεος sia
determinato e nota la probabilità che θεος -come predicato
nominale determinato privo di articolo- preceda il verbo essere, è infatti
sempre possibile stimare, grazie al teorema di Bayes,
la probabilità inversa,
cioè la probabilità che θεος sia determinato nel caso in
cui preceda il verbo essere senza articolo.
Un
tentativo di stimare la probabilità inversa
Applicando il teorema di Bayes è possibile stimare la
cosiddetta “probabilità inversa” o “probabilità delle cause”: nel nostro caso
la probabilità che θεος sia determinato qualora si presenti
senza articolo e preceda il verbo essere. In pratica, il problema è simile a
quello dell’estrazione casuale di una pallina di un certo colore, date varie
urne: la formula di Bayes permette di stimare la probabilità che la pallina
provenga da una certa urna piuttosto che da un’altra. La formula
di Bayes è, ad esempio, usata dalla ricerca medica per determinare la
probabilità che un dato sintomo sia causato da una certa malattia P(Mi/Sj),
quando siano note le probabilità P(Mi) delle varie malattie e le probabilità
dei vari sintomi P(Sj/Mi) all'interno delle varie malattie.
Pur ammettendo, come fanno i monolatri,
che θεος possa anche avere valenza indeterminata, è
necessario ricordare che nella Bibbia dei Settanta e nelle Scritture Greche
Cristiane la valenza determinata è di gran lunga la più frequente: in più di 9
casi su 10 il testo greco usa infatti θεος per indicare
l’unico vero Dio, mentre in meno di 1 caso su 10 θεος è usato
per angeli, giudici,
profeti, re ed uomini..
Ipotizzando pari all'80% la
probabilità che θεος -come predicato nominale qualitativo
e/o indeterminato privo di articolo- preceda il verbo essere
ed applicando il teorema di Bayes
si ha:
P(D/SAP) = [P(D).P(SAP/D)] / [ P(D).P(SAP/D) +
P(ND).P(SAP/ND)] =
= [0,98.0,86] / [(0,98.0,86) +
(0,02.0,80)] = 0,981 = 98,1%
dove:
P(D/SAP) la probabilità che
θεος sia determinato qualora sia senza articolo e preceda
il verbo essere
P(ND) = 2% la probabilità che
θεος sia qualitativo e/o
indeterminato
P (SAP/D) = 86% la probabilità che
θεος -come predicato nominale determinato privo di
articolo- preceda il verbo essere
P (SAP/ND) = 80% la probabilità che
θεος -come predicato nominale qualitativo e/o
indeterminato privo di articolo-
preceda il verbo essere
Si
noti che il risultato varia poco (cioè dal 97,7% al 100%) se
-utilizzando studi, ricerche o criteri di aggregazione differenti- si assumono
valori di probabilità per P (SAP/ND) (probabilità che θεος
-come predicato nominale qualitativo e/o indeterminato privo di articolo- preceda il verbo essere)
completamente diversi (cioè compresi tra lo 0% ed il 100%). Infatti:
P
(SAP/ND) |
P(D) |
P(SAP/D) |
P(D/SAP) |
100 |
98% |
86% |
97,7 |
90 |
98% |
86% |
97,9 |
80 |
98% |
86% |
98,1 |
70 |
98% |
86% |
98,4 |
60 |
98% |
86% |
98,6 |
50 |
98% |
86% |
98,8 |
40 |
98% |
86% |
99,1 |
30 |
98% |
86% |
99,3 |
20 |
98% |
86% |
99,5 |
10 |
98% |
86% |
99,8 |
0 |
98% |
86% |
100,0 |
Di fatto la probabilità che nel
Nuovo Testamento θεος sia determinato è altissima, come
altissima è la probabilità che un predicato nominale determinato sia privo di
articolo quando per enfasi precede il verbo essere: tutto ciò rende
praticamente ininfluente il comportamento e la distribuzione probabilistica dei
predicati nominali qualitativi e/o indeterminati.
[1] C. Colwell, A Definite Rule for
Use of the Article in the New Testament, JBL, LII, pp. 12-21, 1933. Si noti
come l'articolo di Colwell non nacque per difendere la divinità di Cristo ma fu
scritto per approfondire e criticare un precedente lavoro di C. C. Torrey, che
sosteneva come nel Vangelo di Giovanni alcuni predicati nominali fossero privi
dell'articolo a causa di una certa influenza semitica ed aramaica.
[2] Un ricercatore potrebbe
ragionevolmente interessarsi solo alle giornate nevose, escludendo dalle sue
osservazioni i giorni sereni e quelli piovosi. Qualcuno potrebbe però osservare che, se è vero che nelle giornate
nevose si verificano alcune condizioni metereologiche particolari, non è vero
l’inverso: campi di alte pressioni, venti settentrionali e basse temperature
non sempre garantiscono infatti abbondanti nevicate. Tuttavia non è né
assurdo, né impossibile né tanto meno disonesto stimare la probabilità inversa,
cioè la probabilità che, al presentarsi di alcune condizioni metereologiche
favorevoli, si verifichino precipitazioni nevose. In pratica, nota la probabilità P(N) di nevicate in una certa
località e nota la probabilità di avere condizioni favorevoli alla neve quando
si verificano nevicate P(CF/N), è sempre possibile stimare la probabilità
inversa , cioè la probabilità che, date condizioni favorevoli, si verifichino
precipitazioni nevose P(N/CF). Indicata
infatti con P(SN) = 1 –P (N) la probabilità che non nevichi, per il teorema
di Bayes si ha:
[3] P.Dixon, The
Significance of the Anarthrous Predicate Nominative in John, Th
M. Thesis, Dallas Theological Seminary, 1975; D.Hartley, Revisiting
the Colwell Construction in Light of Mass/Count Nouns, PHD
Thesis, Dallas, 1998