Porto S Stefano il porto della pirarella e la Fortezza
Logo Amedeo.jpg (95776 byte) Itinerario 1 – Orbetello, Duna della Feniglia, Orbetello.

 Percorso in sintesi.

Orbetello, Via Aurelia Antica, Via di Cameretta, Duna della Feniglia, Strada della Feniglia, Strada Provinciale Orbetellana, Orbetello.

Totale Km. 19 circa.

Idea.

E’ quella di proporre un percorso adatto a tutta la famiglia, percorribile con qualsiasi tipo di bicicletta e nel massimo della sicurezza stradale.

Raccomandazione.

Casco sempre ben allacciato e occhiali indossati a protezione degli occhi. Non dimenticate di idratarvi e di …respirare….

Consiglio.

Portatevi una macchina fotografica una penna e un taccuino. Un binocolo piccolo non guasta.

Descrizione dell’itinerario.

Il tour inizia nell’aria pedonale/ciclabile di Orbetello dove è posizionato il pontile di attracco del battello che effettua le gite nella laguna di Ponente, di fronte al Duomo, 01.jpg (99732 byte)-02.jpg (110293 byte) in direzione Orbetello Scalo. Da quel punto, fino al suo termine, la ciclabile misura 3 Km circa. Questo tratto di strada, seppur breve, offre interessanti spunti storici e d’osservazione. Percorsi infatti poche centinaia di metri alla nostra destra sono visibili le antiche e imponenti mura erette a difesa della città 03.jpg (153475 byte) -04.jpg (132067 byte)mentre, di fronte, una antica porta principale di ingresso al paese 05.jpg (155868 byte). Continuando, parallela alla ciclabile, la laguna di Ponente mostra l’avifauna che ospita. Facilmente individuabili sono colonie di folaghe, fenicotteri rosa, garzette, anatre. In particolare quest’ultime sono talmente abituate alle persone che danno loro da mangiare che si fanno tranquillamente avvicinare 06.jpg (151042 byte). Per gli appassionati di birdwatching sono stati individuati tre punti di avvistamento 07.jpg (150000 byte) per osservare e fotografare le colonie di uccelli migratori. Giunti alla fine della ciclabile si svolta a destra per immetterci in Via Aurelia Antica. La strada che misura 600 Mt. è aperta al traffico anche se modesto. Al termine ancora a destra per imboccare Via di Cameretta. Anch’essa è aperta al traffico veicolare (modestissimo) e diventa pedonale e ciclabile dopo circa un Km. La sua lunghezza, invece, è di 4 Km e 325 Mt. La stradina nel tratto iniziale è delimitata ai lati da vecchie mura che recingono le varie proprietà private, poi si apre. Sulla sinistra corre parallela la ferrovia mentre, a destra, una serie ordinata di orti coltivati 08.jpg (173723 byte). Alla fine della Via, le vasche d’allevamento del pesce (spigole e orate) di Ansedonia. Oltrepassato il cancello, si prosegue dritti per 225 Mt. ed arrivati al bivio che conduce ad Ansedonia lo lasciamo alla nostra sinistra continuando ancora a destra per altri 170 Mt. fino a trovarci di fronte al cancello d’ingresso alla Duna della Feniglia lato Ansedonia 09.jpg (152994 byte), non prima di aver superato il ponte soprastante il canale regolatore del flusso delle acque tra la laguna ed il mare. La Duna è una lingua di terra sabbiosa formatasi a suo tempo dalla sedimentazione di detriti portati dalle correnti marine e divide le acque della laguna di Levante da quelle del mar Tirreno. Si sviluppa per una lunghezza di 6 Km. e 250 Mt., ed è una riserva naturale protetta dal Corpo Forestale dello Stato che ha due stazioni al suo interno. E’ percorribile solamente a piedi e in bicicletta. Lo stradone centrale che attraversa longitudinalmente tutta l’area boschiva è facilmente pedalabile essendo composto di terra battuta e breccia. Sabbia e aghi di pino ai bordi. Sulla sinistra contiamo sette accessi al mare mentre a destra dodici accessi al sentiero più interno anch’esso molto suggestivo perché completamente immerso nella pineta e, ancora più a destra di questo, lo stradello che segue l’andamento dell’arenile lagunare. Facilmente visibili specie nel tratto iniziale, colonie di daini 10.jpg (157412 byte) che, abituati alla presenza dell’uomo, si fanno amichevolmente avvicinare e fotografare in cambio di un pezzo di pane e di biscotti 11.jpg (151515 byte). Durante il tragitto s’incontra anche qualche volpe, qualche scoiattolo, qualche pavone. Più raramente i cinghiali. Molte sono le specie di volatili che volteggiano o si riposano sui rami degli alberi specie le ghiandaie. Sughere e pini sono dominanti. In alcuni punti i viali alberati formano dei veri e propri corridoi con la parte superiore a forma di arco grazie ai rami che si intersecano a vicenda come mostra la fig. 12.jpg (210014 byte) scattata alla fine della pineta in prossimità del cancello di uscita lato Porto Ercole.

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Variante per chi vuole percorrere il sentiero intermedio tra quello principale e lo stradello lagunare.

Dal cancello d’ingresso alla Duna, si percorrono poco meno di 800 Mt. dopodiché si svolta a destra e si percorrono poco più di 110 Mt. su uno stradello un po’ insidioso perché sabbioso e coperto da aghi di pino. Attenzione a qualche buca ma, soprattutto, ai tanti rametti e pezzi di legno che possono insinuarsi tra i raggi delle ruote. Al bivio si svolta a sinistra e si prosegue sempre per il sentiero principale senza prendere deviazioni intermedie. Il terreno è facilmente pedalabile anche se l’impressione è quella di un fondo pesante dovuto alla presenza di sabbia soffice e aghi di pino. Ci sono tratti in cui la sabbia è meno presente e la pedalata è più agevole. Non c’è presenza di sassi, pietre, rami e pezzi di legno 13.jpg (157742 byte). In altri tratti i bordi della strada sono “scavati” anche profondamente dalle ruote dei mezzi pesanti del Corpo Forestale dello Stato che effettuano le opere di disboscamento e rimboschimento all’interno della pineta. Lungo il percorso sono sistemati degli abbeveratoi per gli animali,14.jpg (149006 byte) ne ho contati sette, mentre tutto il tratto è ricco di profumi liberati dal bosco e dal sottobosco in cui siamo immersi. Come scrivevo all’inizio di questa proposta di itinerario …… non dimenticatevi di respirare …… Solo il tratto terminale di circa 250 Mt. è difficile da percorrere a causa di buche e solchi profondi che interessano il sentiero per tutta la sua larghezza. Terminato questo tratto, ancora pochi metri e il sentiero interseca, per immettersi, lo stradello lagunare. Il ciclocomputer segna 5 Km e 640 Mt. Ancora 360 Mt. e ci si trova di fronte al cancello d’uscita dalla Feniglia.

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Variante per chi vuole percorrere lo stradello che segue l’andamento lagunare.

Dal cancello d’ingresso alla Duna, si percorrono poco meno di 800 Mt. dopodiché si svolta a destra e si percorrono circa 110 Mt. su uno stradello un po’ insidioso perché sabbioso e coperto da aghi di pino. Attenzione a qualche buca ma, soprattutto, ai tanti rametti e pezzi di legno che possono insinuarsi tra i raggi delle ruote. Al bivio, si svolta a sinistra e si prosegue per il sentiero principale per poi svoltare a destra dopo 300 Mt. Abbiamo imboccato il sentiero più esterno rispetto ai due precedenti e che segue l’andamento lagunare. Personalmente è quello che preferisco meno. Il terreno in alcuni punti è facilmente pedalabile perché compatto, in altri è ricoperto da sassi affioranti e sparsi per tutta la sua larghezza; altri punti sono un susseguirsi di rami e pezzi di legno che possono infilarsi tra le corone e la catena o tra i raggi delle ruote. Disturbano anche i solchi, veramente profondi e presenti per lunghi tratti, lasciati dalle ruote dei veicoli pesanti del Corpo Forestale dello Stato. Costringono a pedalare in una lingua di terra centrale e, quando piove, si riempiono d’acqua e di fango. Per adesso si continua a pedalare nel bosco anche se la vegetazione è più rada, più spoglia, particolarmente alla destra. L’impressione è quella di un’area boschiva meno curata, più disordinata con rami caduti dagli alberi ed altri tagliati dai Forestali e sparsi alla rinfusa ovunque. Radure piccole invase da sterpaglia. In qualche punto la vegetazione lascia intravedere la laguna di Levante. Evitate assolutamente di recarvi sull’arenile. Il terreno sembra compatto mentre, in realtà, è melmoso e l’effetto “sabbie mobili” si percepisce immediatamente. Lo scrivo per esperienza personale. In sintesi, il tratto finora descritto è sicuramente poco emozionante e lo pedaliamo per 2 Km e 670 Mt. dal bivio d’immissione allo stradello. A questo punto la laguna si apre completamente rendendo visibile l’avifauna presente e la città di Orbetello in lontananza 15.jpg (103195 byte). Infine circa 350 Mt. prima del termine del percorso e per una lunghezza di un Km. è un susseguirsi di ….“radici emergenti”…. degli alberi che, affiorando dal terreno e perpendicolari alla direzione di marcia, rendono la guida un po’ “acrobatica” specie se si dispone di una bicicletta da turismo. In questo tratto di strada sono stati ubicati due accessi pedonali 16.jpg (152878 byte) che conducono ad altrettanti punti d’avvistamento. La lunghezza complessiva del percorso misurata dall’ingresso del cancello alla Riserva è di 6 Km e 455 Mt.

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Considerazioni.

Siete liberi di percorrere il sentiero che più vi fa piacere, pedalarli due o, perché no, tutti e tre; questo dipende unicamente da voi. La lunghezza indicata in circa 19 Km. si riferisce al percorso effettuato pedalando il solo stradone principale. Qualunque sia la vostra scelta mi permetto di darvi un piccolo consiglio. Togliete lo sguardo dal ciclocomputer. Non importa sapere quanti chilometri sono stati percorsi, la velocità massima raggiunta e quella media tenuta. Non importa perché non siamo in competizione con nessuno. Importa, invece e tanto, ammirare la natura che ci circonda, la flora, la fauna, l’avifauna che abbiamo intorno. Respirate forte l’aria che sa di pino, i profumi liberati dal sottobosco, sceglietevi una radura (ce ne sono tante) e, perché no, sdraiatevi direttamente sul suolo per assorbirne tutta l’energia. Oziate a guardare i volteggi in cielo delle varie specie di volatili. Rilassatevi e godete di questi momenti. Questo è quello che intendo io per “cicloturismo”.

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Alla fine tutti e tre i percorsi si convogliano in un unico punto 17.jpg (129330 byte) vale a dire di fronte al cancello d’uscita dalla Riserva lato Porto Ercole 18.jpg (100192 byte). 19.jpg (141027 byte)Si percorre una stradina cementata e praticamente dritta per 280 Mt. ed, arrivati al bivio si svolta a destra dove, dopo altri 610 Mt. ci si immette sulla ciclabile parallela alla Strada Provinciale Orbetellana. Prestate attenzione nel pedalare in questo breve tratto di strada. Il manto stradale anche se asfaltato è in pessime condizioni di manutenzione, solcato da buche lunghe e profonde che possono causare potenziali e pericolose cadute. La ciclabile, lunga 2 Km e 560 Mt. termina di fronte la Casa Cantoniera che funge da linea di confine tra il Comune di Monte Argentario e quello di Orbetello. E’ presente un attraversamento pedonale e ciclabile che porta dalla parte opposta dove ha inizio la pista ciclabile e pedonale in concomitanza con l’inizio della diga artificiale che conduce alla città di Orbetello 20.jpg (129682 byte). Come visibile dalla foto si percorre un tratto dritto lungo un Km che s’immette sul Lungolago. Alla nostra sinistra si osserva il molino a vento spagnolo del XVI secolo 21.jpg (133796 byte). Si continua a pedalare ancora sulla ciclabile per 550 Mt. fino a giungere al punto d’arrivo a completamento della nostra escursione.

Note.

Personalmente, ho pedalato più volte l’itinerario proposto così come scritto o sbizzarrendomi in Feniglia a transitare da una parte all’altra della pineta a caso. Ogni volta assaporo sensazioni nuove e profonde che mi fanno stare bene. Spero che lo stesso valga per chi vorrà provarlo.

Buona pedalata a tutti ………. Amedeo.