MARIO CASTELNUOVO

Biografia
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http://www.mariocastelnuovo.com/
Un ringraziamento ad Antonio, webmaster del sito ufficiale, per la sua disponibilità, le foto e tuto il resto!
Mario Castelnuovo nasce a Roma il 25 gennaio 1955 da madre toscana e padre lombardo. Grazie alla chitarra del fratello più grande comincia a suonare e perfezionarsi sempre di più fino all'incontro con Amedeo Minghi. I due suonano per un po' di tempo insieme ma finito il liceo le loro strade si dividono. Negli anni universitari (facoltà di lettere) inizia a comporre eapprofondisce tra l'altro gli studi di letteratura francese. E' attratto dal mondo magico della Chanson de Geste e dalla musica provenzale e celtica. Nello stesso periodo completa gli studi di chitarra e inizia a frequentare il Folkstudio. Qualche tempo dopo, grazie anche allo stesso Minghi (impressionato positivamente dalle sue canzoni), Mario ottiene un appuntamento con la RCA e la sua carriera discografica ha inizio. Con "Oceania" Mario  vinse per tre settimane consecutive la gara canora del programma televisivo Domenica In e fu anche per il successo di questa canzone (sul retro del disco la bellissima "Sangue Fragile") che riuscì a realizzare il suo primo album: "Sette Fili Di Canapa". Con l'omonima canzone aveva esordito poco prima a Sanremo (siamo nel 1982) tra le nuove proposte. Il disco fu prodotto da Amedeo Minghi. Riguardo la sua prima esperienza sanremese Mario ricorda: "Penso mi credessero il fantasma di Sanremo". Il brano non fu minimamente compreso dai più per via di un testo definito subito ermetico. Al disco seguì una tournée con Marco Ferradini e Goran Kuzminac che inizia come tour per le caserme italiane e continuerà poi per tutta l'estate. Il suo secondo album "Mario Castelnuovo", realizzato nel 1984 contiene la canzone "Nina": la più famosa e forse la più "commerciale" delle canzoni di Mario. Con questa si presenta a Sanremo guadagnando la sesta posizione ma le vendite e la critica stavolta lo premieranno. Nina è la storia dei suoi genitori in tempo di guerra ed è a mio avviso una canzone bellissima ma se Mario avesse continuato a sfornare canzoni come questa sarebbe stato forse uno tra i tanti anche se con molti più soldi in banca. Gli altri brani del disco sono stati un po' penalizzati dal successo di questa canzone: "io sono legato tantissimo a Fiore di mezzanotte, un'altra canzone che parla della Toscana, della nostra terra, dell'Italia" dice Mario riguardo questo album. L'idea di far uscire un disco coraggioso come "E' piazza del campo" (1985), terzo album di Mario Castelnuovo, nasce dall'esigenza di cambiare pagina; dopo "Nina" Mario si rende conto di non essere tagliato per il successo di massa, quello ingombrante, dei grandi numeri: "Ancora oggi sono innamnorato di questo disco", dice Mario, "inciso tutto completamente in diretta, senza il supporto ritmico della batteria". La casa discografica credette talmente poco in questo album che non fece uscire neanche il 45 giri. Paradossalmente proprio quello che si preannunciava come il disco di Mario più impossibile trovò in seguito tante adesioni: "Le aquile" fu inserita nel film "I ragazzi della periferia sud" di Gianni Minello, Gigliola Cinquetti riprese "L'uomo distante", mentre "Palcoscenico" fu reincisa, alcuni anni dopo dai Baraonna. Tra il 1986 e il 1988 insieme a Gaio Chioccio Mario scrive diversi pezzi per Paola Turci, con due dei quali, "L'uomo di ieri" e "Primo tango", la cantante parteciperà al festival di Sanremo, vincerà il premio della critica e verrà regolarmente bocciata dalle giurie. Nel primo disco di Paola Turci, Mario Castelnuovo suona la chitarra, canta e, in "Ritratti" esegue la parte della tromba con la sua voce. Con Paola Turci non farà mai delle vere tournée, tuttavia Mario le farà un po' da fratello maggiore, partecipando ad alcuni suoi concerti e comparendo insieme in televisione. Nel 1987 Mario è di nuovo a Sanremo con "Madonna Di Venere", canzone dal testo di difficile interpretazione. Mario ricorda: "vissi quel ritorno con un certo malessere, mi rendevo conto di essere più vicino alla segretezza di Piazza del campo che ai fasti di Sanremo, ne avrei fatto volentieri a meno...". La canzone sarà inclusa nell'album "Venere" dello stesso anno e nel 45 giri con "Rondini Nel Pomeriggio" (altra canzone bellissima). Nel 1989 viene pubblicato "Sul nido del cuculo", "...per questo disco presi letteralmente il titolo da un film che mi aveva impressionato molto (Qualcuno volò sul nido del cuculo, di Milos Forman) e anche la canzone omonina ha un contenuto estremo, parla di un tentativo di amore tra due personaggi cosiddetti diversi, che hanno dei problemi psichici, è una storia che ho immaginato in modo surreale, con le stelle che si accendono con un pulsante, come un presepe...". Questo album è stato il primo disco di Castelnuovo ad avere un discreto successo all'estero: in Germania il pezzo che piacque di più fu "Gli occhi di Firenze" che uscì anche come singolo. In Olanda andò molto "Via della luna". Nei cori del disco canta anche Mariella Nava, allora agli inizi. Mariella fece una tournée con Mario esibendosi in uno spazio tutto suo, avendo così l'opportunità di far conoscere le sue canzoni. Ultimo album per la RCA e ultimo disco di Castelnuovo in vinile è "Come sarà mio figlio", del 1991, un lavoro che riassume 10 anni di carriera con l'aggiunta di tre pezzi nuovi. "I discografici volevano un'antologia di successi", racconta Mario, "io invece, avevo una sorta di pudore per quei pezzi che erano riusciti di più, avrei voluto dare spazio a cose meno conosciute, ma non me l'hanno fatto fare". Il disco segna l'inizio di una lunga collaborazione con Fabio Pianigiani, col quale inciderà altri due album. Fu un album che piacque e dal quale vennero anche tratti due video. Siamo al 1993 e Mario ci regala una nuova perla: "Castelnuovo". L'album contiente canzoni non sempre di facile interpretazione ma come sempre di grande impatto emotivo. Non posso non citare in questo caso "Bugie D'amore" che è forse la mia canzone preferita del repertorio di Mario. Il successivo disco "Signorine Adorate" fu inciso nel 1996 per un'etichetta tedesca (Jungle records), insieme a Pianigiani e a Maghenzani (allora produttore di Battiato). Furono inseriti anche due brani registrati all'epoca di "Come sarà mio figlio": "Il mago" e "Salomè". In Germania uscì, oltre all'album, il singolo "Ma vie je t'aime" comprendente tre canzoni tra cui "Così sia", brano non incluso nell'edizione italiana ma ora disponibile di importazione. Tra i brani: "L'oro di Santa Maria", un ringraziamento alla vita che Mario incise dopo alcune vicissitudini personali, "Lettera dall'Italia", "Leggimi nel futuro".  Dopo "Signorine adorate", oltre ad occuparsi della direzione artistica del festival "Cant'Autori di Silvi Marina", che si tiene ogni anno a Silvi Marina, in provincia di Teramo, i primissimi giorni di Agosto, Mario ebbe due esperienze di collaborazione con artisti molto diversi tra loro. Una con Riccardo Fogli per l'album "Ballando" e l'altra con Rick Wakeman, mitico tastierista degli Yes, e con Mario Fasciano, che hanno inciso un suo pezzo, in napoletano, intitolato "Stella bianca", tratto da un racconto di Domenico Rea. È stata un'esperienza molto particolare, in cui si sono sposate la villanella napoletana del Seicento, la ballata inglese, i suoni rock di Wakeman e la scrittura di Mario Castelnuovo. Nel giugno del 2000, dopo alcuni concerti nei musei di Siena esce il nuovissimo album, "Buongiorno", che vede il ritorno della collaborazione con Lilli Greco. Realizzato dallo stesso autore e da Alberto Antinori che ha curato, oltre che gli arrangiamenti, anche la registrazione del disco effettuata al Lilliput Studio. Dopo quasi un anno dalla sua pubblicazione e alcune vicissitudini riguardanti la distribuzione "Buongiorno" viene ristampato con l'aggiunta di un brano, "Il miracolo", una favola surreale, scritta da Mario alcuni anni fa e che segna l'inizio della collaborazione con Ambrogio Sparagna. L'11 settembre 2003, dopo una serie di concerti estivi in Toscana viene dato alle stampe un nuovo disco di Fabio Pianigiani che vede la partecipazione di Mario Castelnuovo nella stesura dei testi di 5 brani. Mario interpreta anche l'omonima canzone "Blu Etrusco" ed è presente, in seguito, in alcuni concerti per la presentazione di questo disco. Dello stesso anno la pubblicazione di un Compact Disc a cura della Rai che contiene le musiche della trasmissione in onda su Rai Tre "Alle Falde del Kilimangiaro" che vede Mario nell'insolita ed inedita veste di compositore di 4 pezzi strumentali: Danza in MI7, Isabella, Note lunghe, L'alba e il tramonto. Nel 2004 esce per la vecchia casa discografica di Mario , la BMG, un'antologia che raccoglie i suoi pezzi più significativi degli anni '80, dal titolo "I miei primi dieci anni".Gli ultimi giorni del 2005 viene stampato da raitrade e distribuito da Edel il decimo album di Mario Castelnuovo, "Com'erano venute buone le ciliegie nella primavera del '42". L'album contiene 13 pezzi, tra i quali "Montaperti", già compresa nel precedente lavoro "Buongiorno" e ospita un piccolo intervento canoro di Lina Wertmuller nel brano che da il titolo all'intero disco. Il mese di giugno 2006 la casa editrice Bastogi pubblica il volume "Mario Castelnuovo, tante storie e qualcuna va a Roma" scritto da Mario Bonanno. Il libro percorre l'intera carriera artistica di Mario e propone un'analisi dettagliata di tuttala sua produzione discografica.