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L'anno siderale (o anno astrale)
corrisponde al tempo
necessario alla Terra per ruotare
intorno al Sole, ovvero è il tempo
che occorre alla Terra per ritornare
al punto esatto dell'orbita da cui
è partita, prendendo, come
riferimento nel cielo, la posizione
fissa di una stella.
La
durata dell'anno siderale è di:
Questa
non coincidenza tra i due suddetti
piani, determina
l'alternarsi delle stagioni.
E
infatti, se l'asse terrestre non fosse inclinato
rispetto all'eclittica, l'equatore
sarebbe il luogo della Terra, eternamente,
meno distante dal Sole.
In
effetti, però, l'asse terrestre ha,
un'inclinazione, tale che, in giugno,
l'emisfero settentrionale,
è in linea con il Sole, per cui
è estate a nord e inverno a sud.Mentre, grossomodo, sei mesi dopo, ovvero a dicembre, l'asse terrestre ha, un'inclinazione, tale che, l'emisfero meridionale, è in linea con il Sole, per cui è estate a sud e inverno a nord.
Nel mezzo, l'inclinazione porta l'equatore a essere perfettamente in linea con l'eclittica, contrassegnando gli equinozi, che si verificano a marzo e settembre. L'anno tropico, o anno solare, è il tempo che le stagioni impiegano per compiere un ciclo e ricominciare, ed è, appunto, la quantità di tempo che passa tra due successivi equinozi di primavera, quantità di tempo ottenuta, in modo sufficientemente accurata, misurando le ombre che si sviluppano, in un anno, su di una meridiana.
La
Terra non è perfettamente sferica, e,
a causa di questa "imperfezione", le forze
gravitazionali, principalmente del "sistema Sole-Terra-Luna",
fanno oscillare l'asse polare terrestre,
con un ciclo di circa 26.000 anni.
Questa
oscillazione ciclica dell'asse polare
terrestre, provoca, ogni anno, il fatto che l'equinozio
di primavera, arriva, non un anno siderale dopo,
ma, attualmente, 20 minuti e 25 secondi prima, della
durata di un anno siderale.
L'anno
tropico, così, se non ci fossero altri
fenomeni in gioco, rimarrebbe, come l'anno siderale,
anch'esso immutato nei secoli.
La
precessione degli equinozi è, dunque,
semplicemente, l'anticipazione, anno dopo
anno, dell'equinozio di primavera, in punti
spaziali dell'eclittica, sempre più arretrati.
La
precessione degli equinozi, è, perciò,
un'anticipazione spaziale, e non temporale.
L'intervallo di tempo fra due equinozi di primavera, cioè,
non tende, anno dopo anno, ad accorciarsi, come
comunemente si pensa.
Fu
Ipparco (564-634 A.U.C.) che, per primo, individuò la precessione, grazie
all'alterazione del campo stellare, che quest'ultima
provoca.
Fu,
però, Isaac Newton (A.D. 1642-1727)
che, per primo, capì
veramente il fenomeno.
Fino
ad allora, gli studiosi, infatti,
erano convinti che, la precessione, provocasse anche
un'alterazione della durata dell'anno tropico,
attestata dalle diverse misurazioni che nei secoli
si andavano accumulando, misurazioni in realtà approssimate
e/o imprecise.
C'è,
però, il fenomeno delle maree, che con
la precessione degli equinozi, c'entra, ma solo
indirettamente.
Il
fenomeno delle maree, innescato dalle forze
gravitazionali in gioco, nel "sistema Sole-Terra-Luna",
provoca un rallentamento della rotazione della
Terra, intorno al proprio asse polare.
Fino
a quando le stagioni avranno senso,
questo rallentamento, provocherà una diminuzione
della durata dell'anno
tropico di circa 1 secondo ogni
200 anni.
Attualmente,
l'anno tropico, ha una durata di:(1 - 199) ---- 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 55 secondi (200 - 399) ---- 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 54 secondi (400 - 599) ---- 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 53 secondi (600 - 799) ---- 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 52 secondi (800 - 999) ---- 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 51 secondi (1000 - 1199) ---- 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 50 secondi (1200 - 1399) ---- 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 49 secondi (1400 - 1599) ---- 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 48 secondi (1600 - 1799) ---- 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 47 secondi (1800 - 1999) ---- 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi (2000 - 2199) ---- 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondiLa durata dell'anno tropico nell'A.D. 1 è stata, quindi, di circa:
anno siderale:
365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi
ovvero: 365,256366 giorni
anno alfonsino:
365 giorni, 5 ore, 49 minuti e 16 secondi
ovvero: 365,242547 giorni
anno calendaristico:
365 giorni, 5 ore, 49 minuti e 12 secondi
ovvero: 365,2425 giorni.
L'anno alfonsino è più corto, rispetto all'anno giuliano, della 134-esima parte di un giorno. Il suo valore è, dunque, quello sopra riportato, proprio perchè 86.400 secondi, ovvero 1 giorno, diviso 134, è pari 644 secondi, ovvero pari a 10 minuti e 44 secondi.
Come vedremo (paragrafo S.12), 400 anni calendaristici dell'attuale sistema cronologico, racchiudono sempre lo stesso numero di giorni, ovvero 146.097 giorni.
Se facciamo 146.097 diviso 400, otteniamo appunto il cosiddetto anno calendaristico, ovvero un anno lungo 365,2425 giorni, ovvero lungo 365 giorni, 5 ore, 49 minuti e 12 secondi.
Ebbene, tale anno calendaristico, è solo di 27 secondi maggiore dell’anno tropico relativo all’era in corso. Per conoscere pertanto il numero di anni necessari a che si perda 1 giorno, basta fare 86.400 diviso 27, ottenendo con ciò 3.200 anni.