UNA FINESTRA SULL'UMBRIA
Terni

Storia
La
storia di Terni inizia in tempi lontanissimi. Tra le nebbie dell'antichità più
remota. Un popolo si insediò nella valle solcata da due fiumi, in mezzo ad un
anfiteatro di montagne, lungo una via di collegamento naturale che dagli
Appennini giungeva fino al Mar Tirreno. Erano i Naharki: una popolazione con
caratteristiche umbro-sabine, ma con un'identità propria. Il loro nome veniva
dal fiume lungo il quale vivevano: il Nahar, l'attuale Nera. I Naharki erano un
popolo di pastori e di guerrieri; con ogni probabilità ebbero un ruolo di primo
piano nella fondazione di Roma. Di quell'epoca si conservano ancora delle
testimonianze importantissime: migliaia di tombe in estesissime necropoli, le
più antiche delle quali risalgono al X secolo avanti Cristo. Di recente sono
venuti alla luce, in località Maratta, i resti di un insediamento abitativo in
un'area vasta tre ettari, con delle capanne coperte di tetti in terracotta
risalenti all'800 avanti Cristo.
Ambulacro
I diversi nuclei abitativi si fusero man mano e
dettero vita alla città vera e propria: la data di fondazione di Terni viene
fatta risalire da un'antica tradizione al 672 avanti Cristo. In questo stesso
periodo vennero edificati dei templi e dei santuari sulle alture che circondano
la conca ternana. Ne restano testimonianze importanti sul Monte Torre Maggiore.
Intorno al 300 avanti Cristo i Naharki, così come le altre popolazioni umbre,
dovettero cedere di fronte alla nascente potenza di Roma che sottomise
definitivamente gli Umbri, alleati con gli degli Etruschi e con i Galli, nella
cosiddetta "battaglia delle nazioni" dell'antichità: la battaglia di Sentino.
Terni, da quel momento prese il nome latino di Interamna, città tra le acque,
conservando però l'appellativo di Nahars.
Arte
Terni è città moderna, caratterizzata da ampi viali alberati e strade
ordinate, che fanno intuire la planimetria tipica romana basata sul cardo e sul
decumano; dei palazzi che vi si affacciano molti sono stati costruiti a partire
dal dopoguerra, mentre alcuni sono decisamente più antichi.
Il centro della
città, assai piacevole da percorrere a piedi, svela angoli inaspettati in cui
interessanti testimonianze artistiche e monumentali del passato riportano ad
altre epoche e ad altri vissuti.
Le arterie principali da percorrere per
scoprire tali angoli sono Corso Tacito, Corso Vecchio, via Roma, via Cavour e il
reticolo di stradine che da essi si dipanano, conducendoci ad ammirare edifici
importanti e di notevole fascino.
Del periodo romano sono visibili tratti di
mura e i resti dell'ANFITEATRO; di questa struttura si vedono parti di opus
reticulatum in blocchetti bicolori: fu eretto nel 32 d.C. per ordine di Fausto
Liberale, durante il regno di Tiberio e poteva ospitare fino a 10.000 persone.
Mura Cittadine
Attualmente è scoperto per 2/3 del perimetro, essendo una parte occupata dalla
Chiesa del Carmine; tuttavia si può vedere l'ellisse originaria, mentre delle
gradinate non resta nulla. L'anfiteatro rappresenta sicuramente, insieme a
Carsulae, la più importante testimonianza romana nel ternano.
Nella bella
piazza della Repubblica è situato il PALAZZO COMUNALE: ricostruito a fine '800
in forme rinascimentali, dopo essere stato danneggiato durante i bombardamenti
dell'ultima guerra ha messo in luce strutture trecentesche.
L'attigua piazza
Europa è dominata da PALAZZO SPADA, residenza dell'omonima famiglia, imponente
edificio a due piani, e un mezzanino, ritenuto l'ultima opera di Antonio da
Sangallo il Giovane, morto in città nel 1546. Interessanti anche gli altri
palazzi storici della città - Palazzo Magroni, Palazzo Mazzancolli, Palazzo
Fabrizi, Palazzo Rosci – e due torri medievali, la torre dei Castelli e quella
dei Barbarasa.
Palazzo Spada
Il TEATRO COMUNALE G. Verdi, del 1849, è invece un
interessantissimo esempio di architettura neoclassica (opera di L.
Poletti).
Piazza Tacito, altro punto cardinale del centro città, ospita
edifici tipici dell'architettura del Ventennio: il Palazzo della Banca d'Italia,
il Palazzo della Camera di Commercio, e il Palazzo della Prefettura; al centro
della piazza si può ammirare uno dei monumenti più caratteristici di Terni, la
FONTANA, opera degli architetti Ridolfi e Fagiolo (1936), ricostruita dopo i
danni causati dai bombardamenti, con la vasca ornata da mosaici rappresentanti i
Segni Zodiacali.
L'industria di Terni
Dopo
l'annessione al Regno d'Italia, la volontà del Ministero della Guerra, del
Commissario per l'Umbria Gioacchino Napoleone Pepoli e degli amministratori locali di fare di Terni
un centro industriale e militare portò all'edificazione della 'Fabbrica d'Armi'
nel 1875 e alla 'Società
degli Alti Forni e Fonderie di Terni', nel 1881, su iniziativa di un imprenditore belga,
Cassian Bon, che aveva rilevato una fonderia locale specializzata nella fusione
di tubi e di Vincenzo Stefano Breda, titolare della 'Società Veneta per le
Imprese e le Costruzioni Pubbliche ', un'azienda che utilizzava capitali dello
Stato per le opere di edificazione e di impiantistica; l'obiettivo dell'impresa
era quello di produrre corazze per le navi da
guerra. Nel
1884 il romano Angelo Sinigaglia acquistò ed
ammodernò la ferriera; nel 1885 il genovese
Alessandro Centurini iniziò la costruzione
di un lanificio e jutificio nel 1890 il torinese Antonio Bosco costruì uno stabilimento
per la produzione di attrezzi agricoli; nel 1896 si costituì la
'Società Italiana del Carburo di Calcio, Acetilene ed altri Gas', che gestiva
non solo stabilimenti per la produzione del carburo di
calcio ma anche centrali idroelettriche. Terni fu la
quarta città italiana, in ordine di tempo, ad avere l'illuminazione pubblica ad
elettricità.L 'industrializzazione creò, tuttavia,
dei grossi problemi logistici per la scarsa disponibilità di case e
l'inadeguatezza dei servizi pubblici, a cui si aggiunsero i pregiudizi della
gente locale contro gli immigrati e la riottosità dei titolari di fondi a
concedere le aree necessarie ed i diritti di sfruttamento delle acque per
l'impiantistica e gli edifici. All'inizio del XX secolo Terni era,
comunque, fra le prime città industriali italiane.Con
l'industrializzazione della seconda metà dell'Ottocento fu necessario istruire i
giovani nelle attività professionali di tecnico. La situazione dell'istruzione a
Terni risultava in questo periodo estremamente grave, mancando un qualsiasi tipo
di scuola professionale. A tal fine, nel 1861, fu istituito il
Regio Istituto Tecnico (in seguito Istituto Industriale e Liceo Scientifico),
uno dei primi quattro in Italia, che verso la fine dell'Ottocento, sotto la
guida del prof. Luigi Corradi, divenne rinomato attraendo giovani
da ogni parte d'Italia.Durante
la Prima Guerra
Mondiale la 'Società degli Alti Forni e Fonderie di Terni' aumentò
notevolmente la produzione, oltre che delle corazze per le navi da battaglia,
anche di componenti dei cannoni e dei proiettili, almeno fino all'apertura degli
stabilimenti Ansaldo di
Genova. La 'Fabbrica d'Armi' produceva armi di vario tipo, fra le quali il
fucile Carcano Mod. 91 che equipaggiò l'esercito
italiano per molti anni: durante il primo conflitto mondiale raggiunse la
produzione di duemila fucili al giorno. La 'Bosco' si affermò nelle costruzioni
per i rimessaggi aeronautici e, nel 1924, iniziò la
costruzione di manufatti metallici, come idroestrattori, autoclavi e bollitori Nel 1927 il 'Lanificio e
Jutificio Centurini' era, per dipendenti e produzione, il secondo opificio
italiano del settore; nel 1910 il
'Tipografico Alterocca' imetteva sul mercato il 30% delle cartoline illustrate
che si stampavano in Italia.La
presenza degli operai nel tessuto sociale cittadino fu enorme, se si considera
che questa categoria costituiva, all'inizio del secolo, il 70% della popolazione
residente. Nel 1901, dopo le leggi
Pelloux, fu ricostituita la 'Camera del Lavoro'.
Nelle elezioni politiche del 1919 i socialisti
riscossero una maggioranza del 71%. Nonostante nel 1921 vi operassero circa
cinquecento Arditi del Popolo, Terni rimase l'unico comune umbro ad
amministrazione socialista fino al 17 ottobre 1922.Sotto
la spinta politica del PNF la 'Terni', come era più brevemente chiamata, finanziò,
soprattutto negli anni 30, la costruzione di alloggi per gli operai,
fino ad interi quartieri. La concessione dello sfruttamento dell'intero sistema
idrico Nera-Velino e le notevoli commesse militari spinsero la 'Terni' ad essere
uno dei maggiori gruppi industriali italiani: entrata nell'IRI nel 1933, oltre a sfornare acciaio, produceva in un anno
circa un miliardo di kilowattora di energia elettrica dalle centrali del sistema dei fiumi Salto e
Turano nel Lazio,
e del Vomano in Abruzzo; produceva in esclusiva, negli
stabilimenti chimici di Nera Montoro, l'ammoniaca secondo il
processo Casale, carburo di calcio e composti azotati nel nuovo stabilimento di
Papigno. Nel
1927
la 'Società Umbra Prodotti chimici', modificatasi poi in 'Viscosa Umbra', iniziò
la produzione di solfuro di carbonio. Nel 1939 fu costruito lo
stabilimento della 'Società Anonima Industria Gomma Sintetica' (SAIGS), su
iniziativa dell'IRI e della Pirelli, per la sintesi del butadiene dal carburo
di calcio.
La Ricostruzione
Le
dismissioni belliche risultarono deleterie per l'acciaio ternano: fra il 1947 e il 1952 furono licenziati
quattromila e settecento lavoratori. Tuttavia, la capacità produttiva e le
competenze delle maestranze sopravvissute alla guerra permisero di recuperare
tutto il sistema idroelettrico e di installare una linea diretta con Genova per
l'alimentazione del nuovo stabilimento siderurgico dell'Ilva di Cornigliano. Ma nel 1962, con l'istituzione dell'ENEL, tutte le fonti
energetiche della società ternana furono nazionalizzate. Seguì, a breve, lo
scorporo delle altre attività: l'elettrochimico di Nera Montoro fu ceduto all'Anic, nel 1967 lo stabilimento di Papigno passò all'ENI; le attività siderurgiche furono incorporate nella Finsider. Negli
anni
'50 fu chiuso lo stabilimento della
Viscosa, nel 1970 cessò l'attività il 'Lanificio e Jutificio Centurini'
e nel giugno del 1985 chiuse i
battenti la SIRI, nonostante i grandi successi industriali degli anni '50. Nel
1949
la SAIGS fu ceduta alla Montecatini,
che ricovertì gli impianti per la produzione dei polimeri sintetici. Nel
1960 iniziò la
produzione del 'Meraklon', seguita dal 'Montivel' e dal
'Moplefan', suddivisi, agli inizi degli anni '70, in varie sub-unità, imperniate
sul polipropilene in granuli, fiocco, film, filo. La 'Fabbrica d'Armi', pur
subendo un inevitabile ridimensionamento dopo il secondo conflitto mondiale, con
la denominazione di 'Stabilimento Militare Armamento Leggero', ha continuato ad
essere uno dei siti nazionali per la manutenzione delle armi dell'esercito italiano e della NATO.La
riconversione di alcuni impianti industriali, dopo gli anni '80, non è stata
meno importante: la vecchia società 'Terni', sotto la denominazione di 'Acciai
Speciali Terni', un insieme di attività siderurgiche ad alta specializzazione, è
stata acquistata nel 1994 dalla
multinazionale tedesca Thyssen Krupp,
l'area della 'Bosco' ospita il 'Centro Multimediale', lo stabilimento di Papigno
è stato riconvertito a studi cinematografici e museo, l'ex-SIRI è stata
destinata al terziario.

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