CONTRIBUTO PER L'ELABORAZIONE DEI PIANI DI ZONA
Le malattie di riferimento della U.I.L.D.M. (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) costituiscono un ampio gruppo di circa 150 patologie neuromuscolari, tra le quali le distrofie, le amiotrofie, le miopatie, le miastenie, ed altre ancora.
A seconda delle forme, esse possono colpire sia gli uomini che le donne e manifestarsi in età diverse con differenti livelli di gravità. Prevalentemente la causa risiede in una mutazione genetica e spesso si trasmettono per via ereditaria. Si stima che in Italia le persone affette da questa malattie siano circa 50.000 e in Friuli Venezia Giulia più di un migliaio (v. Tabella).
I bisogni di queste persone variano a seconda del tipo di malattia. Si va da situazioni lievi che non incidono sulla qualità della vita, a situazioni gravi o gravissime in cui una persona deve essere accudita con continuità nelle ore diurne e notturne. Di seguito enumeriamo i problemi e le criticità che la U.I.L.D.M. di Udine riscontra nella sua attività di volontariato.
ASPETTI SANITARI
La rete di specialisti, voluta e sostenuta dalla U.I.L.D.M., è in grado di dare molte risposte sul piano della diagnosi, cura e prevenzione.
Criticità rilevate:
ASPETTI SOCIALI
Questi aspetti riguardano tutte le età (bambini, adulti, anziani) e, in misura diversa, tutti i bisogni che un nucleo familiare non è in grado di risolvere. Riscontriamo che le disabilità fisiche sono scarsamente presidiate e poco conosciute. Quelle più gravi vengono scaricate su un componente della famiglia che viene "espropriato" della sua vita.
Criticità rilevate:
In ogni caso, va tenuto presente che molte patologie neuromuscolari sono progressive e alcune si aggravano in tempi rapidi (S.L.A., Amiotrofie infantili, distrofia muscolare di Duchenne, etc.). Pertanto, interventi tardivi o lungaggini burocratiche, rischiano di annullare tempi di vita importanti (leggi: eutanasia sociale).
Udine, 21 marzo 2005
I. CHIANDETTI