Giacomo Becchetti
Federico Bianchi
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CESARE PAVESE

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Alberto Moravia

Cesare Pavese
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Nacque a Santo Stefano Belbo nel 1908 da una famiglia di origine contadina. Studiò a Torino, dove si laureò e divenne specialista di letteratura angloamericana. Nel capoluogo piemontese si legò al gruppo degli intellettuali vicini alla casa editrice Einaudi e collaborò alla rivista La Cultura, intorno alla quale si erano radunati molti antifascisti.
Nel 1935, quando La Cultura venne chiusa, fu condannato al confino a Brancaleone Calabro, dove cominciò a tenere un diario, che sarebbe stato pubblicato postumo con il titolo
Il mestiere di vivere (1952).
Nel 1936, tornato a Torino, riprese la sua attività di traduttore e saggista. Durante la guerra, dopo aver diretto per un breve periodo quello che rimaneva dell'Einaudi, si nascose presso la sorella Maria, sulle colline del Monferrato. Da questa esperienza nacque uno dei libri migliori di Pavese, il romanzo
La casa in collina (1948), incentrato sul dramma interiore e sull'isolamento dell'intellettuale che non trova il coraggio e la determinazione di partecipare direttamente all'esperienza della Resistenza partigiana.
Pavese aveva esordito con la raccolta poetica
Lavorare stanca (1936), caratterizzata dall'originale soluzione metrico-stilistica del verso lungo, molto vicino al ritmo della prosa narrativa. A questo volume seguì il romanzo Paesi tuoi (1941), con cui lo scrittore, fortemente influenzato dai modelli di narrativa nordamericana, rappresentava, con crudo realismo spesso però trasfigurato in mito, un mondo contadino tormentato e violento incomprensibile agli occhi del protagonista-narratore, un proletario in fuga dalla città. Dall'esperienza del confino derivano i racconti lunghi e politicamente impegnati Il carcere (1938-39, poi pubblicato insieme a La casa in collina con il titolo comune Prima che il gallo canti, 1949) e La spiaggia (1941). A questi seguirono i racconti di Ferie d'agosto (1946), il romanzo Il compagno (1947) e i racconti lunghi di La bella estate (1949), che comprendono, oltre al testo omonimo, anche Il diavolo sulle colline e Tre donne sole.
I Dialoghi con Leucò (1947) sono un'originale rilettura psicoanalitica dei miti classici.
La consacrazione  definitiva di Pavese avvenne con
La luna e i falò (1950), storia di un uomo che, dopo aver trascorso molti anni in America, torna al suo paese e alla difficile ricerca della propria identità culturale. Dopo aver ricevuto per questo romanzo il premio Strega, Pavese si tolse la vita sotto il peso di una depressione a lungo combattuta negli anni, cedendo a quello che aveva chiamato il "vizio assurdo". Dopo la sua morte venne pubblicata un'altra raccolta poetica, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (1951).

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