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                                                                     ATTUALITA'

                                                         La radio compie ottant'anni
                                                           << Tu piccola scatola  >>
                         Il sei ottobre 1924 nasce la radio. Ne parliamo con don Luigi Giacchetto


Ottant'anni di storia: tanti ne conta la radio. trent'anni più tardi comparvero i primi apparecchi televisivi nelle case degli italiani: furono in tanti a pensare che questo nuovo strunmento di comunicazione avrebbe surclassato la radio, destinata ad essere diligentemente riposta in soffitto. Oggi possiamo costatare la vitalita' della radio, che spesso supera la televisione nella creatività delle forme espressive.
Abbiamo chiesto a don LUIGI GIACCHETTO, dal 1997 direttore di RADIO CONCORDIA qual'è il segreto del successo di questo strumento.
" E' uno strumento di ascolto immediato, che puoi ascoltare ovunque ti trovi, qualunque cosa tu stia facendo: lo puoi ascoltare anche guidando o facendo i lavori di casa". Qundi ne la TV , nè i moderni strumenti come internet hanno scalfito la vitalità della radio. Cosa ha determinato eventuali, proficui connubi?
" Ad allargare gli orizzonti della radio ha contribuito proprio internet: noi, ad esempio abbiamo avuto un notevole incremento di radioascoltatori con i collegamenti sportivi in diretta; ogni domenica seguiamo il campinato nelle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, e abbiamo registrato una media di 50 ascoltatori sulla web radio oltre quelli che ci seguono via etere in frequenza modulata e oltre 100 collegamenti di utenti che seguono i risultati delle partite sul nostro sito".
Questa'anno ricorre il 27° anniversario della fondazione di RADIO CONCORDIA. In occasione del 50^ di sacerdozio di mons.Giuseppe Petralia, il consiglio pastorale diocesano decise di " regalare" alla diocesi "Radio Concordia". Il 19 novembre 1977, con le note dell'Aida di Giuseppe Verdi, iniziarono le trasmissioni radiofoniche dell'emittente diocesana. il 13 novembre 1997 si è celebrato il ventennale di attivita con la presenza di S.E. il card. Ersilio Tonini. Dal 2001 collabora con il circuito nazionale "Rete inblu" .
La radio diffonde i suoi programmi in cinque provincesiciliane , ed ha istallati finora sette ripetitori : ad Agrigento (dove trasmette sui 101,400 e 88.000 mhz); sul monte Cammarata( 102,300Mhz); a Naro ( 102,600 Mhz); a Licata ( 100,200) Mhz); a Sciacca ( 103,250 Mhz ), a Canicatti' ( 97,000 Mhz); a S. Elisabetta ( 96,500 Mhz).

Tratto Dall' Amico del Popolo
del 17 Ottobre 2004
 

 

 

Curia Arcivescovile di Agrigento

Ufficio Comunicazioni Sociali

_____________

 

Comunicato stampa

 

 

Il Rettore della Chiesa di S. Calogero Mons. Lucio Li Gregni e i Parroci della città, riuniti dall’Arcivescovo, dopo una approfondita riflessione teologico-pastorale sono pervenuti a queste decisioni:

I – Un popolo di fedeli cristiani non può essere punito per una manifestazione squallida e irriverente di pochi.

Sono assoluta maggioranza quelli che, in occasione della festa di S. Calogero, ricorrono ai Sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia, compiono gesti di carità verso i più poveri e gli stranieri, fanno pellegrinaggi, anche a piedi nudi, in spirito di penitenza e come ringraziamento per grazia ricevuta, in occasione di dolorosi eventi familiari.

II – L’assalto alla statua, fatto da pochi, è un gesto che squalifica la fede della comunità, perché esprime fanatismo superstizioso ed è nello stile del culto degli idoli. La statua è un richiamo al Santo, che è presso il Signore. Abbracciare la statua o asciugarla non appartiene alla pietà religiosa e non si giustifica perché si tratta di un gesto orientato al legno della statua.

Gesti di questo genere trasformano una pubblica manifestazione di fede in una controtestimonianza di idolatria e di paganesimo.

Non basta un abbraccio alla statua per esprimere la fede, che consiste nel credere, come S. Calogero, nel Signore, vivere in grazia di Dio, testimoniare con la preghiera e con l’osservanza dei dieci Comandamenti, di essere discepoli, che vivono con il Signore Gesù e si impegnano di imitarlo ogni giorno.

È viltà l’accettazione supina di questi segni alienanti.

Non è più sopportabile una simile mistificazione, che mortifica la dignità di tutti.

Pertanto, a causa del danneggiamento, la statua sarà sostituita.

III – Per la preparazione alla processione di domenica prossima è prevista, presso la Questura, per venerdì, una riunione con una delegazione di portatori, disposti ad assumere personale responsabilità per la riuscita della processione come manifestazione di fede e di preghiera.

Siamo aperti alle decisioni, che con responsabilità e a tutela dell’ordine pubblico, saranno adottate.

Viviamo in un clima di carità e di pace questi giorni di grazia. Ognuno si senta responsabile e aiuti il vicino a comportamenti dignitosi.

 

  

P. S.

 

Il Sindaco della Città, che ha manifestato lodevolmente interesse per la manifestazione, è invitato a farsi carico, come è suo dovere, della responsabilità e dell’opera della Polizia Municipale, alla quale spetta il governo della città e l’ordine pubblico, attorno alla statua, sempre con la collaborazione delle Forze dell’ordine.

 

 

Il Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali

don Carmelo Petrone

 

 

 

Curia Arcivescovile di Agrigento

Ufficio Comunicazioni Sociali

_____________

 

Comunicato stampa

 

In seguito alla richiesta dei profughi sudanesi, fatta pervenire tramite l’On. Angelo Capodicasa all’Arcivescovo ieri, si comunica che Padre Cosimo Spadavecchia, missionario comboniano nel Sudan per 18 anni che si è occupato anche della cura pastorale dei profughi sudanesi in Egitto per 18 anni, sabato 10 luglio, su invito dell’Arcivescovo, incontrerà la comunità cattolica dei sudanesi sulla nave “Cap Anamur” per assisterli spiritualmente e domenica celebrerà con loro la Messa.

 

Il Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali

don Carmelo Petrone

 

 

 

 

 

 

 

Ha ancora un senso festeggiare  San Calogero? Certamente sì!

Però dipende dall’ampiezza e dalla profondità del respiro con cui viviamo il nostro rapporto con il Santo. Partiamo da una constatazione ovvia: la società in cui viviamo – questa nostra società – risulta sempre più caratterizzata da una mentalità e da una prassi che niente hanno a che vedere con la logica del Vangelo. E molti di noi, che pur si dicono cristiani, ne risultano contagiati e condizionati.

Eppure la devozione a San Calogero  resta intatta: le manifestazioni in Suo onore sono sempre attese e partecipate.

Un controsenso, però, per cui è legittimo e doveroso chiedersi: ma che significato hanno tante commosse e commoventi manifestazioni di affetto se poi non hanno riscontro concreto nella nostra vita quotidiana? E degenerano in atti come quelli a cui abbiamo assistito ieri? (atti che è doveroso sottolineare limitati a poche decine di persone)

I Santi sono forse dei feticci da scongiurare o dei potenti da implorare per ottenere quello che non osiamo chiedere direttamente a Dio, la cui presenza riteniamo inquietante perché esigente ed impegnativa?

Il culto dei Santi non è certamente elemento accessorio alla nostra fede. E’ sostanza di essa, fa parte di quel nucleo fondamentale di verità che caratterizzano la fede cattolica: il “Credo”. “Credo… la comunione dei santi…” diciamo e professiamo ogni domenica nel “Credo”. Però, non si tratta di una verità a sé stante: ha un senso se accettata assieme a tutte le altre elencate prima o subito dopo.

Solo se la nostra non è una fede soggettiva ma viva basata sulla Parola rivelata;

solo se la nostra fede è sinceramente vissuta come ricerca ansiosa di Dio e come disponibilità a seguire le vie da Lui indicate;

solo allora diventiamo capaci di capire la vera grandezza dei Santi e di stabilire con loro un rapporto costruttivo e intelligente.

Staccato dal rapporto con Dio il loro culto non ha senso e rischia di trasformarsi in sterile fanatismo cieco ed ottuso o in meschino pretesto per esibirsi. I Santi sono sacramento, manifestazione della grandezza di Dio, frutto della Sua opera, specchio della Sua santità: senza di Lui non esistono e se non ci conducono a Lui li facciamo scendere al livello di idoli falsi e bugiardi!

Carmelo Petrone

 

 

Una straordinaria folla di gente ha circondato per tutto il giorno la statua di San Calogero per le vie del centro storico di Agrigento nella processione della prima domenica.

Come ogni anno,e forse più degli ultimi, migliaia di persone si sono recate in pellegrinaggio al Santuario e hanno partecipato alla festa per seguire o per vedere passare il Santo nero.

Ma quanto accaduto ieri mattina fa sorgere qualche dubbio rispetto alla possibilità che una tradizione che si protrae da tempo immemorabile forse è da  considerarsi prossima ad una svolta clamorosa.

I danneggiamenti e le mutilazioni inferte alla statua, appena restaurata, sono i segni di atti di sconsiderata scompostezza che offendono tutti e che colpiscono, in particolare la sensibilità dei fedeli.

Gli inviti dei giorni scorsi sono caduti nel vuoto e purtroppo non è stato possibile sterilizzare le punte più accese di un fanatismo che niente ha  a vedere con la devozione e che anzi è in contrasto e in alternativa  alle autentiche manifestazioni di fede.

La gravità di alcuni comportamenti potrebbe anche preludere a decisioni sofferte ma doverose per arrestare una deriva che rischia di compromettere una tradizione di grande incidenza nella vita civile e religiosa locale.

Una tradizione che vede nella figura luminosa di questo Santo il simbolo e l’ espressione di valori morali e soprannaturali, capace di toccare nel profondo le convinzioni e le aspirazioni del popolo.

Una tradizione di amore e di fede che non può essere compromessa da episodi isolati e isolabili e che non mette in discussione il tributo di amore e di fede che la gente nutre nei confronti di San Calogero.

Episodi tanto tristi quanto inutili, capaci di scalfire la statua del Santo ma non certo la sua statura  ne la cifra della devozione del popolo agrigentino nei suoi confronti.

 

Salvatore Pezzino

 

 

 

Arcidiocesi di Agrigento

 Ufficio Comunicazioni Sociali

 

 

 Agrigento 02/07/04

 

 

 

Si comunica che gli uffici della Curia Arcivescovile di Agrigento nei mesi di Luglio e Agosto resteranno aperti da martedì a venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00.

 

d.Carmelo Petrone

 

 

Per informazioni:

tel. 0922/490011

fax 0922/490024

e-mail: curiag@diocesiag.it

 

Arcidiocesi di Agrigento

 Ufficio Comunicazioni Sociali

 

   

Agrigento 30/06/2004

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

  

            Dal 2 all’11 luglio prossimi, l’Arcidiocesi di Agrigento ospiterà, presso l’Hotel Capo Rossello, la Scuola Regionale di pastorale Familiare, organizzata dalla Conferenza Episcopale Siciliana, in collaborazione con la Facoltà Teologica di Sicilia.

            Il corso di formazione, articolato in due anni di insegnamento, coniugando gli aspetti dottrinali e pastorali, vuole favorire lo sviluppo di una matura coscienza della vocazione al matrimonio e della missione della famiglia e nel contempo promuovere una maggiore attenzione sul piano ecclesiale e sociali alla realtà del matrimonio.

            La scuola è frequentata da coppie e sacerdoti, provenienti da tutte le diocesi della Sicilia, che si preparano a svolgere un compito di animatori di Pastorale Familiare; le lezioni e le ore di esercitazione saranno svolte da relatori scelti trai i docenti delle Facoltà teologiche più prestigiose d’Italia.

 

 

d.Carmelo Petrone

 

 

 

 

 

 

 

Arcidiocesi di Agrigento

 Ufficio Comunicazioni Sociali

 

 

Agrigento 26/04/2004

 

 

 

           Oggetto: Settimana Biblica Diocesana

 

 

         A conclusione del Congresso Eucaristico, ( Giugno 2003), la Chiesa agrigentina ha trovato nel libro degli Atti degli Apostoli le indicazioni per presentare, rinnovare, le caratteristiche fondamentali della Chiesa.

         Fra queste, prima di tutto l’ascolto di Dio e dell’uomo.

Alla maturazione di questo atteggiamento, la Chiesa agrigentina ha dedicato l’anno pastorale 2003/2004 “ciò che lo Spirito dice alla Chiesa”.

         Momento conclusivo di questo cammino di Chiesa sarà la Settimana Biblica Diocesana , tutta centrata sul libro degli Atti degli Apostoli, che si terrà dal 29 Giugno al 2 Luglio presso il Seminario Arcivescovile di Agrigento (p.zza don Minzioni, 19). Guiderà  la riflessione P. Rinaldo Fabris, fra i più insigni biblisti italiani e che tante fatiche letterarie e pastorali ha dedicato all’argomento.

 

 

 

            d.Carmelo Petrone

 

 

 

 

 

 

Arcidiocesi di Agrigento

 Ufficio Comunicazioni Sociali 

Agrigento 26/04/2004

 

Comunicato Stampa

 

Mercoledì 30 Giugno, alle ore 11.00, presso la sala “Giovanni Paolo II” del Palazzo Vescovile si terrà la conferenza stampa di presentazione della festa di San Calogero.

Prederanno parte alla conferenza stampa l’Arcivescovo, mons. Carmelo Ferraro, il Questore di Agrigento, dott. Carmelo Casabona ed il rettore del Santuario di San Calogero, mons. Lucio Li Gregni.

 

 

 

d. Carmelo Petrone

 

 

 

 

Arcidiocesi di Agrigento

 Ufficio Comunicazioni Sociali

   

 

Agrigento 26/06/04

 

 

Comunicato Stampa

 

            Lunedì 28 Giugno, vigilia della Solennità dei Santi Pietro e Paolo, alle ore 19.00, nella Cattedrale di Agrigento, mons. Carmelo Ferraro, ordinerà quattro nuovi presbiteri:

 

- don Giuseppe Livatino della comunità ecclesiale di Canicattì;

- don Marco Vella della comunità ecclesiale di San Giovanni Gemini

- don Maurizio Di Franco della comunità ecclesiale di Canicattì

- don Giuseppe Agrò della comunità ecclesiale di Siciliana

 

 

 

 

d.Carmelo Petrone

 

 

 

                                           Agrigento 20/05/04

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

E’ una dato di fatto che i media abitano ormai stabilmente le case degli italiani. Se la ricerca quantitativa ci offre un quadro preciso sulla rilevante presenza dei media tra le mura domestiche, ancora più interessante è verificare il ruolo che essi assumono nel vissuto familiare, all’interno delle relazioni tra i vari membri della famiglia. E’ evidente che non si tratta di una presenza marginale o di poco conto. I media sono diventati una componente strutturale della vita famigliare e incidono in modo profondo sulle dinamiche relazionali, più di quanto non si pensi.

            Tutti gli aspetti costitutivi della vita familiare sono segnati dalla presenza dei media con fattori certamente positivi, ma anche con elementi di indubbio rischio. Occorre pertanto riflettere con maggiore attenzione e abituarsi a fare del rapporti tra media e famiglia un ambito di attento discernimento e di sapiente valutazione.

            Se da una parte i media offrono oggi alla famiglia “opportunità illimitate di informazione, di educazione, di arricchimento culturale e perfino di crescita spirituale”, dall’altra – ricorda Giovanni Paolo II nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali - , “questi mezzi hanno la capacità di arrecare grande danno alle famiglie, presentando loro una visione inadeguata  o perfino distorta della vita”. (n.2)

            Se tale è l’incidenza dei media sulla vita familiare come è possibile orientare in senso positivo la loro presenza in famiglia? Per affrontare correttamente la questione non si può ridurla alla sola responsabilità nell’uso dei media da parte della famiglia. Il sistema comunicativo è uno dei fattori principali della vita sociale, economiche e politica del nostro Paese e pertanto la questione si pone nei termini di una necessaria e imprescindibile sussidiarietà  tra tutti i soggetti coinvolti, nel rispetto dei diritti, delle competenze e delle responsabilità di ciascuno.

E’ in questa prospettiva che l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Curia, in collaborazione con la Libreria Paoline, l’Assessorato alle politiche familiari della Provincia Regionale , l’Amico del Popolo, Radio Concordia, Telepace, l’Ufficio Famiglia della Curia, l’Unione della Stampa Cattolica sezione di Agrigento invitano le famiglie, gli operatori della comunicazione, le istituzioni, la società civile tutta al convegno sul tema: “I media in famiglia: un rischio e una ricchezza”, che si terrà Venerdì 21 maggio, alle ore 17.30, presso la casa del clero (via Garibalbi – accanto alla Chiesa di San Francesco di Paolo). Interverrà al convegno Cristina Beffa, direttore della rivista nazionale  “Famiglia Oggi”.

 

 

d.Carmelo Petrone

 

 

 

Agrigento 18/05/2004

 

 

 

Anche nell’Arcidiocesi di Agrigento, in sintonia con la Chiesa italiana, sarà celebrerà la 38a Giornata per le Comunicazioni Sociali.

 

Due sono gli appuntamenti in programma:

 

-         Venerdì 21 maggio, con inizio alle ore 17.30, si terrà, presso la Casa del Clero di Agrigento (Via Garibaldi Accanto alla Chiesa di San Francesco di Paola), un convegno di riflessione sul tema della Giornata: “I Media in famiglia: un rischio e una risorsa”.

Interverrà al Convegno Cristina Beffa, direttore della Rivista “Famiglia Oggi”.

 

-         Domenica 23 maggio, 38a Giornata per le Comunicazioni Sociali, alle ore 12.00, presso la parrocchia della Provvidenza di Agrigento (di fronte al campo Sportivo “Esseneto”)  sarà celebrata una Messa a tema presieduta  dal vicario generale, Mons. Salvatore Muratore.

 

Il tema della 38a Giornata per le Comunicazioni Sociali invita ad una sobria riflessione sull'uso che le famiglie fanno dei mezzi di comunicazione e, a sua volta, del modo in cui la famiglia e le preoccupazioni della famiglia vengono trattati dai mezzi di comunicazione. Ma ancora,  invita a riflettere sulla grande opportunità educativa che le risorse mediali svolgono proprio all’interno del nucleo famigliare, senza peraltro nascondere i rischi e i limiti di una fruizione passiva acritica.

 

 

 

 

d.Carmelo Petrone

 

 

 

Agrigento 14/05/04

  

            Il 28 giugno 2004, vigilia della solennità dei Santi Pietro e Paolo, l’arcivescovo mons. Carmelo Ferraro ordinerà quattro nuovi presbiteri.

         L’annuncio è stato dato ieri sera, 13 maggio, festa della Madonna di Fatima e XXVI anniversario dell’ordinazione episcopale di Mons. Carmelo Ferraro, al termine della celebrazione eucaristica in Cattedrale.

 E gli ordinandi sono:

 -         Giuseppe Livatino della comunità ecclesiale di Canicattì;

 

 -         Marco Vella della comunità ecclesiale di San Giovanni Gemini;

 

-         Giuseppe Agrò della comunità ecclesiale di Siciliana;

 

-         Maurizio Di Franco della comunità ecclesiale di Canicattì.

 

d. Carmelo Petrone

 

Per informazioni:

tel 0922/490029 fax 0922/490024

e-mail: ufficiocomunicazioni@diocesiag.it

 

Agrigento 08/05/2004

  

COMUNICATO STAMPA 

            Come già annunciato precedentemente, quella di domani (9 maggio) sarà una giornata, per l’Arcidiocesi di Agrigento, ricca di eventi ecclesiali: 

- 9 maggio 1993- 9 maggio 2004: XI anniversario della venuta di Giovanni Paolo II in Agrigento. Mons. Carmelo Ferraro ricorderà l’evento, alle ore 10.00, con una celebrazione commemorativa a piano “San Gregorio” dinanzi la Croce-ricodo della storica visita.  

- A partire dalle ore 9.00, organizzato dall’Ufficio Famiglia della Curia, presso i locali del Seminario Arcivescovile di Agrigento, si terrà il XIV Convegno delle famiglie dal titolo: “Famiglia soggetto sociale”. Il direttore dell’Ufficio Famiglia sintetizza così le motivazioni della scelta di questo tema: “non esiste dimensione spirituale della famiglia senza dimensione sociale. La famiglia rappresenta la prima cellula vitale della società; anzi essa è già una società che si alimenta dal legame di amore e di solidarietà dei suoi membri”. L’argomento sarà trattato dall’Avv.Ciro Intimo e dall’Ing. Nicola Lo Castro rispettivamente Vice Presidente Nazionale del Forum delle Associazioni Familiari e Presidente del Forum Regionale. 

- Lo stesso giorno a Menfi (Ag) si svolgerà il XII Convegno delle confraternite dell’Arcidiocesi di agrigentina. E’ un importante appuntamento annuale per le 56 confraternite che operano nell’arcidiocesi, per comunicarsi le proprie esperienze e per esortarsi a continuare il cammino di formazione cristiana e di testimonianza da rendere alla comunità ecclesiale e civile attraverso le iniziative di religiosità popolare e le opere di solidarietà con chi soffre. Tre saranno i momenti che scandiranno la giornata:

- quello della riflessione. Il Dott.Salvatore Pezzino, vice direttore di Telepace, inviterà a riflettere sul tema: “Le confraternite segno di speranza per una società migliore”;

- il cammino di fraternità: momento di testimonianza di fede. I confrati e le consorelle, rivestiti del saio tipico di ogni confraternita, parteciperanno alla processione eucaristica che da Via Volpe si snoderà fino a P.zza Vittorio Emanuele;

- la celebrazione Eucaristica presieduta dal S.E.Mons. Luigi Bommarito, arcivescovo emerito di Catania.

 

 d. Carmelo Petrone

 

 

 

 

 

 

 

Dinnanzi all’omicidio di Giuseppe Gagliano a san Leone dalle pagine di questo settimanale non possiamo non riaffermare la gravità del fatto senza attenuanti, e nello stesso tempo scrutare con obiettività e volontà di capire l'enigma che sta dietro a fatti del genere.

Episodi come quello accaduto non vanno giudicati restandone al di fuori, pensando che cose del genere non possano capitarci.

Perché?”. E’ l’interrogativo che in molti si sono posti dinnanzi al gesto assurdo di quel minorenne che, pare per uno sguardo a delle ragazze in compagnia di Giuseppe, è passato dallo sguardo, alle parole fino al gesto balordo dell’accoltellamento del ventenne.

Di certo l’illegalità come la criminalità, e questo episodio come altri simili contiene entrambe, a cominciare dalla presenza disinvolta dell’arma da taglio, si apprendono: i ragazzi assorbono norme favorevoli alla devianza frequentando chi già condivide questi valori.  

Il rischio di considerare "casi estremi" fatti come quello accaduto al lungomare sanleonino e di non leggerli a fondo è grande ed è dovuto anche al bombardamento continuo di notizie su quello che accade senza un giudizio morale. L'idea è che il vero male è sempre un altro. Bisogna ricominciare a far pensare i ragazzi, a farli riflettere sull’importanza della vita. E' importante, che li si impegni, sin da piccoli, ad una ricerca che valuti le cose, mostrando quelle che portano al bene e quelle che portano al male, facendo scoprire loro dei riferimenti importanti e dei valori, che forse sono proposti ma che spesso si smarriscono per vicende di vita.

E’ vero, anche, che gli adulti faticano a capire che è importante, attraverso una presenza ed una compagnia assidua, educare i ragazzi a comprendere ciò che è bene e ciò che è male (nel nostro caso c’è un elemento veramente scioccante, emblematico di come il male è ridotto a banalità: il ragazzo dopo aver accoltellato Giuseppe Gagliano, stando alla ricostruzione dei carabinieri, è ritornato a casa e si è addormentato come se nulla fosse successo!) . Si tratta di un'opera di rieducazione che deve interessare innanzitutto loro e poi i ragazzi che vanno aiutati a scoprire, amare e criticare la vita nel suo insieme. Ci si preoccupa che i ragazzi stiano bene, che si impegnino a scuola  però non c'è più la 'compagnia'. In famiglia si sta poco insieme. Ci sono figli che non sanno quello che fanno i genitori e genitori che ignorano la vita dei loro figli. Manca la capacità di dialogo e di confronto.

Urge, è vero, un maggiore controllo da parte delle Forze dell’ordine, specie in zone come quelle teatro dell’omicidio, ma dinnanzi a casi del genere non ci sono controlli che tengano. Il problema è a monte, certo l’opera di prevenzione si avvale anche del contributo delle Forze dell’ordine, ma senza una collaborazione della società civile nel suo insieme a poco servono i controlli,  nella migliore delle ipotesi, possono reprimere un crimine o assicurare alla giustizia l’assassino.

I genitori e tutte le agenzie educative, non devono abdicare al loro ruolo. Si può essere amici dei ragazzi senza dimenticare di esserne genitori ed educatori. Reinventare i modi dello stare insieme, dare dei consigli, spiegare il perché di alcune decisioni e regole diventa prioritario. Se il genitore si impegna per primo a conoscere ciò che è bene e ciò che è male, può riuscire a spingere il figlio nella ricerca. Ma se non ha convinzioni come farà a guidarlo? Ma anche i figli possono aiutare i genitori accettando il confronto ed il dialogo senza chiudere loro la porta in faccia.

Ma ancora, il caso specifico pone una domanda: qual è il peso che dà all'omicidio, e quindi alla vita, la nostra cultura e la nostra società? Le condanne miti circa l'omicidio, e le violazioni della vita in genere,  possono indurre a ritenere che non sia così grave, se poi si danno pochi anni di pena, che il “buon comportamento” in carcere ridurranno ancora. Insomma esiste un rischio serio: trasmettiamo ai giovani, ai minorenni, un messaggio “facile sull'omicidio?”.  Non vogliamo aggregarci al club dei forcaioli, soprattutto quando gli imputati sono degli adolescenti.

E poi, mi chiedo, non cadiamo in contraddizione a proposito dei nostri ragazzi? Sono “grandi” quando debbono acquisire la patente, quando debbono uscire di casa, avere rapporti in libertà. Sono troppo piccoli quando debbono rispettare la vita.

Molti oggi, dopo questo fatto scellerato che ha scosso non poche coscienze, si chiedono “perché?”. Domanda antica ed a cui solo in parte si riesce a rispondere con parole d’uomo. E questa impossibilità suggerisce una risposta “altra” rispetto a quelle, pur necessarie, degli esperti, dei commentatori, della gente. Probabilmente non la si leggerà sui giornali , neppure verrà declamata in qualche dibattito televisivo. La incontreranno, nel silenzio, coloro che, sperimentandoli nella propria vita ed in quella altrui, sanno che il male, la sofferenza e la morte non sono le parole ultime.

Carmelo Petrone

 

 

 

Giovaninfesta 2004  

 

Anche quest’anno si torna a parlare di Giovaninfesta, il grande raduno della gioventù cattolica agrigentina che  il prossimo 1° maggio spegnerà le sue prime venti candeline.

Gli inviti sono già stati inviati a tutti i gruppi giovanili della Diocesi di Agrigento, a quei 5.000 giovani che anche quest’anno non rinunceranno a vivere un giorno di festa, gioia, musica e, naturalmente, preghiera e incontro con testimoni d’eccezione!  Il tema che quest’anno ha guidato la Pastorale Giovanile diocesana e nazionale – “Vogliamo vedere Gesù” - sarà sviluppato nel corso dell’intera giornata attraverso momenti di preghiera e testimonianze che ci aiuteranno ad immergerci gradatamente nel mistero dell’Amore e dell’Amicizia di Dio.

Dopo una fugace colazione e le iscrizioni in segreteria, i giovani intervenuti vivranno, alla presenza dell’Arcivescovo Mons. Carmelo Ferraro, un primo momento di preghiera durante il quale, come i Greci giunti a Gerusalemme alla ricerca di Gesù (Gv 12,20-22), scopriranno che il senso del loro essere lì presenti sta tutto nel loro desiderio di riscoprire il volto di Gesù nelle loro storie, nella loro vita, nelle gioie e nelle difficoltà di ogni giorno.

I testimoni della mattina, i quattro giovani consacrati della comunità “Nuovi Orizzonti”, fondata nel ’91 da Chiara Amirante, ci racconteranno la loro esperienza di incontro con il Risorto: Tonino, Francesca, Angela e Marco - questi i loro nomi – hanno scoperto in sé il Volto di Cristo, lo hanno incontrato e hanno trovato in Gesù il senso della loro vita.

La mattinata si concluderà con un breve momento di preghiera innanzi al SS.mo Sacramento a cui seguirà la processione eucaristica da P.zza Duomo a P.zza Giulio Cesare, dove sarà allestita una tenda per l’adorazione permanente ed un’area riservata al sacramento della Riconciliazione.

Nel pomeriggio, con l’aiuto di Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano che da anni opera a favore degli ultimi del mondo, e di quattro giovani della Comunità di Sant’Egidio, scopriremo come sia possibile e doveroso riscoprire il Volto di Cristo nel fratello che soffre e chiede aiuto, magari proprio sulle strade della nostra vita: nella condivisione del dolore del mondo stà il senso del nostro dirci cristiani.

Il pomeriggio si concluderà con la processione che da P.zza Giulio Cesare si concluderà in P.zza Sant’Antonino, dove avrà luogo la Celebrazione Eucaristica. Sarà il culmine dell’intera giornata, il momento in cui i fedeli potranno ritrovarsi attorno al loro Arcivescovo per riconoscere Gesù allo spezzar del pane.

La lunga ed intensa giornata si chiuderà in musica in P.zza Duomo.

 

 

 

LE CIFRE … DELLA DISPONIBILITÀ

 

È giunto quasi al traguardo il lungo cammino di preparazione di Ribera per la manifestazione diocesana del 1° Maggio.

Circa 1 anno fa, a Canicattì, una delegazione dei giovani riberesi insieme al loro sindaco, ricevette la croce del Papa che dall’inizio della Quaresima 2004 ha visto coinvolte le 7 comunità parrocchiali della città e i paesi limitrofi (Calamonaci, Villafranca…) in una Peregrinatio Crucis che è stata anche momento di preparazione per la Pasqua.

2 gli spettacoli musicali in Piazza Duomo, durante i quali si sono esibiti 40 giovani (cantanti, musicisti, scuole di ballo, gruppi musicali).

7 le Giornate di Spiritualità, organizzate dal Centro Diocesano per le Vocazioni e dal Seminario Vescovile, tenutesi nei locali dei Vocazionisti  ogni 3^ Domenica del mese.

250 i volontari che faranno servizio per il Giovaninfesta ma che sono già scesi in piazza per celebrare insieme alla comunità cittadina la Domenica delle Palme nonché XIX Giornata Mondiale della Gioventù, per dare il loro contributo per lo svolgimento sereno e ordinato della manifestazione del 4 Aprile.

Decine le riunioni di coordinamento e di incontro tra i giovani della costituenda consulta cittadina e l’equipe diocesana guidata dal Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale Giovanile Don Enzo Sazio.

5 gli incontri di informazione/formazione dei capi equipes e 2, fino ad oggi, quelli con tutti i volontari.

39 le equipes formate per i vari servizi da svolgere durante la manifestazione.

La preparazione di un evento, che ha raggiunto presenze notevoli – lo scorso anno erano più di 5.000 i giovani intervenuti –, continua in modo più fervente negli ultimi giorni.

Il Giovaninfesta quest’anno, tra le altre novità, vuole far gustare ancora di più l’ospitalità della comunità riberese. È stato chiesto alle famiglie di preparare 600 torte (ciambelle o pan di spagna) e 300 litri di caffè per la colazione dei pellegrini.

Per il 1° Maggio sono previsti 2 punti di arrivo, a seconda delle direzioni da cui giungono i pullman – Sciacca e Agrigento.

Sono 3 le piazze coinvolte: Piazza Duomo, dove i pellegrini si registreranno, faranno colazione e ascolteranno la prima testimonianza e ritorneranno a sera per lo spettacolo musicale; Piazza Giulio Cesare per la seconda testimonianza, le confessioni, la tenda dell’adorazione, l’animazione pomeridiana; Piazza S. Antonino per la Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Mons. Carmelo Ferraro.

9 gli ospiti che ci racconteranno del loro incontro con Gesù, 4 giovani della Comunità Nuovi Orizzonti – lo scorso anno, a Canicattì, i giovani avevamo avuto la possibilità di ascoltare la fondatrice della comunità, Chiara Amirante – 4 giovani della comunità di Sant’Egidio e Alex Zanotelli, frate comboniano.

Per ultimo non possiamo non citare il n. 20, l’età del Giovanifesta! Tutto iniziò nel 1984, quando i giovani si riunivano al Palazzetto dello Sport di Agrigento per vivere insieme la stessa gioia che ancora oggi accomuna le due generazioni: stare insieme condividendo l’incontro con un comune Amico.

                                                                                                           

 

 

 

Agrigento 02/04/04

 

COMUNICATO STAMPA

 Il prossimo 4 aprile – Domenica delle Palme e, per volontà del Santo Padre, Giornata Mondiale della Gioventù – l’Arcivescovo di Agrigento, Mons. Carmelo Ferraro, presiederà a Ribera la Celebrazione Eucaristica con il rito della benedizione delle Palme.

È ormai consuetudine che la città designata quale sede del Giovaninfesta viva unitariamente la Domenica delle Palme alla presenza dell’Arcivescovo. 

La celebrazione si volgerà secondo il seguente programma: 

ore 17.30 – P.zza Giulio Cesare: Riro della benedizione delle Palme e  

partenza della processione verso la Chiesa Madre dove sarà celebrata la Santa Messa.

Al termine della Celebrazione, in P.zza Duomo, le diverse realtà musicali della città di Ribera, con il Patrocinio dell’Arcidiocesi di Agrigento - Ufficio per la Catechesi e la Pastorale dei Giovani, si esibiranno per gli intervenuti.

Tale iniziativa rientra nel programma organizzato in preparazione al Giovaninfesta allo scopo di promuovere l’evento, di coinvolgere la realtà giovanile locale e di presentare il tema della giornata del 1° maggio “Vogliamo vedere Gesù”.

 

d.Carmelo Petrone

 

                                                      

 

 

   

Agrigento 12/12/03 

 

COMUNICATO STAMPA 

Il gruppo dei sacerdoti del giovane clero riunito ad Aragona per l’incontro periodico di formazione, avendo appreso del grave danno subito dalla Chiesa Madre di Cattolica Eraclea per il crollo della settecentesca cupola, esprime al parroco, don Nazzareno Ciotta, e all’intera comunità ecclesiale i sensi della più viva vicinanza e solidarietà. 

Nonostante l’assoluta attenzione rivolta negli ultimi anni alla struttura l’accaduto ci ricorda le ragioni di una certa imprevedibilità e di un rischio che tutte le attenzioni e le prevenzioni non riusciranno mai ad estinguere. 

 

d.Carmelo Petrone

Agrigento 06/12/2003

 

 

Comunicato Stampa

 

         Giorno 9 dicembre, alle ore 16,30, presso i locali del Seminario Arcivescovile di Agrigento, su iniziativa dell’Ufficio Famiglia, di concerto con la Consulta Diocesana di Pastorale Familiare, si terrà un’incontro sulle politiche familiari alla luce della legge regionale 31 luglio 2003 n 10: “Norme per la Tutela e la Valorizzazione della Famiglia”.

         L’incontro mira a richiamare l’associazionismo della Provincia di Agrigento a recuperare la propria vocazione comunitaria e mobilitare tutte le risorse pubbliche e private per realizzare concretamente l’effettiva integrazione tra le politiche socio-sanitarie, assistenziali e fiscali con quelle familiari, abitative, occupazionali, formative ed ambientali.

         D’altro canto, questo è un momento particolarmente favorevole per il rilancio della famiglia quale elemento essenziali del sistema di welfare, perché la recente legge regionale 31 luglio 2003 n.10 che detta specifiche “Norme per la Tutela e la Valorizzazione della Famiglia”, prefigura l’istituto familiare come protagonista del proprio futuro.

         Per questo motivo, tutti coloro che sono interessati direttamente o indirettamente al problema (associazioni, gruppi, movimenti ecc.) sono invitati a partecipare all’incontro in occasione del quale il responsabile del Forum delle associali familiari della Sicilia, Nicola Lo Castro, esporrà il contenuto della citata legge regionale e fornirà tutte le indicazione utili per la costituzione, anche nella nostra Provincia, dei Forum delle associazioni familiari.

 

d.Camelo Petrone