PROPOSTE PER IL SOSTEGNO DELLE FAMIGLIE CON COMPONENTI NON AUTOSUFFICIENTI
Il Ministero delle Solidarietà Sociali ha verificato che, nel corso del 1999, due milioni di famiglie italiane sono scese sotto la soglia di povertà a fronte del carico di spese sostenute per la cura di uno o più congiunti non autosufficienti.
Una ricerca svolta nel 2003 da C.A.P.P., C.G.R., C.G.I.L. ed I.S.T.A.T. ha messo in luce che il 42% della popolazione italiana a più basso reddito comprende al suo interno persone con disabilità gravi.
Il Libro Bianco sul Welfare del Ministero delle Politiche Sociali nel 2003, Anno Europeo delle persone con disabilità, ha evidenziato che in Italia per l’assistenza si spendono ogni anno tre miliardi di ore. Il 95% di questo tempo è a carico delle famiglie e solo il 5% a carico dei Comuni.
Lo stesso documento aveva annunciato un Piano nazionale per la non autosufficienza che non ha avuto alcun seguito.
La pensione degli invalidi civili totali nel 2010 ammonta a 256,67 euro al mese e riguarda anche le persone in situazioni molto gravi. Solo il 6% dei titolari di queste prestazioni economiche fruisce della maggiorazione pari a 597,85 euro (il famigerato milione di lire al mese), cioè quelli con più di 60 anni di età. L’indennità di accompagnamento nel 2010 è pari a 480,47 euro al mese e riguarda le disabilità più gravi. Entrambe le prestazioni economiche non subiscono aumenti da oltre vent’anni (se si escludono le ridicole perequazioni automatiche annuali). Questi importi sono un insulto alla decenza!
E’ evidente che il problema della non autosufficienza esige interventi urgenti e di una consistenza adeguata alla gravità dei casi e al numero crescente di famiglie coinvolte. In base a recenti dati ISTAT il fenomeno della non autosufficienza riguarda, a livello nazionale, circa il 5,2% della popolazione, quindi coinvolge oltre tre milioni di persone e la quasi totalità vive al proprio domicilio. Circa il 44% dei residenti in casa, secondo i dati ISTAT, non è in grado di uscire dalla propria abitazione senza aiuto.
Per quanto sopra chiediamo un impegno concreto a tutte le forze politiche per realizzare i punti di seguito esposti largamente condivisi dalle organizzazioni che rappresentano le persone disabili.
FONDO NAZIONALE PER LE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI DI OGNI ETA’ ANAGRAFICA
Il Fondo – attivato con la Finanziaria 2008 – i cui stanziamenti risultavano peraltro assolutamente inadeguati alle necessità delle persone non autosufficienti, non compare più nelle voci del bilancio di previsione per il 2010. Riteniamo gravissima questa “dimenticanza” e chiediamo il suo immediato ripristino e un adeguato finanziamento. Il Fondo potrebbe incrementare le sue risorse utilizzando anche l’8 per mille (attualmente previsto solo per varie entità religiose) che i contribuenti italiani volessero destinare a tale scopo.
In alternativa alla possibilità di scelta nella destinazione dell’8 per mille, si potrebbe utilizzare l’8 per mille che i contribuenti non destinano ad alcun ente religioso. Attualmente i cittadini che non esprimono scelte sono il 65% e questa somma, in base all’art. 37 della L. 222/1985, viene ripartita in proporzione alle scelte espresse. Allo Stato non costerebbe nulla ed il provvedimento costituirebbe una grande misura di civiltà.
Il Fondo, destinato a persone non autosufficienti di ogni età anagrafica, dovrebbe adottare criteri rigorosi ed uniformi nella definizione della non autosufficienza, prevedere un Piano individualizzato di assistenza (che distingua le prestazioni destinate alle persone anziane da quelle rivolte a persone giovani) ed essere inserito in un Piano nazionale per la non autosufficienza di ampio respiro.
RADDOPPIO DELLE PRESTAZIONI ECONOMICHE AGLI INVALIDI CIVILI
Gli invalidi civili percepiscono una pensione dall’importo ridicolo di 9,14 euro giornaliero. Almeno per gli invalidi civili gravi e gravissimi la pensione dovrebbe essere parificata a quella di cui godono gli ultrasessantenni. L’indennità di accompagnamento dovrebbe essere raddoppiata soprattutto se si tiene conto che nei nuclei dove vive una persona disabile non autosufficiente la situazione economica è molto precaria per i seguenti motivi:
a) mancato reddito della persona disabile;
b) secondo mancato reddito del familiare che la assiste;
c) aggravio di spese derivate dalla disabilità (spese sanitarie non erogate dal sistema sanitario, trasporti speciali, costi di attrezzatura varia, manutenzione ausili, modifiche bagni e abitazione, maggiori costi di riscaldamento ed energia elettrica per caricare batterie della carrozzella e del sollevatore, per alimentare ventilatori e respiratori, etc.);
d) costi umani altissimi, qualità della vita pessima, burnout e sindromi depressive sempre in agguato.
L’ANMIC, con il sostegno di molte altre associazioni, ha raccolto 275.571 firme e il 24 luglio 2008 ha presentato una proposta di legge di iniziativa popolare per migliorare le pensioni degli invalidi civili. A tutt’oggi l’iniziativa non ha avuto nessun seguito.
CONTRIBUTI FIGURATIVI AI FAMILIARI CHE ASSISTONO PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI
Nei casi di persone disabili gravi, in particolare quelle non anziane, bisognose di assistenza diurna e notturna, senza soluzione di continuità, spesso chi assiste (genitore, coniuge, sorella o fratello, figlio, persona convivente) per 10, 20 o 30 anni, rinuncia ad un'attività lavorativa e quindi si trova sprovvisto sia di una entrata economica, sia di copertura previdenziale. Nel quadro dei provvedimenti volti a valorizzare la famiglia, sarebbe molto importante provvedere a dare a queste persone, che sacrificano la propria esistenza per assistere un familiare, una copertura previdenziale che le tuteli.
In questi casi sarebbe opportuno anche un contributo economico e la realizzazione di servizi di sollievo che consentano momenti di riposo a chi se ne prende cura senza soste tutti i giorni dell’anno.
DEDUCIBILITA’ E/O DETRAIBILITA’ TOTALE DELLE SPESE ASSISTENZIALI
Nel caso di persone non autosufficienti, giovani o anziane, sarebbe importante sostenere le famiglie prevedendo la totale detraibilità e/o deducibilità delle spese relative all’assistenza personale e la fiscalizzazione degli oneri sociali relativi al personale che presta assistenza.
Sarebbe altresì importante prevedere le stesse agevolazioni fiscali per le spese assistenziali (attualmente l’agevolazione riguarda solo la quota sanitaria) sostenute dai familiari in caso di ricovero in strutture residenziali o diurne.
”IMPOSTA NEGATIVA“ PER PERSONE FISCALMENTE NON CAPIENTI
Le persone con disabilità gravi, spesso non hanno redditi da cui detrarre le spese normalmente detraibili e/o deducibili da un contribuente che produce reddito. Il risultato di questa situazione è quello di agevolare chi ha redditi alti e di penalizzare coloro che si trovano in condizioni più disagiate. Tale sperequazione potrebbe essere superata prevedendo un meccanismo di “imposta negativa” a favore di coloro che fiscalmente non sono capienti. In altre parole si tratterebbe di compensare le persone totalmente o parzialmente non capienti con un rimborso pari alle detrazioni e/o deduzioni di cui potrebbero avvalersi se avessero redditi fiscalmente sufficienti. L’attuale bonus per gli incapienti è largamente insufficiente.
Udine, 24 marzo 2010
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