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Liberare il Mediterraneo dai luoghi comuni


di Renato Cristin

L'Europa e il Mediterraneo non sono due entità distinte, perché l'intero confine meridionale europeo è parte del Mediterraneo. Una parte storicamente tanto importante e legittima di quella nordafricana e mediorientale, ma che diversamente da queste ha prodotto realtà istituzionali (politiche e religiose) di grande capacità innovativa e pragmatica, che hanno saputo coniugare le maggiori risorse naturali con uno spirito imprenditoriale moderno e incisivo.

Questa è una delle facce concrete della realtà, ma da anni ormai il concetto di Mediterraneo è diventato un luogo comune, sia nel linguaggio della politica internazionale sia in quello della produzione culturale. Se ne parla, e molto, utilizzando schemi retorici fuorvianti, fornendo immagini distorte se non addirittura strumentali.

Tra le eccezioni, come per esempio i saggi di Predrag Matvejevic, va ricordato il recente libro di Giuseppe Goffredo, il cui obiettivo, collocato nell'originale contesto del «pensiero meridiano» di Franco Cassano, è proprio quello di liberare l'idea di Mediterraneo «dalla stanchezza consumata dei luoghi comuni», dagli antichi mali «degli abbagli razzisti, delle percolazioni ideologiche che hanno vivisezionato le terre e gli uomini», per valorizzare e «rievocare le piccole culture, poiché la ricchezza di questo mare è nei piccoli nidi di contrada».

Il viaggio di Cadmo verso Occidente alla ricerca della sorella Europa, rapita da Zeus, è il paradigma di tutta la storia del Mediterraneo, vista come «un lungo camminare sulle acque da una civiltà all'altra, fra approdi, conquiste, apprendimenti, invenzioni, diffusioni, scambi». Per avere un rapporto fecondo con il suo Sud, l'Europa deve dunque capire che «le rive del Mediterraneo sono terre di un unico cielo che il mare congiunge». Goffredo sottolinea giustamente come «da secoli i mediterranei hanno compreso che la strada per costruire la propria storia bisogna percorrerla insieme», ma dimentica che quei secoli sono anche stati percorsi da volontà di dominio, non solo europee, spesso più forti della spinta a cooperare.

E trascura che oggi molti Paesi che si affacciano sul Mediterraneo sono animati da tensioni che ostacolano contatti e reciproche concessioni. Infatti, se per tutto il Ventesimo secolo lo scambio fra Europa e Africa-Asia nel bacino del Mediterraneo è stato ineguale sul piano economico-industriale (l'Europa offriva molte meno risorse di quante ne riceveva), nel Ventunesimo tale scambio è ineguale sul piano etico-politico (l'Europa offre molti più diritti e molte più garanzie di quanto riceva). L'avvicinamento è giusto e necessario, e fa bene Goffredo a cercarlo in tutte le pieghe dell'esistenza e della società, ma bisogna che sia un frutto di reciprocità.

 Non possiamo trasferire il Nordafrica in Europa semplicemente perché il Mediterraneo ci congiunge. Se non si guarda con attenzione al futuro, il rischio è quello di un travaso, tanto inutile quanto dannoso. Bisogna congiungere la Realpolitik con la comprensione profonda della storia e dell'attualità: non è vero che l'Europa sia per definizione migliore degli altri, ma non è nemmeno vero che i mediterranei del Sud sono per definizione buoni e miti.

La volontà di potenza non è un'invenzione, ma il tratto essenziale dell'esistenza politica dell'uomo, il principio ispiratore dell'azione degli Stati e delle culture che essi esprimono, e accomuna tutti, europei e arabi compresi. Bisogna perciò trovare altre strade, creare nuovi percorsi per realizzare l'incontro che, davvero, è necessario.

Giuseppe Goffredo, Cadmos cerca Europa. Il Sud fra il Mediterraneo e l'Europa, Bollati Boringhieri, 122 pagine, 12 euro-
 


Patto per il Sud sottoscrive la "Dichiarazione di Segesta" sugli antichi luoghi di spettacolo

L'Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (Napoli)

Patto per il Sud ha sottoscritto la "Dichiarazione di Segesta" per la protezione e la corretta valorizzazione turistica degli antichi luogho di spettacolo presenti nel bacino del Mediterraneo. La dichiarazione è stata messa a punto nel contesto del Consiglio d'Europa e tende a creare una "rete" dei luoghi monumentali antichi di spettacolo, ha lo scopo di promuovere il patrimonio architettonico e culturale che gli europei condividono con l'insieme degli abitanti dei paesi costieri del Mare Nostrum. Essa mira. inoltre. a promuovere la creazione artistica contemporanea ristabilendo il legame funzionale fra luoghi antichi e luoghi attuali di spettacolo.

Ne fanno parte persone e organizzazioni indipendenti impegnate nella ricerca archeologica, architettonica e storica, nella conservazione, restauro e gestione degli edifici e nella loro valorizzazione, oltre che nella pianificazione del territorio ad essi circostante e nella loro utilizzazione. Sono incoraggiati gli scambi di vedute e la cooperazione internazionale fra professionisti di varia formazione. Di seguito, se ne pubblica il testo integrale;

In applicazione della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio architettonico europeo (Granada, 1985) e della Convenzione europea per la protezione del patrimonio archeologico (Malta, 1992), si raccomanda agli Stati membri:

I. Di salvaguardare il patrimonio architettonico antico

    • introducendo, in particolare per i monumenti destinati allo spettacolo, una legislazione che preveda misure di consolidamento, di protezione e di manutenzione per le vestigia che vengono portate alla luce;
    • stanziando i mezzi finanziari necessari quando un programma di scavi archeologici riguarda questo tipo di monumento;
    • promuovendo studi scientifici che vertano sui metodi di costruzione e sui materiali adoperati nell'antichità, nonché sulla loro possibile sostituzione, in caso di rifacimento, con modalità attuali di costruzione e con materiali resistenti all'inquinamento atmosferico, alle variazioni climatiche e all'invecchiamento;
    • incoraggiando la formazione di personale che sappia gestire le tecnologie più avanzate di manutenzione e conservazione di tali edifici e lo scambio di know-how;
    • subordinando il restauro degli edifici, ossia la ricostruzione delle parti mancanti, all'esecuzione di uno studio scientifico, archeologico e architettonico esauriente, e limitando tale ristrutturazione alle misure necessarie alla sopravvivenza dell'edificio o alla valorizzazione degli elementi architettonici antichi conservati, e non alla realizzazione di un edificio completo;
    • elaborando una documentazione precisa sugli interventi effettuati nell'ambito della manutenzione e del restauro e provvedendo alla sua archiviazione;
    • controllando l'evoluzione dei monumenti attraverso la gestione dei suoli e la pianificazione del territorio circostante in conformità alla legislazione sui monumenti storici.

II. Di sviluppare la conoscenza e la valorizzazione dell'architettura teatrale antica

    • istituendo inventari scientifici dettagliati in base al tipo di monumento, suddivisi per regione o paese;
    • favorendo gli scambi di informazione fra specialisti, in particolare tramite i più moderni mezzi di comunicazione;
    • sensibilizzando il pubblico, gli utenti, le autorità nazionali e locali e i rappresentanti eletti dal popolo con tutti i mezzi appropriati di diffusione delle conoscenze: insegnamento scolastico, campagne di informazione tramite i diversi media, pubblicazioni, ecc.;
    • mettendo a disposizione dei visitatori, sui siti archeologici, le informazioni che essi si aspettano legittimamente di trovare. A tale scopo, la rete prevede la creazione di muse, la formazione di guide, l'impiego di tecniche interattive di musei, l'edizione di testi e di opuscoli.

III. Di promuovere la loro valorizzazione attraverso l'utilizzo come luogo di creazione artistica contemporanea, senza alterarne la natura e senza danneggiarne la struttura.

Non tutti gli edifici si prestano a essere riutilizzati; bisogna, infatti anche tener conto della tradizione, a volte secolare, esistente in questo campo. Quale che sia il tipo di manifestazione, la fragilità dei luoghi è da rispettare tassativamente; inoltre, gli spettacoli devono contribuire a valorizzare il monumento e preoccuparsi di suscitare l'interesse dello spettatore per il luogo antico in cui si svolgono. E' indispensabile risolvere i molteplici problemi che pongono da un lato le esigenze della messinscena e la presenza di un numero considerevole di spettatori, dall'altro la compresenza degli spettatori, dei visitatori e degli abitanti del luogo.

    • Prevedendo la concertazione e il dialogo fra i conservatori dei luoghi e gli organizzatori degli spettacoli, e fra costoro e gli abitanti del luogo;
    • rispettando la libertà del creatore, che deve tener conto del valore storico e artistico del contesto;
    • mettendo al bando le costruzioni o sistemazioni permanenti tali da sfigurare gli edifici e realizzando invece allestimenti temporanei, che siano sul posto solo per il periodo degli spettacoli e che non impediscano la fruibilità del monumento. Inoltre, queste strutture temporanee dovranno essere concepite in maniera tale da far meglio comprendere l'architettura antica;
    • evitando qualsiasi alterazione delle strutture antiche, finalizzata ad esempio ad assicurare la circolazione, l'illuminazione, l'acustica o la scenografia, e diffondendo informazioni sulle nuove tecnologie in materia di illuminazione, sonorizzazione, montaggio delle scene, nonché formando i tecnici necessari;
    • promuovendo concorsi per l'elaborazione di nuove idee nel campo delle tecniche di conservazione e di allestimento reversibile;
    • stimolando la redazione di scene tecniche contenenti la descrizione delle parti antiche a dei restauri, oltre che delle installazioni scenografiche, allo scopo di giungere all'elaborazione di un capitolato d'oneri;
    • limitando il numero dei decibel emessi onde evitare vibrazioni dannose ai monumenti e rispettare la quiete degli abitanti del posto;
    • garantendo la sicurezza del pubblico, e in particolare rispettando la capacità dei monumenti, canalizzando il flusso del pubblico e adottando tutte le misure appropriate a questo tipo di edifici in cui si svolgono manifestazioni all'aria aperta;
    • promuovendo le visite ai siti, anche durante i periodi di utilizzazione.

 


I teatri antichi "vivono"   ancora nel Sud Italia e nel Mediterraneo

Molti antichi edifici di spettacolo vengono utilizzati regolarmente anche ai nostri giorni per spettacoli, concerti, rappresentazioni teatrali e liriche, festival. Ecco i principali edifici di spettacolo d' Europa che in estate vengono regolarmente utilizzati e che riacquistano la funzione per la quale erano stati costruiti.

 

CROAZIA

Pola: Arena (concerti, rappresentazioni cinematografiche. Periodo: luglio-agosto)

 

FRANCIA

Orange: Teatro Romano, "Chorègies d'Orange" (concerti di musica lirica, opere. Periodo: luglio-agosto)

Nimes: Arena (Periodo: luglio-agosto)

Arles: Arena (Periodo: luglio-agosto)

Lyon: Teatro Romano (Periodo: luglio-agosto)

 

GRECIA

Argos: Teatro (Tragedie. Periodo: giugno)

Atene: Odeon di Erode Attico, "festival di Atene" (Tragedie e rappresentazioni teatrali varie, concerti. Periodo: giugno-settembre) 

Epiauro: Teatro (Tragedie. Periodo: luglio-settembre)

Ioannina: Teatro (Rappresentazioni teatrali e musicali. Periodo: luglio-settembre)

Iraklion (Creta): Teatro, "Estate di Iraklion" (Tragedie e rappresentazioni teatrali varie. Periodo: luglio-agosto)

Kavala: Teatro di Filippi, "Festival di Filippi e Thasos" (Tragedie e rappresentazioni teatrali varie, concerti. Periodo: giugno-settembre)

Patrasso: Teatro, "Festival Internazionale di Patrasso" (Periodo: luglio-agosto)

Salonicco: Teatro, "Dimitria" (rappresemtazioni teatrali e musicali. Periodo: luglio-settembre)

 

SUD ITALIA

Benevento: Teatro Romano, "Città Spettacolo" (Periodo: settembre)

Calatafimi: Teatro Greco di Segesta, "Ciclo di Spettacoli Classici" (Periodo: luglio)

Cassino (Frosinone): Teatro Romano, "Viviamo la Città" (Concerti, rappresentazioni teatrali e cinematografiche. Periodo: luglio-agosto)

Miturno (Latina): Teatro Romano, "Rassegna di Spettacoli all'aperto nel Teatro Romano" (Periodo: luglio-agosto)

Palazzolo Alcreide (Siracusa): Teatro Greco, "Festival Internazionale dei Giovani" (Rappresentazioni teatrali classiche. Periodo: luglio-agosto)

Pozzuoli (Napoli): Anfiteatro Neroniano-Flavio (Concerti e rappresentazioni teatrali. Periodo: agosto)

Patti (Messina): Teatro di Tindati, "Tindari Estate" (Spettacoli teatrali e musicali. Periodo: luglio-agosto)

Siracusa: Teatro Greco, "Ciclo biennale di teatro classico" (Periodo: maggio-giugno)

Taormina: Teatro Greco-Romano, "Taormina Arte" (Rappresentazioni teatrali e cinematografiche, concerti e balletti). Periodo: luglio-settembre)

 

SPAGNA

Merida: Teatro Romano, "Festival de Teatro Clasico de Merida" (Periodo: luglio)

Saelices: Teatro Romano (Rappresentazioni teatrali. Periodo: maggio).

 


Sud e collaborazione mediterranea per le fonti energetiche rinnovabili

E' luogo comune affermare che il Mezzogiorno italiano è al centro del Mediterraneo, area geografica, peraltro, caratterizzata da una storia comune e da condizioni geoclimatiche parzialmente simili. Numerosi sono i tentativi di collaborazione su diversi temi, di cui si discute tra i paesi europei e quelli della sponda meridionale. Tali tentativi riguardano anche l'energia: la Conferenza Euro-Mediterranea del Novembre 1995 ha rimarcato la volontà dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo di pervenire a una più intensa e amichevole collaborazione e, più specificamente, l'intendimento di collaborare in campo energetico. La conseguente dichiarazione di Barcellona ha sancito i principi guida per pervenire a una tale cooperazione, riconoscendo che la collaborazione in campo energetico può incrementare la sicurezza per i paesi europei e costituire elemento fondamentale per lo sviluppo socio-economico per i paesi della sponda Sud.

Patto per il Sud - e, più complessivamente, l'intera Feder Mediterraneo, cui il movimento aderisce - ritiene che il tema della cooperazione mediterranea nel campo dello sviluppo delle fonti energetiche pulite, decentrate e rinnovabili debba avere una rilevanza strategica nelle strategie, nei programmi e nelle iniziative da porre in essere per la rinascita del Mezzogiorno continentale e insulare.

Il dialogo in corso sottolinea la disponibilità comune dei paesi delle due sponde di pervenire a una più intensa e amichevole collaborazione sulle rinnovabili, dando risalto a strumenti quali il Mediterranean Solar Council e a una Task Force, da costituire, per la preparazione di un Programma di Azione Mediterraneo per le Energie Rinnovabili.

Un impulso deciso in tal senso può derivare dall’Incontro Ministeriale annuale per la Cooperazione Mediterranea dell’Energia: l’ultimo incontro è avvenuto a Roma a ottobre 1998.

In quella sede i Ministri hanno riconosciuto l’opportunità di dare impulso ai lavori della conferenza stessa, procedendo, tra l’altro all’analisi di progetti per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, soprattutto per i villaggi isolati, le aree rurali e le isole, concordando sulla necessità di promuovere un più ampio ricorso ai fondi messi a disposizione per il finanziamento di iniziative nel settore energetico dalla Commissione Europea, dalla BEI, dal fondo Arabo di Sviluppo Economico e Sociale, dalla Banca Mondiale e da altri organismi internazionali.

A questo ultimo riguardo, la Commissione Europea, Direzione Generale XVII Energia, in un proprio commento al Libro Verde, ha consigliato di "dare più rilievo nel prossimo Libro Bianco alle grandi possibilità finanziarie offerte ... dal programma MEDA che prevede stanziamenti di 3,4 miliardi di ECU per un periodo di cinque anni. Negli orientamenti politici che accompagnano la creazione di questo nuovo fondo si sostiene che l'energia, le energie rinnovabili  e l'utilizzazione razionale dell'energia dovranno svolgere un ruolo ristrutturante nelle iniziative comuni ai paesi dell'Unione Europea e del Mediterraneo".

Si ricorda, infine, che il Parlamento Europeo ha raccomandato che nelle regioni periferiche e insulari, numerose nel Mediterraneo, deve essere sostenuta la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con il sostegno dei Fondi Strutturali.

Vi sono, dunque, i presupposti e le risorse potenziali per un’ampia e reciprocamente proficua collaborazione con i paesi del Mediterraneo.

Il Governo, dunque, intende promuovere un ampio progetto di collaborazione con i paesi del Mediterraneo per lo sviluppo e la diffusione delle rinnovabili, mettendo in gioco da subito le numerose e rilevanti risorse presenti soprattutto nel Mezzogiorno, che andranno connesse in una "rete" organica e funzionale a diversi obiettivi specifici: alta formazione (che costituirà il terreno su cui attivare la prima specifica iniziativa, descritta nel seguito), organizzazione di un sistema integrato di sviluppo tecnologico, costituzione di centri di servizio (certificazione, qualificazione e metrologia), svolgimento di un ampio programma di dimostrazione e diffusione di tecnologie e sistemi idonei alla diverse esigenze dei paesi dell'area.

In questo modo, peraltro, alcune collaborazioni esistenti possono essere ricondotte a una logica unitaria.

Nel progetto andranno coinvolti, oltre le strutture specificamente operanti sul tema, senz’altro la Cooperazione per lo sviluppo, le Regioni, l’Istituto per il Commercio Estero e le industrie. Il progetto, infatti, deve essere certamente di natura culturale, ma vanno considerate altresì le prospettive di collaborazione industriale che ne possono derivare.

Un primo esempio di iniziativa attuativa è la creazione di una Scuola di perfezionamento in ingegneria delle energie rinnovabili, da localizzare preferenzialmente presso uno dei centri ENEA del Mezzogiorno, e da organizzare come Master per formare ingegneri, provenienti da Paesi del bacino del Mediterraneo, nelle tecnologie delle seguenti rinnovabili: Biomasse, Solare termico, Eolico, Fotovoltaico, Geotermia. A riguardo è già stato eseguito uno studio di prefattibilità, sul quale hanno espresso adesione preliminare la Regione Basilicata, l'Università della Basilicata e la Comunità delle Università Mediterranee, membro della Non-Governmental Organization dell’UNESCO che riunisce 165 Università di 21 Paesi del Mediterraneo e svolge funzione di promozione della cooperazione scientifica e della creazione di collegamenti permanenti tra le Università associate.

Subordinatamente agli esiti di un più approfondito studio di fattibilità e di un idoneo progetto, l'iniziativa sarà realizzata, anche per creare collegamenti permanenti tra la realtà italiana e quella dei paesi del Mediterraneo. 


 

Per ulteriori informazioni, contattare:

PATTO PER IL SUD
Casella Postale 194, 80072 Arco Felice (Napoli)
Tel: 081-8540000 e 081-5795242
Fax: 081.8044268
Posta elettronica: pattoperilsud@libero,it



Unità d'Italia: nascita di una colonia

Rileggiamo la storia del Sud con lo scrittore calabrese Nicola Zitara


 

Ai popolani di Napoli che nelle oneste giornate del luglio 1547, laceri, male armati, soli d'Italia, francamente pugnando nelle vie, dalle case, contro le migliori truppe d'Europa, tennero da se lontano l'obbrobrio della inquisizione spagnola imposta da un imperatore fiammingo e da un papa italiano, provando ancora una volta che il servaggio è male volontario di popolo ed è colpa de' servi, più che dei padroni.

Lapide esposta all'ingresso della Certosa di San Martino, a Napoli

 

 

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Aggiornato il: 18 gennaio 2003

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