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I PROTAGONISTI Achille Citroni Achille Citroni (nato a Pontedilegno
1'8 febbraio 1920), mobilitato nel settembre 1940, nel luglio 1942 partì
verso il fronte russo col 6° Alpini. Rimpatriato nel febbraio 1943 con un
principio di congelamento ai piedi, al momento dell' armistizio si trovava
in licenza di convalescenza a Pontedilegno. Trasferitosi a Milano per
lavorare come impiegato al Banco Ambrosiano, tornò in Valcamonica nella
tarda primavera poiché nel capoluogo lombardo era alto il rischio dei
bombardamenti e dei rastrellamenti fascisti.
Firmo Ballardini (nato a Temù il 15 giugno 1922), in possesso del diploma di scuola professionale, impiegato, si era arruolato tra i garibaldini nel marzo 1944 e si trovava al fianco di Bortolo Belotti (primo caduto della Brigata) il 7 maggio, a Saviore, nell'imboscata tesa dai militi della Gnr. Ballardini rimarrà con i garibaldini sino al termine del conflitto, operando in tempi successivi nell'alta Valcamonica, in Valsaviore e nella zona di Borno, col grado di vicecomandante di brigata.
Antonio (Toni) Secchi (nato a Genova San Pierdarena il 26 febbraio 1924), frequenta il liceo classico e si iscrive all'università, ma gli eventi bellici lo porteranno ad abbandonarla per dedicarsi al lavoro cinematografico. Durante gli anni della guerra viene prima portato in Germania per essere addestrato, ma tornato in Italia, con una fuga rocambolesca ripara in Alta Valle ed entra in contatto con le Fiamme Verdi per conto delle quali per un periodo fa la staffetta e segue di nascosto le opere di fortificazioni dei tedeschi al Tonale ed in altri luoghi preparando disegni e schizzi utilizzati poi dagli alleati per i bombardamenti mirati. Dal 22 marzo sale al Mortirolo e partecipa alla seconda battaglia del Mortirolo.
Bruno Zuelli (nato a Ponte di Legno 1931) all'epoca dei fatti ha poco più di 13 anni, un padre esiliato in Svizzera che non può rientrare in Italia, un fratello arruolato nell'esercito che viene ucciso dai partigiani di Tito in Jugoslavia nel 1943, un altro fratello renitente alla leva che si unisce ai partigiani di Pezzo che cercano di evitare l'arruolamento nella RSI trovando rifugio in una aspra gola della montagna di Ercavallo chiamata "Piscantù". Quando nell'ottobre del 1944 si svolgono i rastrellamenti, Celeste rimane coinvolto nella strage di Case di Viso e Bruno deve crescere in fretta per alleviare il dolore della madre a cui la guerra ha tolto 2 figli. |