I servoscala, previsti dal D.M. 236/89, punto 4.1.13 e disciplinati dal punto 8.1.13, dovrebbero essere installati, soprattutto nei luoghi pubblici, come ultima possibilità (dopo rampe fisse, ascensori, piattaforme elevatrici) per le seguenti ragioni:
si guastano spesso, anche durante l'uso, creando situazioni pericolose e di grave disagio, non solo per la persona disabile, ma anche per i suoi assistenti;
sono pericolosi, non solo durante la salita e la discesa della persona in carrozzella, che ha spazi esigui per la manovra, ma anche in situazione statica, a causa dell'ingombro;
normalmente l'addetto con la chiave è difficilmente reperibile;
in caso di emergenza (incendio, terremoto, etc.) si rivelano pressoché inutili, e comunque inadeguati, rispetto ad una rampa fissa.
non permettono l'autonomia da parte delle persone disabili in quanto il funzionamento dipende dalla presenza di un addetto;
rispetto ad una rampa, fissa o mobile, i costi di installazione, di manutenzione ordinaria, di riparazione guasti e di costi relativi all'addetto, sono molto alti;
sono molto lenti e, nel caso di fruizione continuativa di più persone in carrozzella, i tempi diventano esageratamente lunghi;
sono rumorosi e, in certe situazioni (sale conferenze, auditorium per musica e spettacolo, etc.) il loro uso disturba e distrae i presenti, oltre a mettere in imbarazzo le persone che lo usano;
se collocati all'esterno, si guastano spesso a causa degli agenti atmosferici e, spesso, sono fatti oggetto di atti di vandalismo;
soprattutto se collocati in una costruzione prestigiosa, o, peggio, in edifici storico-artistici, l'impatto estetico è negativo.
In buona sostanza l'installazione dei servoscala, quando è possibile un'alternativa, sono il risultato di una subcultura progettuale.