L'ANFITEATRO DI SUSA (TORINO)

Eccoci all’anfiteatro: vuol dire teatro che gira tutto intorno. Il teatro normale è fatto soltanto a metà di quello che vediamo adesso; l’anfiteatro è completo, è a forma ovale, ellittica. Poco più di cent’anni fa qui, invece dell’arena c’era un campo di patate del convento qui di fianco. Quando lo aravano venivano fuori dei massi giganti., che erano una grande scocciatura. Poi iniziarono degli scavi archeologici e trovarono le gradinate ordinate che ora vediamo. Qui vicinio passava un torrente, il rio Gelassa, che evidentemente aveva provocato delle alluvioni e quindi aveva coperto tutto di terra, rimescolando, togliendo dalla loro sede tanti massi. Le gradinate più alte erano completamente distrutte, come un puzzle; quindi sono state ricomposte, mettendo al loro posto questi grandi massi che servivano da gradinata, utilizzando il cemento. Adesso lo possiamo vedere quasi nell’aspetto originario. Era stato abbandonato prima dell’alluvione: ad un certo punto i segusini hanno dovuto costruire le mura per difendere la città solo che dovettero costruirle velocemente; utilizzarono tutto il materiale che avevano, anche pezzi di statue, di colonne, qualsiasi cosa fosse rotta lo mettevano dentro il muro. Questo è un particolare importante: infatti alla fine dell’800 hanno demolito percostruire delle case delle parti di mura romane ed hanno trovato dei frammenti di statue bellissime. Una è conservata al Metropolitan Museum di New York: la testa di Agrippa.
Torniamo all’arena: era grossa ed era un po’ lontana dal centro e quindi hanno deciso di sacrificarla, lasciandola fuori dalle mura. In un periodo in cui si era insicuri, c’erano nemici che arrivavano, non facevano più tante feste al di fuori delle mura.
A cosa serviva l’anfiteatro? Per fare degli spettacoli che duravano tutta la giornata. Erano in pratica delle condanne a morte per i delinquenti della città: offrivano uno spettacolo gratis alla popolazione che si divertiva moltissimo e in più risolvevano il problema di questi carcerati da giustiziare. Avevano inventato tanti modi diversi per ucciderli: una persona contro una persona, una persona contro un animale. Un po’ strano che potessero far venire i leoni, come dite voi,: Roma era una grande città e poteva permettersi di avere i leoni, ma Susa.. Tori sicuramente e orsi che c’erano in montagna. C’erano panchine coperte, occupate dalle persone più importanti della città, il re, magari, e la sua famiglia, i magistrati..
Se si va al centro dell’arena vi accorgerete che la voce si sente molto bene dalle gradinate: la posizione dell’arena è stata calcolata anche per avere l’acustica ottimale.
Spesso i carcerati non venivano uccisi, perchè conveniva farli combattere altre volte; poi si chiamarono “gladiatori” che iniziarono a combattere per professione, per il loro padrone.

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