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LE VOSTRE FOTO

Guardare foto di belle donne in sottoveste è cosa che fa piacere, ma rimane sempre il dubbio che tutto sia una semplice forma di commercio e che le modelle, nonostante la loro bellezza, siano molto lontane dall'indossare la sottoveste nella normalità quotidiana. Questa parte del sito è dedicata a coloro che oltre alla forma amano anche la sostanza, quella sostanza che solo le normali donne della nostra vita ci sanno offrire.
Per l'invio delle vostre foto private contattatemi alla seguente email:

sottoveste@virgilio.it



GLI SCATTI DI ALAN 68

Penso che le foto valgano molto di più delle parole, questo è il pensiero di ALAN68.
Se invece volete anche le parole potete leggere un suo racconto nella pagina 4 dell'apposita sezione.
vai al racconto

Potete scrivergli i vostri pareri e consigli alla seguente email: lettiga2003@libero.it


segnalazione novità aggiornamento 07/Febbraio/2015 segnalazione novità
Un pomeriggio al posteggio
Fotoracconto
La incontrò per caso sulle scale del posteggio sotterraneo dove ogni fine settimana si recava per fare acquisti, anche se poi la vedeva tutti i giorni perché lui lasciava l’auto lì per recarsi a piedi in stazione a prendere il treno che lo portava al lavoro.
Era bella, di una bellezza austera e aveva sempre un tono indifferente; sapeva solo che lavorava in un negozio di biancheria intima, faceva la commessa, niente di più.
Si incrociavano sulle scale, un buon giorno detto velocemente e poi ognuno per conto suo, immerso nei propri problemi quotidiani.
Solo che quel sabato fu diverso.
Lei si fermò a metà delle scale, si aprì il cappotto, sollevò la gonna e gli mostrò la sottana nera che indossava, tenendo le gambe avvolte da un arrapante paio di calze nere, leggermente divaricate.
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Puttana, sei proprio una gran puttana !
Fu il suo primo pensiero, mentre la guardava e rimaneva senza fiato per quella inaspettata e gradevolissima visione.
Non era pronto per una cosa del genere e anzi, davvero non se lo sarebbe mai aspettato.
“Guarda, ma non azzardarti ad allungare le mani, capito !” gli disse.
Lui deglutì e mormorò “Che ?”
“Se lo fai mi metto a urlare e dico che stavi cercando di violentarmi !” continuò.
“Tu sei matta, sei completamente matta”.
“Almeno guarda”.
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Si riabbassò l’orlo della gonna facendo scivolare il pizzo della sottana sulle cosce ancora allargate.
Lui allungò una mano per spostare un lembo del cappotto e godersi ancora meglio quello straordinario spettacolo.
“Guarda meglio”, gli disse divaricando ancora di più le gambe, poi lo costrinse ad infilarsi con la testa sotto la gonna dove poté godere di uno spettacolo divino.
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Quella singolare quanto arrapante femmina lo costrinse a godere di uno spettacolo che in molti avrebbero voluto condividere, ma tutta quella inaspettata meraviglia, per fortuna, era soltanto per lui.
“Guai a te se mi tocchi, non ti azzardare !” continuava a ripetere la donna con tono di minaccia.
“Questa maiala è proprio matta” pensò, tenne le mani a posto, con grande fatica, pur di guardare.
Avrebbe voluto farla sua, ma si accontentò di fare quanto gli veniva detto: guardare e non toccare.
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Si avvicinò ancora di più alla passera dove solo un paio di collant lo separavano dalla fonte del piacere, fu dura cercare di contenersi mentre tutto il suo corpo gli ordinava di sottomettere quella singolare femmina..
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Si tirò fuori dopo aver dato un’ultima occhiata a quel fantastico panorama, mentre la donna lo guardava soddisfatto.
“Ti sei divertito?” gli chiese.
“E me lo domandi pure …”.
Si, quella donna era davvero strana, forse era matta come un cavallo, ma per un breve istante gli aveva regalato un pomeriggio diverso dal solito.
Prima di salire verso il supermercato, raggiunse la sua auto, e dopo essersi occultato alla vista della gente, si masturbò pensando alla oramai quasi sconosciuta commessa e al suo gesto di poco prima.
FINE

aggiornamento 31/Gennaio/2015
Un giorno in taxi
Fotoracconto
Faceva la tassista da tanto tempo oramai che si considerava avvezza ad ogni sorta di stranezza.
Era abituata a scarrozzare per la città ogni genere di persone, dal ricco al borghesuccio e spesso tanti, ultimamente troppi poveracci che arrivavano alla fine della corsa e non sapevano come pagare.

Adorava quel mestiere che la faceva sentire viva e non aveva affatto paura, unica donna al volante in un mestiere a prevalenza maschile. Sapeva come difendersi ma non le era mai capitato quello che le accadde in un pomeriggio di fine novembre verso le cinque di un indaffarato giorno feriale, mentre la città era piena di gente che si muoveva per lavoro, sollazzo o semplicemente perché al giorno d’oggi c’è tanta, forse troppa gente a spasso, che siccome non sa cosa fare … semplicemente si muove.
Diede un passaggio a un uomo d’affari molto elegante, il quale dopo aver contrattato il prezzo della corsa ad un certo punto le ficcò in mano una banconota da cinquecento Euro e dopo averla fatta entrare in un parcheggio le chiese di alzarsi la gonna di jeans che indossava e di farsi spaccare il collant.
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Rimase interdetta … il tipo parlava sul serio o stava scherzando ?
Accidenti … cinquecento Euro per una spaccata di collant ?
Che fare – si chiese – denunciare il matto alla polizia o tenersi i soldi e assecondarlo ?
Da donna pragmatica quale era, optò per la seconda possibilità, in fondo, simili opportunità nella vita di tutti i giorni non capitano spesso e se uno era disposto a sganciare cinquecento bigliettoni per rompere un collant da cinque Euro, allora … tanto valeva accontentarlo !
Si alzò la gonna e gli mostrò le cosce e anche se nel farlo si sentì un po’ puttana, ma dai pensò cerca di convincerti che stai solo lavorando, e per non giocarsi un cliente del genere, decise che sarebbe stata disposta a fare anche dell’altro.
In fondo, il tizio aveva pagato in anticipo e non se la sentiva di deluderlo.
Lo guardò, era troppo alto per i suoi gusti e nemmeno troppo bello, ma aveva un che di interessante e poi pagava, quindi decise di assecondarlo.
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Un’alzata di gonna non aveva mai ammazzato nessuno.
Gli chiese soltanto di non farle troppo male e il tizio la rassicurò sfiorandole la guancia destra con un delicato bacio.
Arrossì come una ragazzina alla sua prima esperienza.
Poi il tizio prese il cellulare e cominciò a piazzarlo fra le cosce per fotografarla.
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Il suo imbarazzo aumentò notevolmente di pari passo con la sua eccitazione mentre la suadente voce del cliente le diceva di tranquillizzarsi mentre la riempiva di complimenti e continuava ad accarezzarla.
Adesso le mani del cliente correvano fra le sue cosce spostandosi con movimenti esperti.
Lei cercò di contrastarlo ma non era troppo convinta.
Stava cominciando a lasciarsi trascinare e spalancò le gambe ancora di più per consentire all’uomo di fotografarla meglio.
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Sentì l’eccitazione salire mentre con la mano toccava il pizzo della sottoveste alzata e tesa fra le cosce spalancate, poi vide l’uomo artigliare un lembo del collant e strapparlo con gesto deciso.
Udì il rumore del tessuto lacerato e vide il collant aprirsi come carta velina mentre l’uomo lo tirava con decisione verso di sé.
S’accorse di essere bagnata e che avrebbe voluto farsi scopare da quello strano cliente che l’aveva pagata solo perché lei acconsentisse a farsi lacerare un paio di collant.
Si stava lasciando trascinare da quel vortice di sensazioni che da tempo, da quando suo marito l’aveva lasciata per un'altra donna, non provava più.
Quel singolare individuo, cominciava a piacergli.
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Lo lasciò fare mentre sentiva il calore delle sue dita abili ed esperte, muoversi sulla passera fradicia.
Aveva voglia... molta, molta voglia.
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A quel punto si ritrovò con le gambe completamente spalancate e le mutandine nere in bella mostra.
L’uomo la fotografò ancora, poi passò le sue mani sulle mutandine, accarezzandola con movimenti circolari sempre più insistenti, mentre con le dita si insinuava dentro di lei, e a quel punto si sentì come esplodere mentre inondava le dita di lui coi suoi umori.
Lanciò un grido, mentre l’uomo con decisione le scostava le mutandine, mettendo la passera a nudo.
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Fu lei a saltargli addosso, in quel posteggio e in quel taxi metropolitano che ora faceva su e giù sotto i colpi dell’uomo che finalmente la stava scopando come da tempo desiderava.
Fuori la sera stava calando sulla città immersa nei suoi forsennati ritmi mentre loro due si amavano cullati dal suono delle sirene di auto della polizia e ambulanze che in lontananza correvano chissà dove.
Infine l’oscurità li avvolse come una calda sottana.
FINE

aggiornamento 03/Gennaio/2015
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aggiornamento 27/Dicembre/2014
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aggiornamento 06/Dicembre/2014
Sottoveste blu elettrico
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C'è nella sottoveste, qualcosa, di molto femminile, anche quando viene indossata sopra un paio di pantaloni bianchi.
Forse il fatto che nasconda di più le forme femminili dei pantaloni.
Dopotutto interessa e seduce di più qualcosa di nascosto, piuttosto che qualcosa di palesemente mostrato.

La donna in sottoveste….
Come una fata…adorabile e sensuale….

Un paio di pantaloni attillati possono mettere in mostra un bel fondoschiena, ma scoprirlo dopo che una donna si é tolta la gonna e ti si mostra in sottoveste, lo trovo molto più intrigante.

Ed é questo il motivo per cui adoro che una donna si metta la sottoveste; per il gusto della scoperta, del violare un segreto.
Il segreto che lei nasconde oltre l’indumento.

Non mi dilungo oltre, lascio all’immaginazione il resto

Si, con la sottoveste c'è più mistero, anche se dovrei sapere benissimo cosa c'è sotto.

Ma ogni volta lo riscopro...
E ogni volta ringrazio che una donna abbia scelto di indossare una sottoveste.

Questo è il genere di foto che apprezzo fare, sinceramente amo mettere in risalto i particolari e non mi piace eccedere, il mio modo di fotografare rappresenta un vero e proprio elogio alla sottoveste e per tale ragione, questo mio sincero omaggio viene messo in risalto attraverso un certo tipo di scatti che posso definire "di qualità", per far vedere a chi guarda la foto quanto la sottoveste sa esaltare la femminilità di chi la indossa senza per questo scadere nella volgarità anche laddove la modella solleva la gonna volutamente per mostrare l'indumento intimo all'occhio curioso del fotografo....