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Tratta dal libro:"QUEEN",Giunti
editore,Autori:Max Felsani,Michele Primi,Mauro
Saita
La
storia di una grande rock band appare spesso
come un processo casuale, in cui gli avvenimenti
sembrano rispondere a un disegno complessivo: la
suggestione della musica avvicina persone
diverse unendole in un sodalizio artistico e
umano unico, nel quale ogni elemento concorre a
creare lo spirito del gruppo, quella specie di
magia che pervade suoni e melodie e permette di
lasciare il segno.
I
Queen sono il frutto dell'incontro irripetibile
di quattro personalità fortemente
caratterizzate, nonostante le apparenze,
sull'armonia delle rispettive potenzialità
artistiche, su una grande amicizia e sul
rispetto di ogni singolo membro della band,
volto a creare un sound regale e unico. La
consapevolezza dell'importanza di tale unione è
ciò che ha permesso a Brian May, Roger Taylor,
Freddie Mercury e John Deacon di imporsi come
gruppo tra i più importanti e famosi della
storia del rock ed è anche l'unica ragione per
cui il nome Queen ha smesso definitivamente di
esistere in seguito alla tragica e prematura
scomparsa di uno dei suoi membri. La morte di
Freddie Mercury ha segnato in modo irrevocabile
la fine di un percorso durato vent'anni,
costellato di clamorosi successi come di momenti
difficili, di critiche roventi e di facili
entusiasmi, iniziato per caso nelle vie di
Londra alla fine degli anni '60, che ha
contribuito a influenzare in modo determinante
l'evoluzione della musica rock.
L'atmosfera esplosiva della Swingin' London anni
'60 attira nei suoi club e nei suoi quartieri
alla moda centinaia di giovani artisti e
musicisti da tutto il Regno Unito, che li
trovano l'ambiente più creativo e
all'avanguardia del momento e le possibilità per
realizzare i propri sogni. La scena musicale
londinese, dopo l'esplosione dei Beatles e dei
Rolling Stones e la tempesta Who di My
Generation, continua a essere punto di origine
delle nuove tendenze musicali, dal "blues
britannico" degli Yardbirds di Jeff Beck e dei
Cream di Eric Clapton alle sperimentazioni dei
primi Pink Floyd del lisergico Syd Barrett,
mentre attende l'arrivo del genio psichedelico
di Jimi Hendrix, il cui Are you experienced?
infiamma l'anno 1967. Il circuito universitario,
e dei college in particolare, risulta
un'interessante rampa di lancio per molti
gruppi, per la buona organizzazione dei
concerti, la possibilità di ottenere compensi
più alti rispetto al circuito dei pub e il
grande fervore dell'ambiente musicale
studentesco. Le scuole d'arte sono un vivace
punto d'incontro e in alcuni college, come per
esempio all'Imperial College di Londra, iniziano
a farsi strada gruppi dell'area progressive
quali i Genesis di Peter Gabriel, i Jethro Tull
di lan Anderson e gli Yes, mentre nel 1968, alla
Surrey University, si esibisce per la prima
volta una nuova formazione, i Led Zeppelin.
Fra
le tante bands che animano la scena dell'Imperial
College nell'inverno del 1967, scontrandosi con
le difficoltà del mondo rock, c'è anche un
gruppo chiamato 1984 in cui suona un
giovane chitarrista, Brian May.
Brian
Harold May, nato il 19 luglio 1947 a Hampton,
Middlesex, viene ammesso all'Imperial College di
Londra nel 1965 presso la facoltà di fisica
astronomica. Arriva a Londra animato anche dalla
speranza di farsi strada nell'effervescente
ambiente musicale della capitale. Porta con sé
la chitarra che si è costruito da solo nel 1963
utilizzando il legno di un vecchio camino e
altri materiali trovati in casa (tra cui pezzi
di motore, bottoni di madreperla, elementi di un
telefono) e che suona usando come plettro una
moneta da sei pence: è la leggendaria "Red
Special" che lo accompagnerà in ogni disco e in
ogni apparizione live dei Queen. In compagnia di
Tim Staffel, iscritto all'Ealing College of Art,
inizia a frequentare la Jazz Room dell'Imperial
College in cerca dell'occasione giusta. Il loro
gruppo 1984, nato sui banchi di scuola a Hampton
e cresciuto nei club di Twickenham, cerca di
imporsi sulla scena rock blues e inizia una
serie di apparizioni in piccoli club. Nel 1967
alcuni concerti di supporto sembrano premiare
gli sforzi di Brian e Tim; il 13 maggio sono
chiamati ad aprire il concerto di Jimi Hendrix
all'Imperial College e in quell'occasione Brian
incontra il suo idolo il quale, incrociandolo
fuori dal camerino, visibilmente stonato gli
domanda: "Scusa, amico, sai dov'è il palco?". Il
23 dicembre 1967 prendono parte a un grande
concerto di Natale cui partecipano anche T-Rex,
Pink Floyd, Traffic e ancora Hendrix ma salgono
sul palcoscenico solo alle 5 del mattino di
fronte a una dozzina di spettatori e la grande
occasione si rivela una delusione. Brian e Tim
comprendono che al gruppo manca l'energia
necessaria per sfondare ed escono dai 1984 per
dedicarsi agli studi. Dopo alcuni mesi, però, i
due decidono di mettere in piedi una nuova
formazione e appendono alla bacheca dell'lmperial
College un avviso: "Cercasi batterista stile
Mitch Mitchell/Ginger Baker". L'annuncio viene
raccolto da uno studente, Les Brown, il quale
passa l'informazione al suo compagno di stanza
Roger Taylor.
Roger
Meddows Taylor, nato il 26 luglio 1949 a King's
Lynn, Norfolk, cresciuto a Truro, Cornovaglia, è
uno studente di medicina della London Hospital
Medical School giunto a Londra nel 1967. Come
molti altri ragazzi della provincia, Roger è
arrivato con l'intenzione di entrare in un
gruppo rock e di sfondare, armato di un
carattere estroverso e di una grande fiducia in
se stesso. "Non ho mai voluto essere il ragazzo
della porta accanto, ho sempre pensato che sarei
stato qualcosa di più, ma non è facile per un
ragazzo di provincia, non è per niente
facile..... (Drowse, 1976). A differenza di
altri ha già raccolto un discreto successo in
Cornovaglia con i Reaction, una cover
band di soul formatasi nel 1965 che, dopo
l'esplosione della bomba Hendrix, si orienta
verso un genere rock blues psichedelico stile
Cream. Roger, leader del gruppo e per un certo
periodo anche cantante oltre che batterista, tra
il 1965 e il 1968 lavora duro per procurare date
e ingaggi e i Reaction si fanno una buona
reputazione come local band con numerosi
concerti nei club della Cornovaglia e alcune
prestigiose apparizioni come supporto di T-Rex,
Slade e Ritchie Blackmore del periodo pre-Deep
Purple. Durante la "Summer of Love" del 1968
riescono perfino a organizzare un festival
psichedelico sulla spiaggia di Perranporth, il "Summer
Coast Sound Experience", che attira più di
trecento spettatori ma viene inevitabilmente
interrotto dalla polizia di Truro. Nel settembre
dello stesso anno il gruppo si scioglie e Roger
cerca a Londra l'occasione per fare il grande
salto.
Pochi
giorni dopo aver risposto all'annuncio, Roger
riceve una lettera da parte di Brian May, il
quale in poche righe descrive molto puntualmente
che tipo di persona e di musicista sta cercando.
Nonostante le tante incertezze e timori tipici
del suo carattere e soprattutto la volontà di
non abbandonare del tutto gli studi, Brian ha
idee chiare sul tipo di musica che vuole suonare
ed è seriamente intenzionato a mettere in piedi
un gruppo con possibilità di carriera, che esca
dal circuito delle cover bands universitarie e
si proponga con pezzi propri e una precisa
fisionomia. Tim Staffel ha avuto l'idea di un
progetto chiamato Smile.
Per il
primo incontro Roger invita Brian e Tim nel
proprio appartamento a Shepherd's Bush dove ha
un set di bongos (la batteria è ancora a Truro)
e i due si presentano con le chitarre acustiche.
Brian ricorda di essersi particolarmente stupito
nel vedere Roger accordare le percussioni:"...
Mi sembrava una cosa molto professionale, e
subito ho capito che era l'uomo giusto per noi;
il suo modo di suonare era straordinario,
preciso ed esuberante. Io e Tim ci siamo
guardati in faccia e abbiamo pensato: "Questo
tipo è un grande".
Dopo
una serie di prove nella Jazz Room dell'lmperial
College, Roger, Brian e Tim scoprono di pensarla
allo stesso modo; sono ambiziosi, motivati e
devoti alla buona musica e scatta in loro una
grande confidenza e simpatia. «Brian era un tipo
tranquillo, gentile e sensibile" ricorda Tim
Staffel, «un vero gentleman; io ero molto più
rude e scontroso. Roger invece era espansivo,
vitale, esuberante; un vero batterista anche
come persona. È come se avesse tracciato la
terza riga di un triangolo. L'energia del gruppo
era frutto della fusione dei nostri rispettivi
caratteri." Qualificatisi come una formazione
progressive, gli Smile intraprendono una serie
di concerti importanti all'imperial College e in
Cornovaglia come supporto di gruppi affermati
quali Pink Floyd, Yes e T-Rex e partecipano a un
festival alla prestigiosa Royal Albert Hall con
Joe Cocker; Free e Bonzo Dog Band. Nell'aprile
1969, dopo un concerto al Revolution Club,
vengono contattati dalla Mercury Records,
firmano un contratto per la pubblicazione di un
singolo e registrano un demo presso i Trident
Studios. Risultato del lavoro sono sei pezzi di
raffinato progressive rock firmati da Brian e
Tim: Earth, Step On Me, Polar Bear, April Lady
(unica cover), Blag e Doin' Alright, brano che
verrà ripreso dai Queen e inserito nel primo
album.
In
questo periodo, Tim Staffel presenta a Roger e
Brian uno stravagante compagno di corso, Freddie
Bulsara, che, entusiasta del sound degli Smile e
diventato presto grande amico del gruppo, li
accompagna in ogni concerto ed è prodigo di
consigli su come suonare e come presentarsi sul
palco. Il singolo Earth /Step On Me viene
pubblicato solo in America ma non ottiene il
successo sperato. Gli Smile suonano per l'ultima
volta al Marquee di Londra e nel 1970 Tim
Staffel lascia il gruppo per entrare negli Humpy
Bong capitanati da Colin Peterson, ex batterista
dei Bee Gees.
Freddie
Mercury (vero nome: Farrokh Bulsara), nato il 5
settembre 1946 sull'isola di Zanzibar, allora
colonia britannica, da genitori di etnia parsi,
ha trascorso un'infanzia agiata a Bombay, in
India, dove il padre, diplomatico al servizio
della Corona, era stato trasferito prima di
emigrare in Inghilterra nel 1964 dopo il
riconoscimento d'indipendenza della Tanzania.
Freddie, come veniva chiamato dai compagni di
scuola già in India, frequenta le superiori a
Feltham, Middlesex, poco lontano dal futuro
amico Brian; viene poi ammesso all'Ealing
College of Art e nel 1966 si trasferisce a
Londra, nel quartiere di Kensington, allora
punto di ritrovo di artisti e gente "in".
"Sebbene Freddie non fosse ancora nient'altro
che uno studente squattrinato" ricorda Roger,
che in quel periodo gestiva insieme a lui uno
stand di vestiti al Kensington Market, "andava
in giro per Kensington High Street come una vera
star, con pantaloni di seta attillatissimi e
giacche di pelliccia e con un modo di fare
raffinato e straordinariamente affascinante. Si
comportava come un vero dandy effeminato,
completamente fuori dalla realtà; non aveva i
soldi per mangiare ma si muoveva sempre in taxi
e credo di non averlo mai visto salire su un
mezzo pubblico. Inoltre era una persona di una
generosità senza limiti ed estremamente
sensibile". Nel corso del 1969 Freddie, accanito
fan di Jimi Hendrix ed eccellente pianista,
entra a far parte di un gruppo di Liverpool, gli
Ibex, e nel corso di alcuni concerti a
Londra e a Liverpool, dove il gruppo si
trasferisce per alcuni mesi in cerca di
successo, inizia ad affinare le sue doti vocali
e sceniche.
Gli
Ibex si sciolgono nel 1970 e Freddie forma una
propria band, i Wreckage; per i quali
scrive il suo primo pezzo, Stone Cold Crazy.
L'esperienza, però, finisce nel giro di pochi
mesi.
Nell'aprile 1970, quando anche l'avventura Smile
si è conclusa, Brian, Roger e Freddie decidono
di formare un gruppo insieme e si mettono alla
ricerca di un bassista. In questo periodo
Freddie cambia il proprio cognome in Mercury e
crea il nome Queen: "È un nome corto, semplice e
facile da ricordare e poi esprime quello che
vogliamo essere, maestosi e regali.Il glam è
parte di noi e vogliamo essere dandy." Dopo aver
cambiato due bassisti nel corso delle iniziali
apparizioni con il nome Queen (la prima a Truro,
27 giugno 1970), Brian e Roger, a una festa,
incontrano John Deacon.

John
Richard Deacon, nato a Leicester il 19 agosto
1951, studente di elettronica, molto tranquillo
e timido, ha già fatto esperienza come bassista
in gruppi R&B, gli Art e gli
Opposition. Dopo una prima audizione nel
corso della quale suonano per la prima volta Son
And Daughter, un pezzo di Brian, diventa il
quarto membro dei Queen. Ricorda Roger: «Noi
eravamo molto affiatati e avevamo una
personalità piuttosto forte, e abbiamo pensato
che, essendo un tipo così calmo, lui poteva
entrare nel gruppo senza traumi. Era un grande
bassista e il fatto che fosse anche un genio
dell'elettronica è stato sicuramente un elemento
decisivo". La prima apparizione con la
formazione definitiva è del luglio 1971.
Nonostante fossero impegnati a finire i propri
studi universitari (tutti e quattro
conseguiranno la laurea), i Queen si lanciano in
un lungo tour in Cornovaglia per acquisire
confidenza con il palcoscenico. Nel 1972 sono
invitati a collaudare l'attrezzatura dei
rinnovati DeLane Lea Studios di Wembley e hanno
la possibilità di registrare il primo demo,
contenente Liar, The Night Comes Down, See What
A FooI l've Been (che rimarrà inedito) e Stone
Cold Crazy, canzone poi inclusa in SHEER HEART
ATTACK. Nella speranza di trovare l'occasione
giusta, continuano a frequentare i DeLane Lea e
incontrano John Anthony, discografico della
Mercury che Roger e Brian hanno conosciuto ai
tempi degli Smile. John è in compagnia di Roy
Thomas Baker, della Trident Records, che rimane
folgorato dal sound e dal talento dei Queen e
propone il loro demo al manager Norman
Sheffield, il quale però non si dimostra molto
interessato. Grazie alla determinazione di Roy
Thomas Baker i Queen riescono a firmare un
contratto di produzione con la Trident ed
entrano in studio per preparare il loro primo
album, con un compenso di venti sterline a
settimana, mentre il responsabile Jack Nelson
cerca per più di un anno di procurare il primo
contratto discografico. Nel frattempo Roger,
Brian e Freddie collaborano a una cover di I Can
Hear Music dei Beach Boys accompagnata da Goin'
Back, un singolo prodotto da Robin Cable e
pubblicato con lo pseudonimo Larry Lurex. Nel
marzo 1973 i Queen firmano il primo contratto
ufficiale con la EMI e il 9 aprile Jack Nelson
organizza uno showcase al prestigioso Marquee di
Londra per la presentazione ufficiale che,
nonostante la scarsa affluenza degli addetti ai
lavori, si rivela un successo.
Nei
mesi seguenti i quattro intraprendono una serie
di concerti nei club per perfezionare il loro
sound e soprattutto il modo di stare sul palco,
sperimentando ogni tipo di soluzione scenica e
di abbigliamento. Freddie è intenzionato a fare
di ogni concerto un'opera d'arte, uno spettacolo
di danza; canto e recitazione e sviluppa uno
stile originale che sarà in futuro il marchio
distintivo del gruppo, capace di infiammare la
platea come pochissimi altri. In particolare i
Queen adottano in questo periodo il tema del
bianco e nero, che li accompagna come soluzione
scenica e tematica nella produzione di tutto il
primo periodo; Freddie e Brian iniziano a
comparire sul palco truccati e con le unghie
dipinte rispettivamente di bianco e nero, un
gioco inventato da un gruppo di fans di
Liverpool.

Il 6
luglio 1973 viene pubblicato il primo singolo
dei Queen, Keep Yourseff Alive/Son And Daughter,
che viene accolto abbastanza bene dalla stampa
ma, incredibilmente, non riceve alcun tipo di
promozione radiofonica. QUEEN, album
d'esordio, esce pochi giorni dopo, il 13 luglio
in Inghilterra e il 4 settembre negli Stati
Uniti (massima posizione in classifica: numero
83. È il momento d'oro del movimento glam e
gruppi quali Roxy Music e Sweet dominano le
classifiche; lo stile dei Queen, basato sui
taglienti riff di Brian, l'aggressività e
nitidezza delle parti vocali di Freddie e una
ritmica precisa e coinvolgente, è un superamento
di questo genere e avrà grande influenza
sull'evoluzione del rock attraverso gli anni
'70. QUEEN è un album completo e già maturo, che
rivela un sound personale e versatile, in grado
di passare dall' hard rock di Modem Times Rock
'n' Roll ai virtuosismi progressive di My Fairy
King, dalle raffinate melodie di The Night Comes
Down al rock maestoso di Liar e ai fulminei
cambi di tempo della versione riarrangiata di
Doin' Alright. La stampa inglese però non
riconosce il valore dì questo primo lavoro e
liquida i Queen come un gruppo di "rock da
supermarket" o come una brutta copia dei Led
Zeppelin; si inaugura così una lunga stagione di
pessimi rapporti con il quartetto inglese ,
durata vent'anni e ancora non del tutto
terminata. Freddie Mercury, soprattutto, fu
sempre restio a incontrare la stampa,
particolarmente ostile nei suoi confronti, e
sono molto rare le interviste da lui rilasciate.
I Queen instaurano invece da subito un rapporto
stretto con il pubblico, principalmente grazie
ad apparizioni live sempre più coinvolgenti che
attirano centinaia di fans devoti e sono
caratterizzate da un'atmosfera e un entusiasmo
fuori del comune.
Nel
novembre 1973, per una data all'Imperial
College, i biglietti vanno esauriti in poche
ore; subito dopo i Queen partono per un tour di
supporto ai Mott The Hoople di lan Hunter che si
conclude con un concerto all'Hammersmith Odeon
di Londra davanti a 7.000 paganti. «In quegli
anni era di moda apparire trascurati» ricorda
Brian. «I musicisti salivano sul palco,
abbassavano la testa e suonavano senza mai
guardare il pubblico; noi reagivamo a quella
tendenza, abbiamo sempre voluto che ogni
concerto fosse per gli spettatori un evento
indimenticabile e abbiamo sempre cercato di dare
tutto di noi stessi per farli divertire». In
questo periodo Freddie chiude ogni concerto
lanciando rose dal palco o brindando con
champagne e dialoga molto con il pubblico, che
intona l'inno britannico God Save The Queen al
termine delle esibizioni: un rito che durerà
anni.
L'esordio dei Queen nel mondo rock è quindi
caratterizzato da diverse componenti. Va
sottolineato che il materiale dell'album QUEEN
era già superato al momento della pubblicazione,
in quanto frutto del lavoro di alcuni anni prima
e basato prevalentemente su pezzi composti nel
corso delle rispettive esperienze giovanili.
Brian rammenta il disappunto della band: "Il
nostro primo disco ci appariva già fuori moda.
Erano successe molte cose: per esempio era
esploso David Bowie, che era della nostra
generazione e ce l'aveva fatta, e ci
preoccupavamo che sembrasse che noi ci fossimo
accodati, mentre eravamo glam rockers già da
molto tempo.» Emergono però anche certezze su
cui i Queen costruiscono il proprio successo.
Nonostante siano un gruppo esordiente sono
seguiti da un pubblico numeroso e affezionato e
sono capaci di straordinarie prestazioni dal
vivo. Hanno inoltre già pronti i pezzi del nuovo
album, tra i quali Seven Seas Of Rhye, lanciato
con un'apparizione al prestigioso show
televisivo «Top Of The Pops», e sono animati da
grande determinazione oltre che da una
professionalità che stupisce tutti; curano da
soli la propria immagine in ogni dettaglio,
indossando soprattutto gli eccentrici abiti
disegnati per loro da Zandra Rhodes, stilista
del gruppo per molti anni, e si occupano della
grafica degli album e dell'impianto luci dei
concerti. Il logo del gruppo, basato sui segui
zodiacali dei componenti, è stato disegnato da
Freddie Mercury.
Il 5
marzo 1974 Seven Seas Of Rhye entra nella
classifica britannica al 45 posto. Tre
giorni dopo viene pubblicato QUEEN II,
che raggiungerà la 35 posizione: album
complesso, ambizioso, enigmatico, è il manifesto
definitivo di quello che i Queen dei primi anni
rappresentano dal punto di vista musicale ed è
importante per l'immagine che propone del
gruppo. Brian May dichiarava: "Per me, QUEEN II
rappresenta il tipo di musica che ho sempre
sognato di suonare; cercavamo un sound intenso
che fosse davvero qualcosa di nuovo e abbiamo
voluto spingere al massimo le tecniche di
studio, in cerca di nuovi orizzonti per una rock
band". Anche i testi riflettono la presenza di
un preciso progetto artistico: il tema del
bianco e nero, nato ai tempi del primo album,
diventa dominante; QUEEN II si basa infatti sul
contrasto tra un "lato nero", composto di brani
scritti da Freddie Mercury, e un "lato bianco"
firmato da Brian May, con l'aggiunta di un pezzo
di Roger Taylor. Il dualismo tra l'anima bianca
e l'anima nera del gruppo è esemplificato dalla
contrapposizione di White Queen, poetica storia
d'amore, e di The March Of The Black Queen,
inquietante e multiforme brano sulla conversione
alle forze del male, in cui sono presenti
richiami alle tradizioni orientali e mistiche
che hanno sempre affascinato Freddie Mercury. I
suoi testi in particolare risultano enigmatici e
contorti, anche perché Freddie si è sempre
rifiutato di spiegarne origine e significato,
sostenendo che l'interpretazione che ogni
ascoltatore riesce a dare è quella giusta. Le
storie fantastiche raccontate da Brian May
traggono invece spunti dalla mitologia
anglosassone e soprattutto dalle opere di J.R.R.
Tolkien, medievalista, filologo e autore della
celebre trilogia Il signore degli anelli, fonte
d'ispirazione per molti gruppi, dai Marillion ai
Led Zeppelin.

I
primi due brani, Procession e Father To Son,
introducono un racconto sulla eterna lotta tra
il bene e il male, che si svolge sotto forma di
battaglie (Ogre Battle), amori contrastati (Nevermore)
e conflitti tra potenze oscure (Seven Seas Of
Rhye) e che risulta incentrato sulla compresenza
nell'uomo delle forze opposte e sulla ricerca
della propria via e della propria regina e
amante. The Fairy Feller's Master Stroke esula
dal tema: pur rimanendo in ambito fantasy, è
frutto di una differente operazione artistica.
All'apparenza un elenco disordinato di
strampalate figure, il testo rappresenta invece
una precisa descrizione dei personaggi
dell'omonimo quadro del visionario pittore
inglese Richard Dadd, tuttora esposto alla Tate
Gallery di Londra, raffigurante un incontro di
abitanti del regno delle fate. La copertina e la
grafica dell'album, curate da Mick Rock e basate
su una foto di Marlene Dietrich, propongono
un'immagine ambigua e raffinata di Freddie
Mercury che è passata alla storia ed è diventata
simbolo del gruppo, fino a essere sostituita
dall'apparizione al "Live Aid" negli anni '80,
che ha segnato una svolta radicale consacrando
Freddie come sex symbol.

Subito dopo la pubblicazione dell'album, come
d'abitudine, i Queen partono per un lungo tour
britannico nel corso del quale QUEEN II
raggiunge il 7° posto in classifica
mentre anche QUEEN entra in 45 posizione.
Nell'aprile dello stesso anno i quattro
attraversano l'Atlantico alla conquista
dell'America, di nuovo in compagnia dei Mott The
Hoople e, in alcune date, degli Aerosmith di
Steven Tyler e Joe Perry. La tournee si
interrompe improvvisamente dopo meno di un mese
a causa del ricovero di May in ospedale per una
grave forma di epatite. I sogni di gloria
terminano con un risveglio drammatico,
soprattutto per Brian che attraversa una grave
crisi sentendosi in qualche modo responsabile di
un eventuale fallimento del gruppo dovuto alla
lunga sosta forzata. Freddie, Roger e John, che
non hanno mai pensato di sostituire Brian,
impiegano il tempo per registrare nuove canzoni,
sulle quali aggiungere in seguito le parti di
chitarra e i cori, mentre Brian in ospedale
compone testi, alcuni dei quali, come Now I'm
Here sull'esperienza del tour americano,
risulteranno tra i maggiori successi del gruppo.
Nel settembre 1974 i Queen vengono premiati da
una sosia della regina d'Inghilterra con il
disco d'argento per la vendita di 100.000 pezzi
di QUEEN II.

La
consacrazione definitiva arriva con la
pubblicazione di Killer Queen /Flick Of The
Wrist, una perla nel contesto glam e un esempio
perfetto dello stile del gruppo: il singolo
entra direttamente al 50° posto in classifica,
per raggiungere poi il 20°, e viene nominato
miglior singolo dell'anno dalla stampa
specializzata. "La gente si aspettava da noi un
po' di musica energica, un po' di hard rock"
dichiarò Freddie Mercury, "e invece noi abbiamo
fatto questo pezzo che nessuno avrebbe mai
immaginato, e abbiamo dato ai fans un po' del
nostro art rock". Sull'onda del loro primo hit,
in ottobre viene pubblicato SHEER HEART
ATTACK e per promuoverlo i Queen si
esibiscono per due serate di tutto esaurito al
Rainbow Theatre di Londra che li consacrano
definitivamente come star.
Il
nuovo album non è più basato sul binomio
May-Mercury ma contiene preziosi contributi di
Roger e John; non ha una particolare linea
tematica ma è considerato un classico del rock,
fonte d'ispirazione per numerosi gruppi degli
anni '80 e '90, dagli Extreme di Nuno
Bettencourt ai Metallica, i quali hanno anche
reinterpretato Stone Cold Crazy, brano
precursore dell'heavy metal. Il lavoro di
chitarra di Brian May, che trova ampio spazio in
brani come Brighton Rock e Now I'm Here, è stato
materia di studio per tutti i grandi chitarristi
dei tempi recenti, da Joe Satriani a Eddie Van
Halen a Steve Vai, e ha riscosso l'ammirazione
di tutti i protagonisti della sua generazione,
da Joe Walsh a Jeff Beck e a Eric Clapton,
inserendolo tra i migliori solisti del mondo.
SHEER HEART ATTACK raggiunge il 20° posto in
Gran Bretagna e apre ai Queen le porte degli
Stati Uniti, dove raggiunge la 12 posizione in
classifica.
Il
1975 segna l'inizio di un grande amore tra i
Queen e il Giappone; al suo arrivo all'aeroporto
di Tokyo in occasione della prima tournee nella
terra del Sol Levante la band viene accolta da
una folla di più di 3.000 fans in delirio. Il "Japan
Tour '75" è contrassegnato dal fenomeno di una "Queenmania"
degna dei Beatles e da allora si instaura un
rapporto molto profondo con il popolo
giapponese; Freddie, in particolare, resta
affascinato dalla cultura orientale e
ispirandosi a essa imposta un nuovo look che
verrà mantenuto per alcuni anni, fino alla
svolta "macho" della fine degli anni '70.

Nell'estate del 1975 il gruppo comincia a
lavorare al nuovo album, portandosi sulle spalle
il peso di un tour molto impegnativo,
parzialmente annullato a causa di problemi alla
gola accusati da Freddie e di controversie
relative alla risoluzione del rapporto con la
Trident. I Queen firmano un nuovo contratto con
la EMI. Felici di essersi lasciati alle spalle
un manager come Jack Nelson, cui dedicano la
canzone-invettiva Death On Two Legs, entrano in
studio molto motivati, convinti di avere le
potenzialità per conquistare il mondo del rock.
Da queste premesse si sviluppa e prende forma
A NIGHT AT THE OPERA, album complesso e tra
i più costosi mai realizzati fino ad allora. La
grande energia dei quattro e soprattutto la
voglia di Brian di sperimentare nuovi suoni e
complesse orchestrazioni danno vita a pezzi che
combinano in modo equilibrato grandeur ed
epicità. In brani come Good Company, Seaside
Rendezvous e Lazing On A Sunday Afternoon,
ispirati anche nei testi ad atmosfere anni '20
tipiche dell'art rock e particolarmente gradite
a Freddie, Brian sperimenta suoni
particolarissimi, riuscendo a riprodurre fiati,
archi e ottoni. Particolare evidenza assume
l'uso sapiente delle armonie vocali costruite
con numerose sovraincisioni, che hanno già
portato il gruppo all'attenzione della critica.
The Prophet Song, una canzone di Brian ispirata
da una visione avuta in sogno, è un esempio di
questa tecnica inventata e sviluppata dai Queen.
Il massimo risultato di questo modo di comporre
è Bohemian Rhapsody, canzone simbolo del
progetto musicale e artistico chiamato Queen, in
cui un testo enigmatico si sviluppa in una
successione di quattro diversi momenti musicali
che ruotano intorno alla celebre sezione
operistica per la quale occorse una settimana di
lavoro. Roy Thomas Baker, testimone della genesi
di un pezzo che è un classico del rock, ricorda:
«E stato un lavoro terribile, una settimana
intera per cercare di realizzare le idee di
Freddie; ogni volta che m'illudevo di aver
finito con i cori arrivava Freddie e diceva: 'Ho
pensato di aggiungere ancora un po' di
«Galileo»!...". Il brano dura quasi sei minuti
ed è giudicato da tutti troppo lungo per essere
promosso in radio. Un DJ amico di Freddie, Kenny
Everett, innamorato della canzone, nonostante
gli sia stato espressamente vietato lo trasmette
alla radio per 14 volte nel corso di una
giornata. La EMI viene inondata da una tale
massa di richieste da essere costretta a
pubblicarlo: in due settimane Bohemian Rhapsody
vende 150.000 copie, segnando una svolta epocale
per tutta la musica rock. A favorire il successo
del pezzo c'è anche la realizzazione di un
videoclip per i circuiti televisivi, uno fra i
primi nella storia del nuovo mezzo promozionale.
Grazie a queste premesse l'album riscuote un
successo clamoroso, raggiunge il primo posto
nelle classifiche di tutta Europa e conquista il
primo disco di platino per i Queen. Il boom di A
NIGHT AT THE OPERA fa tornare in classifica gli
album precedenti, mentre il gruppo parte per una
tournee in Europa, Stati Uniti, Giappone e
Australia che si conclude il 18 settembre 1976
con un concerto gratuito all'Hyde Park di
Londra, in occasione del quale un pubblico di
quasi 150.000 persone festeggia la band, che
propone anche brani del nuovo album.
Il
quinto disco, A DAY AT THE RACES, viene
pubblicato il 10 dicembre 1976 e, come A NIGHT
AT THE OPERA, porta un titolo ispirato a un film
dei fratelli Marx. Somebody to Love, esemplare
dello stile compositivo di Mercury, si impone
subito ai vertici delle classifiche,
preannunciando l'affermazione dell'album che
però, nonostante l'indubbia qualità, viene da
molti giudicato inferiore al precedente e non ne
ripete il successo. Teo Torriatte, omaggio ai
fans nipponici con un'intera strofa cantata in
giapponese, diventa il momento centrale delle
successive esibizioni del gruppo nel paese del
Sol Levante. Tie Your Mother Down, composta
appositamente per aprire gli spettacoli dal
vivo, diventa uno dei cavalli di battaglia del
gruppo mentre brani come Good OId-Fashioned
Lover Boy e The Millionaire Waltz esaltano lo
stile di Freddie basato sull'unione di armonie
vocali e raffinate esecuzioni pianistiche, con
testi romantici e dandy. Drowse, You And I e
Long Away (dedicato alle stelle, grande passione
di Brian) sono esempi della raggiunta maturità
esecutiva e compositiva di Taylor; Deacon e May;
canzoni mai eseguite dal vivo, rivelano la loro
capacità di esprimere in musica sottili
sensazioni capaci di colpire al cuore gli
appassionati.
Dopo
le affermazioni a livello planetario ormai
consolidate con A DAY AT THE RACES e dopo i
trionfali concerti all'Earls Court, il gruppo
decide di rimettersi in gioco e di stravolgere
parzialmente alcuni dei cardini sui quali, fino
a quel momento, si era basato in gran parte il
suo successo. I Queen stabiliscono di fare a
meno del loro produttore Roy Thomas Baker e di
autoprodurre il nuovo disco; luogo prescelto
sono gli studi londinesi di Basing Street. Poco
prima di cominciare le prove, Roger Taylor
pubblica il suo primo singolo da solista, I
Wanna Testify, rivisitazione di un brano dei
Parliaments di George Clinton, in cui Taylor
suona tutti gli strumenti. Il singolo non
riscuote alcun successo. Nell'Inghilterra di
questi anni si è ormai definitivamente imposto
il punk con la sua carica distruttiva nei
confronti della maggioranza dei prodotti
musicali realizzati negli anni precedenti; i
gruppi di art e progressive rock si trovano
smarriti e anche i Queen percepiscono questa
sensazione che si diffonde nell'ambiente
musicale. Malgrado tutto, il gruppo pare deciso
a dimostrare che gli stimoli per continuare non
sono esauriti e che c'è ancora posto per la sua
creatività.

NEWS
OF THE WORLD,
settimo album della serie, esce il 28 ottobre
1977 dopo soli due mesi e mezzo di lavoro e si
rivela uno dei prodotti piu riusciti della
carriera dei Queen. In questo disco confluiscono
astutamente tutti gli ingredienti per
accontentare la vecchia guardia dei fans e per
soddisfare gli appassionati dei nuovi generi
musicali. Le due canzoni che aprono il lavoro,
We Will Rock You e We Are The Champions, omaggio
agli spettatori dell'ultima tournee, sembrano
nate apposta per diventare un tutt'uno e in
quasi tutto il mondo vengono pubblicate come
singolo a doppio lato A. Sia May sia Mercury,
sensibili alle ovazioni raccolte dal vivo,
propongono due inni da stadio che
accompagneranno tutte le più grandi
manifestazioni sportive degli anni a venire.
Brian May spiega così questo legame: "La nostra
musica è sempre stata molto coinvolgente, capace
di unire le persone e abbracciare una folla in
un comune stato di gioia ed esaltazione; è
esattamente quello che succede in un evento
sportivo, per esempio in una partita di calcio,
solo che con noi sono tutti dalla stessa parte".
A sorprendere è tuttavia soprattutto la facciata
B, contenente brani di valore arrangiati in modo
più scarno rispetto alle abitudini (Sleeping On
The Sidewalk è addirittura in presa diretta). I
Queen scoprono un sound grezzo e immediato, di
indubbia efficacia, che pone in evidenza i riff
taglienti di Brian e i vocalizzi potenti di
Freddie, limitando le sovraincisioni, i cori e
gli strumenti tipici dello stile precedente.
Sebbene l'album sia fortemente orientato in
senso rock blues, i Queen non rinunciano alle
sperimentazioni, cimentandosi in un pezzo come
Who Needs You di Deacon, che attinge ai ritmi
latini e della black music, e in un brano come
Sheer Heart Attack che si può
considerare precursore del thrash. Il pubblico
americano, in particolare, apprezza questo nuovo
sound e l'album raggiunge il 3° posto in
classifica, mentre in patria si ferma al 4°
ma viene premiato con il disco di platino.
In
novembre il gruppo si rimette in pista per un
nuovo tour che parte proprio dagli Stati Uniti;
i concerti suscitano tale entusiasmo da
costringere i Queen ad ampliare il set delle
canzoni proposte. In questa tournee viene
eseguita per la prima volta dal vivo Love Of My
Life, destinata a divenire un cavallo di
battaglia di tutte le future esibizioni.
Nell'estate del 1978 la band torna in studio;
questa volta, per ragioni fiscali, ai Mountain
Studios di Montreux e poi ai Super Bear di
Nizza. Il risultato finale è l'album JAZZ,
il cui titolo non corrisponde a un radicale
cambio di genere musicale. Viene pubblicato nel
novembre 1978 e bissa il successo di NEWS OF THE
WORLD in Gran Bretagna e negli USA. Il party di
presentazione alla stampa mondiale, svoltosi a
New Orleans, è un evento memorabile e inaugura
una serie di feste leggendarie per cui il gruppo
è poi diventato famoso, pur attirando critiche
sul suo stile di vita. Nel corso della serata
oltre 400 ospiti vengono intrattenuti da
prestigiatori, mangiatori di fuoco, ballerini
voodoo, danzatrici del ventre, spogliarelliste e
generosissime groupies.
Il
primo singolo dell'album è un doppio lato A
firmato May-Mercury. Fat Bottomed Girls è un
rock blues impostato sulla più classica sonorità
Queen, il cui testo svela come alcuni altri un
aspetto sfrenato del carattere di Brian, che si
contrappone alla sensibilità e dolcezza delle
sue canzoni d'amore. Bicycle Race, composta da
Freddie dopo il passaggio del Tour de France
nelle strade adiacenti allo studio di
registrazione, è una dichiarazione di disimpegno
che risponde alla volontà del gruppo di non
assumere atteggiamenti da profeti o da leader
ideologici e di volersi impegnare soltanto
nell'intrattenimento del proprio pubblico.
L'album, pubblicato il 10 novembre 1978, viene
accolto negativamente da buona parte della
stampa, ma verrà rivalutato in seguito; le
sperimentazioni di Mustapha, con richiami alla
musica turca, l' hard rock di Dead On Time, con
assoli in stile Van Halen, il blues di Dreamers
Ball sono serviti a convincere anche i più
scettici che i Queen hanno saputo impossessarsi
dei più disparati generi musicali senza mai
perdere la loro inconfondibile identità.
Sul
fronte concertistico la band, a detta di molti,
raggiunge il suo zenith in questo periodo. Il
tour parte ancora una volta dagli Stati Uniti e
a gennaio si sposta in Europa; i luoghi
prescelti per le esibizioni sono palasport e
grandi spazi. Le prestazioni risultano davvero
sconvolgenti sia dal punto di vista scenico sia
da quello musicale e i Queen si confermano una
delle migliori live bands in circolazione.
Freddie si presenta sul palco completamente
vestito di pelle, con un look "macho" da
motociclista, ma ironizza su di sé indossando un
paio di scarpe "ballerine"; il gruppo intende
offrire uno spettacolo completo che valga
davvero il prezzo del biglietto e alla fine
riesce a raggiungere lo scopo. La scaletta degli
show è serratissima e prevede ben pochi momenti
di pausa. Le esibizioni rimaste famose sono
quelle di Parigi e Monaco e i tre concerti in
Jugoslavia dove, a Zagabria e Lubiana, il
pubblico non abituato ai grandi eventi tributa
alla band un' accoglienza indimenticabile.
Frutto di questa tournee è LIVE KILLERS,
doppio album dal vivo. Tutto il calore e il
fragore dei palasport vengono restituiti
all'ascoltatore in modo ineccepibile e il punto
di forza dell'opera sta proprio nell'autenticità
conseguita dalla produzione. Roger Taylor
dichiara pubblicamente di non gradire queste
registrazioni ma crediamo che abbia avuto modo
di ricredersi, mentre la stampa, per una volta,
riconosce all'album tutti i suoi meriti. Il
riascolto di tutto il materiale si è svolto a
Montreux e i membri del gruppo, sempre più
contenti degli studi Mountain, decidono di
comprarseli.
Passata l'estate i Queen si ripresentano al
loro pubblico con il nuovo singolo Crazy Littie
Thing CalIed Love, pubblicato sebbene non ci sia
nessun album pronto da promuovere. La
composizione è molto diversa da quelle del
passato e la critica pare apprezzarla; il
successo è notevolissimo in tutto il mondo e
viene raggiunta la prima posizione in molti
Paesi, in particolare negli Stati Uniti.
Il
1979 è un anno che i Queen dedicano al piacere
di fare musica senza preoccuparsi di lavorare a
un album. Dopo l'uscita del nuovo singolo si
sentono pronti per affrontare un nuovo tour e
decidono di suonare in piccoli spazi per avere
un più stretto contatto con il proprio pubblico;
il loro entourage viene dunque incaricato di
trovare locali adatti, che non siano veri e
propri teatri. All'iniziativa viene subito data
la denominazione di "tour folle": tutti si
dimostrano felici di poter suonare senza subire
alcuna pressione o esigenza promozionale. In
dicembre il gruppo è invitato a suonare all'Hammersmith
Odeon per il festival benefico "Rock For
Kampuchea"; nella serata a loro disposizione
(quella di apertura) i Queen danno il massimo
dimostrando di non temere l'agguerrita
concorrenza che si sta aprendo nel panorama
musicale e riescono a mettere in scena una
peformance serratissima, di grande presa sugli
spettatori. Alla fine della tournee viene
pubblicato un altro singolo che nelle previsioni
non deve far parte di nessun album: Save Me,
composizione di Brian, riscuote buon successo.
Con
il mese di gennaio il gruppo si trasferisce al
gran completo a Monaco dove inizia a lavorare a
due progetti contemporanei: il nuovo album e la
colonna sonora per il film Flash Gordon. In loro
compagnia c'è un nuovo produttore, il tedesco
Mack. Il singolo che prepara il lancio
dell'album è Play The Game. Il video aumenta lo
sconcerto fra i fans della vecchia guardia e
l'apparizione di Freddie con capelli corti e
baffi fa sì che agli uffici della EMI inglese
pervenga una massiccia spedizione di rasoi.
L'album THE GAME vede la luce il 30
giugno 1980 e contiene anche le due canzoni
pubblicate l'anno precedente. Per la prima volta
il gruppo si è cimentato con sintetizzatori in
alcuni brani; il risultato finale non è
deludente. Le composizioni risultano meno
elaborate che in passato e la loro durata media
è inferiore ai quattro minuti. Dal disco verrà
estratto un altro singolo di grande successo:
Another One Bites The Dust sarà il singolo più
venduto della storia del gruppo e farà
triplicare le vendite dell'album in tutto il
mondo. Il lato B, anch'esso tratto dall'album, è
Dragon Attack, brano funk rock con un testo
enigmatico. Il tour che segue ottiene, come
sempre, un successo clamoroso e durante il suo
svolgimento la scaletta si arricchisce di alcuni
frammenti dell'album FLASH GORDON,
colonna sonora del film omonimo pubblicata in
dicembre. Il disco raccoglie tutti i commenti
musicali che accompagnano le scene del film e
anche i dialoghi dei personaggi. Per la verità
il film appare un colossale B-Movie e la sua
colonna sonora, pur meritando maggiore
attenzione rispetto al lungometraggio, resta
condizionata dal livello generale. lì singolo e
motivo portante Flash riscuote comunque una
notevole affermazione.
Il
1980 giunge al termine e i Queen, dopo soli
sette anni di carriera discografica, hanno
venduto 45 milioni di album e 25 milioni di
singoli. Galvanizzati da un successo così
imponente e vogliosi di trovare nuovi stimoli, i
quattro componenti del gruppo decidono di
organizzare una tournee in Paesi fino ad allora
mai visitati. Nel 1981 si esibiscono per la
prima volta in Argentina, Brasile, Messico e
Venezuela (dove danno un solo concerto mentre
altri quattro vengono annullati), aprendo una
strada che sarà battuta in seguito da molti
altri gruppi rock. I risultati sono clamorosi;
in Argentina, nel periodo successivo alla loro
visita, figurano addirittura dieci loro album
nella classifica dei dieci album più venduti.
Nel marzo 1981 vede la luce il primo esperimento
solistico di uno dei membri della band: Roger
Taylor pubblica FUN IN SPACE, in cui suona tutti
gli strumenti e con il quale vuole sperimentare
generi altrimenti preclusi all'interno del
gruppo. Il successo è buono ma il batterista non
dimostra alcuna intenzione di avviarsi verso una
carriera solistica. La predisposizione a
collaborare con altri è vivamente sentita: in
questo periodo, durante una visita casuale di
David Bowie (anch'egli frequentatore dei
Mountain Studios), il gruppo si produce in una
jam session notturna dalla quale nascerà Under
Pressure.
Il
singolo, pubblicato nell'ottobre 1981 con la
brillante Soul Brother sul lato B, anticipa
l'uscita del primo GREATEST HITS della
band, messo in vendita in novembre insieme a un
libro fotografico e a una videocassetta
contenente tutti i videoclip dei Queen. Con le
vendite dell'antologia che vanno a gonfie vele e
i clamorosi successi live ancora nell'aria, il
morale del gruppo è alto ma i singoli componenti
cominciano ad avvertire segni di stanchezza
dovuti alla massacrante attività che non ha mai
consentito loro di rilassarsi per periodi
sufficientemente lunghi. Malgrado tutto tornano
a Monaco di Baviera per lavorare su un album;
Mercury, May, Taylor e Deacon sembrano tuttavia
distratti dalla vita di questa città (in
particolare quella notturna) che considerano
molto eccitante e non arrivano quasi mai in
studio in condizioni psicologiche perfette.
Questa voglia di sfuggire alla condizione di
rockstars e parallelamente di vivere la vita
fino alle estreme conseguenze è così forte che
viene interpretata nel modo sbagliato e ben
presto si ripercuote sul lavoro che il gruppo
sta portando avanti.

HOT
SPACE,
preceduto dal singolo Body Language, esce il 21
maggio 1982 e delude la maggioranza dei fans
storici. Le composizioni risultano frettolose e
dall' LP traspare lo stile di vita attuale del
gruppo. La velocità dei tempi di lavoro va a
scapito della qualità effettiva: con rammarico,
in questo disco si ascoltano canzoni dall'ottimo
potenziale rivestite di arrangiamenti
approssimativi e poco meditati. Stranamente, la
critica pare comunque apprezzare il risultato
finale e tutto sommato anche il pubblico
dimostra di gradire le canzoni.
Il
tour di quell'anno è l'ultimo per i Queen negli
Stati Uniti dove, da quel momento in poi, la
loro popolarità subirà un netto calo. Alla fine
del 1982 i Queen decidono di separarsi per un
certo periodo. Non si tratta di uno scioglimento
definitivo ma di un momento di pausa per
ritrovare lo spirito giusto. HOT SPACE s'è
lasciato dietro una scia di insoddisfazione e di
malcontento, tra i fans come nella band, che
stenta a riconoscersi nell'ultimo lavoro. Le
tensioni che iniziano a sorgere anche sul piano
personale spingono i quattro membri dei Queen a
prendere questa decisione e a dedicarsi a
progetti solistici. Freddie Mercury collabora
con Giorgio Moroder, profeta della disco music,
e registra il brano Love Kills per la colonna
sonora della nuova versione di Metropolis, un
classico del cinema muto diretto da Fritz Lang.
Inoltre inizia a lavorare al suo primo album da
solista, MR. BAD Guy, in cui si diverte a
cimentarsi con vari generi musicali, dal reggae
alla disco alle ballate piano-voce, e in cui
compaiono anche pezzi di grande valore, ripresi
poi dai Queen, come Made In Heaven o I Was Born
To Love You. L'album verrà pubblicato nel 1985
ottenendo un buon successo (6 posto nella
classifica britannica.).
Brian
May registra invece il mini LP STARFLEET, frutto
di infuocate jam sessions in compagnia di
musicisti del calibro di Eddie Van Halen e del
batterista dei REO Speedwagon, Alan Gratzer:
sono soltanto tre lunghissimi pezzi, tra i quali
si segnala Bluesbreaker, saggio di bravura di
Van Halen e May lungo 13 minuti, dedicato a Eric
Clapton. Roger Taylor lavora al suo secondo
progetto solistico, STRANGE FRONTIER, in
collaborazione con Rick Parfin degli Status Quo;
in repertorio due covers di lusso, Masters Of
War di Bob Dylan e Racing In The Streets di
Bruce Springsteen. L'album verrà comunque
pubblicato in un secondo tempo, nel luglio 1984.
John Deacon è l'unico membro dei Queen a non
impegnarsi in progetti solistici, anche perché
privo di doti canore, e trascorre il tempo in
compagnia della sua numerosa famiglia (in questo
periodo nasce il quarto dei suoi sei figli). I
Queen si riuniscono a Los Angeles alla fine del
1983; avendo sentito molto la mancanza del
lavoro nel gruppo e ritrovato l'entusiasmo,
iniziano subito a registrare nuovo materiale,
per la prima volta negli Stati Uniti.
Il
primo singolo, pubblicato il 23 gennaio 1984, è
Radio Ga Ga, brano composto da Roger Taylor,
ispirato dal piccolo figlio Felix il quale,
commentando una musica ascoltata alla radio,
aveva detto che era "radio ka-ka". Il singolo è
accompagnato da un famoso video diretto da David
Mallet, che contiene spezzoni del film
Metropolis e in cui più di 300 membri del Queen
Fan Club battono le mani al tempo della canzone,
gesto divenuto mitico che verrà ripetuto con
perfetta sincronia dal pubblico di tutti i
seguenti concerti della band.

A
partire da THE WORKS, i Queen iniziano a
sfruttare intensamente il fenomeno dei
videoclip, realizzando lavori sempre più
sofisticati e originali. Celebre è per esempio
il video del singolo successivo, I Want to Break
Free, in cui i quattro membri della band, su
suggerimento della fidanzata di Roger, Dominique,
compaiono travestiti da donna, interpretando i
personaggi di una famosa soap opera inglese,
Coronation Street. Il risultato è molto
divertente ma non particolarmente apprezzato da
stampa e pubblico americani. L'album THE WORKS
viene pubblicato il 27 febbraio 1984; in Gran
Bretagna raggiunge il 2 posto, ma va
direttamente al primo posto in 19 Paesi, tra cui
anche l'Italia, che scopre in quegli anni il
gruppo inglese. Freddie e compagni partecipano
anche come ospiti d'onore al Festival di Sanremo
e nel tour europeo che segue l'uscita dell'album
si esibiscono per la prima e unica volta in
Italia, al Palasport di Milano (che quello
stesso inverno crollerà sotto il peso della
neve). THE WORKS può essere
considerato un album di passaggio dalle
sperimentazioni di HOT SPACE alla ritrovata vena
degli ultimi lavori e consegna alla band alcuni
tra i suoi magiori hits .Per la prima volta, i
testi accolgono anche tematiche sociali e
politiche, raramente presenti nella produzione
precedente, sebbene i Queen si siano sempre
impegnati in svariate iniziative benefiche.
Hammer To Fall è una presa di posizione contro
le armi e l'energia nucleari, mentre i diritti
relativi a Is This The World We Created, che
verrà presentata al "Live Aid", vengono tuttora
devoluti al fondo inglese per l'assistenza ai
bambini in difficoltà.

La
dimensione live, sempre più importante per il
gruppo, in questo periodo assume proporzioni
grandiose. I Queen riempiono gli stadi di tutta
Europa muovendosi su un enorme palco ispirato
alle atmosfere futuriste del film Metropolis,
con enormi ruote in movimento, esplosioni e un
impianto luci sempre più spettacolare. Ai
concerti europei fa seguito una tournée
mondiale, che registra ampio successo anche in
Paesi come l'Australia. Tuttavia, un episodio fa
vacillare la solida fama della band; i Queen
accettano di effettuare dodici concerti a Sun
City, città-Stato per bianchi ricchi in Sud
Africa, simbolo della vergogna dell'apartheid.
La stampa, gran parte dell'opinione pubblica e
la stessa Unione dei Musicisti si scagliano
violentemente contro di loro, tacciandoli di
comportamento razzista. Per far fronte alle
critiche, i Queen intraprendono numerose
iniziative benefiche a favore dei bambini di
colore durante il loro soggiorno in, Sud Africa,
per esempio pubblicando in esclusiva un album
live i cui proventi sono interamente devoluti
alla costruzione di scuole e ospedali per
l'infanzia. La reputazione del gruppo si oscura
ma nei mesi seguenti due grandiosi eventi
musicali ne confermano definitivamente la
popolarità a livello mondiale.
In
virtù del grande successo ottenuto nel corso dei
precedenti tours nell'America meridionale, i
Queen vengono invitati a partecipare come
attrazione principale a un grande festival a Rio
De Janeiro :Rock in RiO, in compagnia di molti
altri artisti quali AC/DC, Yes, George Benson,
James Taylor, Iron Maiden, Def Leppard. È uno
dei più grandi festival di tutti i tempi,
trasmesso in diretta televisiva in tutto il
Sudamerica, e ai Queen viene riservato l'onore
di chiudere la manifestazione. La band sale sul
palco il 12 gennaio alle due del mattino e
rimane a bocca aperta di fronte alla sterminata
distesa di spettatori; al momento del concerto
dei Queen sono presenti 250.000 persone, il più
grande pubblico pagante per un singolo concerto,
un record assoluto ancora imbattuto. Il duetto
di Freddie con la marea di persone sulle note di
Love Of My Life è uno dei momenti più intensi e
grandiosi della storia del gruppo.

Il 13
luglio 1985 è una data molto importante per il
rock; per la prima volta, i più grandi artisti
del mondo decidono di unirsi per dare vita a un
enorme spettacolo di beneficenza, il "Live Aid",
in favore delle popolazioni dell'Etiopia colpite
da una grave carestia. Organizzato da Bob
Geldof, l'avvenimento si svolge in contemporanea
al Wembley Stadium di Londra e a Philadelphia,
negli Stati
Uniti, e viene trasmesso in diretta in tutto il
mondo, registrando l'adesione di uno sterminato
numero di gruppi e musicisti. Definito dallo
stesso Geldof un "juke box globale", lo show si
basa su una veloce alternanza di esibizioni,
ognuna della durata di 20 minuti. I Queen
salgono sul palco alle sei di sera, senza aver
fatto alcun soundcheck e con solo alcuni dei
tecnici di palcoscenico a disposizione, e
presentano un set esplosivo e molto rapido, in
modo da condensare nel breve tempo concesso
tutta la loro energia. I venti minuti del "Live
Aid" consegnano alla storia i Queen e fanno di
Freddie Mercury una leggenda. Tutti gli artisti,
il pubblico, i critici e per una volta la stampa
sono d'accordo nel considerarli i migliori in
assoluto, capaci di monopolizzare l'attenzione e
sbalordire il mondo. Freddie in particolare
domina l'evento, ipnotizzando lo stadio di
Wembley e facendolo esplodere: davanti a tutto
il mondo costruisce il suo mito di insuperabile
frontman. L'immagine di Freddie sorridente
mentre la folla canta We Will Rock You è il
simbolo della musica e della personalità dei
Queen.
Per
tutti i componenti della band il "Live Aid"
rappresenta una svolta, una scarica di
adrenalina che cancella ogni dubbio e riaccende
l'entusiasmo. John Deacon dichiara: "I Queen non
erano più un gruppo unito ma quattro
individualità che lavoravano insieme. Il 'Live
Aid' ci ha totalmente rivitalizzati,
restituendoci l'entusiasmo di un tempo". I Queen
si chiudono subito in studio e iniziano a
lavorare per registrare un album e poi partire
per una nuova tournée europea. Il 14 novembre
1985 viene pubblicato il singolo One Vision,
brano travolgente in cui il riff tagliente di
Brian sembra ingaggiare una gara con i vocalizzi
potenti di Freddie, ispirato dal famoso discorso
del sogno di Martin Luther King e inserito nella
colonna sonora del film Iron Eagle (L’aquila
d'acciaio).
Durante queste prime sessions di prove i Queen
vengono contattati da Russel Mulchay, regista e
produttore di videoclip che sta lavorando al suo
primo film, Highlander, destinato a diventare un
cult movie. La band accetta di scriverne la
colonna sonora e di pubblicarla come un proprio
album e inizia a registrare brani ispirati alle
scene del film. Contemporaneamente i Queen, con
la regia di Russel Mulchay, girano i videoclip
di A Kind of Magic, nel quale Freddie è un mago
che trasforma tre barboni impersonati da Brian,
Roger e John in tre rockstars, e di Princes Of
The Universe, nel quale compare anche il
protagonista di Highlander, Christopher Lambert.
Il singolo A Kind Of Magic viene pubblicato il
17 maggio 1986 ed entra nella classifica
britannica al 3 posto, raggiungendo la
prima posizione in altri 35 Paesi. L'album A
KIND OF MAGIC entra invece direttamente al
numero 1 oltre Manica, dove guida i Top 10 per
13 settimane consecutive, conquistando per due
volte il disco di platino. L'album non è una
colonna sonora tradizionale ma un lavoro
autonomo i cui brani accompagnano in modo
perfetto le scene del film. Mulchay ha
dichiarato: "Ho sempre desiderato lavorare con i
Queen perché hanno un approccio molto visivo
alla musica; le composizioni per Highlander sono
potenti, perfette per il mio film cui serve
questa energia".
Una
grande energia pervade in effetti il
quattordicesimo album dei Queen, i quali
trasmettono nei brani tutta la carica e
l'entusiasmo dell'esperienza «Live Aid»,
ritrovando la vena rock più genuina. I membri
del gruppo si esprimono ai massimi livelli, come
musicisti e soprattutto come autori, per esempio
firmando ciascuno i quattro singoli tratti
dall'album (One Vision di May e Mercury, A Kind
OfMagic di Taylor, Who Wants To Live Forever di
May, Friends Will be Friends di Deacon e
Mercury), tutti di successo. L'atmosfera magica
ispirata dal film si unisce alla consueta
versatilità e creatività, dando luogo a efficaci
soluzioni musicali, che fanno dell'album uno dei
migliori della band per intensità e potenza.
L'estate del 1986 vede i Queen ancora padroni
dell'Europa con il grandioso "Magic Tour",
iniziato il 6 giugno al Rasunda Stadium di
Stoccolma e conclusosi a Knebworth il 9 agosto.
La macchina live dei Queen raggiunge nel corso
di questo tour il suo apice; il palco è il più
grande mai costruito, come anche l'impianto
luci, e il set di canzoni preparato per la
tourné è un mix ben studiato di brani nuovi e
del passato, tutti riarrangiati in versioni
particolarmente potenti, sorta di carrellata
sulla storia del gruppo che attira sia i fans
più accaniti sia chi li conosce poco. Una data
particolarmente importante è quella al
Nepstadium di Budapest il 27 luglio; è la prima
volta che oltre la cortina di ferro il rock
viene presentato in grandi spazi. Freddie e
compagni danno vita a uno spettacolo memorabile,
come documenta il relativo video, riuscendo a
conquistare in un attimo un pubblico
assolutamente nuovo, in particolare quando
eseguono in segno di gratitudine una canzone
popolare ungherese duettando con la folla.
In
patria, i Queen raccolgono in sole sei date più
di 400.000 spettatori, stabilendo un record
assoluto, con due concerti consecutivi al
Wembley Stadium (11 e 12 luglio) da cui verrà
tratto un doppio album. Freddie chiude lo
spettacolo vestito da re, con manto di pelliccia
e corona, e smentisce ogni voce di problemi nel
gruppo con parole che risultano purtroppo
profetiche: "Non siamo poi tanto male per essere
quattro vecchie regine del rock, staremo assieme
finché, cazzo!, non saremo morti!". Il "Magic
Tour" si chiude il 9 agosto a Knebworth davanti
a quasi 200.000 persone; è l'ultimo concerto dei
Queen, che lasciano al loro pubblico il ricordo
della loro esibizione più spettacolare e
grandiosa e l'immagine di un gruppo che ha
saputo esaltare la dimensione live come nessun
altro. Freddie saluta per sempre i suoi fans
alzando la corona con queste parole:
«Arrivederci, bellissime bellezze! Siete stati
un pubblico straordinario, buonanotte, sogni
d'oro, vi amo!". In questo periodo, Freddie ha
già contratto il virus dell'Aids sebbene i test
cui si sottopone diano ancora esito negativo.
Il
1987 è un anno tranquillo per i Queen che
smaltiscono la sbornia del "Magic Tour", da cui
viene tratto l'album dal vivo LIVE MAGIC.
Freddie si impegna in progetti solistici, il
remake del brano dei Platters The Great
Pretender di cui realizza un divertente video
dove compare travestito da donna in compagnia di
Roger Taylor e dell'amico Peter Straker, la
partecipazione al musical Time di Dave Clark e
l'innovativo progetto di BARCELONA, crossover di
lirica e rock realizzato in coppia con la grande
interprete operistica Montserrat Caballé,la cui
title track sarà l'inno dei giochi olimpici del
1992. Questo progetto è l'inizio del grande
sogno di Freddie di poter mettere in scena un
esempio di arte globale, in cui possano
convivere danza, musica classica e moderna.
Purtroppo la malattia non gli permetterà di
concretizzare le sue idee. Roger Taylor invece
forma un gruppo, i Cross, di cui è chitarrista
ritmico e cantante solista, e nel gennaio 1988
pubblica l'album SHOVE IT, cui faranno seguito
MAD, BAD AND DANGEROUS To KNOW nel 1990 e BLUE
ROCK nel 1991.
Nel
1988 i Queen si ritrovano in studio per
preparare un nuovo lavoro, dopo il più lungo
intervallo tra un album di studio e il
successivo, e decidono di adottare una nuova
politica nella registrazione del materiale. Fin
dagli anni '70, su suggerimento di Freddie, ogni
componente della band è solito scrivere e
proporre un brano completo, indicando agli altri
membri esattamente come vuole che sia suonato;
questo crea molti problemi e notevoli dissidi,
soprattutto sulla scelta dei singoli, oltre che
un eccessivo individualismo nel modo di
lavorare. A partire da THE MIRACLE ogni
canzone viene accreditata ai Queen, senza
indicare di chi è l'idea originale, e tutte le
composizioni vengono discusse e realizzate da
tutti gli elementi del gruppo. THE MIRACLE viene
pubblicato nel maggio 1989 e va direttamente al
primo posto in classifica, anticipato dal
singolo I Want it All entrato al terzo posto, la
più alta new entry del gruppo. I Queen ormai
dominano completamente il mercato discografico
mondiale e ogni lavoro è accompagnato da una
massiccia campagna pubblicitaria e d'immagine,
curata personalmente dai quattro. La copertina
dell'album è una particolare realizzazione
grafica in cui i quattro volti elaborati al
computer sono uniti in un'unica testa, a
sottolineare la grande coesione del gruppo;
anche i videoclip sono molto originali,
soprattutto quello di Breakthru in cui i Queen
suonano su un treno lanciato in corsa.
THE
MIRACLE viene accolto in modo vario da stampa e
pubblico; molti giudicano il lavoro inferiore al
precedente e troppo blando dal punto di vista
musicale e dei testi, che rientrano nello stile
del disimpegno caratteristico del gruppo. In
realtà l'album è al solito una carrellata di
generi diversi, personalizzati con gli elementi
del tipico sound Queen, dal funk/soul di My Baby
Does Me al pop rock di Breakthru, e contiene
momenti di potente rock, dalla travolgente I
Want it All in cui Brian dimostra ancora una
volta la sua abilità, a Party e Khashoggi’s Ship,
registrati praticamente in presa diretta, fino a
Was It All Worth it, celebrazione della vita
esaltante della rockstar il cui testo può essere
considerato il vero testamento di Freddie
Mercury. Contrastano con questi alcuni brani
piuttosto easy listening, come Scandal o
Invisible Man, ma la band dimostra di non aver
perso energia: lo testimonia anche la presenza
di varie B-sides di grande valore, non inserite
nell'album ma frutto delle medesime sedute di
registrazione.
L'assenza di qualsiasi progetto per un tour
alimenta voci sullo stato di salute di Freddie,
che pure appare in buona forma nei video di THE
MIRACLE. L'Aids ha già iniziato a minare la
salute del cantante il quale, volendo mantenere
una riservatezza assoluta e conoscendo i metodi
della stampa scandalistica, decide di non
rivelare niente per non allarmare chi gli sta
intorno e si concentra sul suo lavoro. In realtà
i Queen riempiono ancora le pagine dei giornali
per le loro sregolatezze, come il grande party
che nel 1990 celebra il ventennale della
carriera o la festa per il 40 compleanno di
Roger Taylor, che con uno spettacolo di luci
laser mette in allarme tutti i centri di
osservazione degli Ufo. Il gruppo ritorna in
studio nel 1990, mentre lo stato di salute di
Freddie finisce sulle prime pagine dei giornali
in seguito a un'apparizione in pubblico - per la
consegna di un premio alla carriera ai Queen da
parte dell'Industria fonografica britannica - in
cui il cantante appare piuttosto provato e
smagrito. Gli altri componenti della band
sottolineano l'unità del gruppo sul piano
personale rifiutandosi di rilasciare
dichiarazioni e confermando l'uscita
dell'album. Il lavoro di registrazione si svolge
tra Londra e Montreux, dove Freddie sfugge
spesso alle attenzioni della stampa.
Ormai
molto debilitato dalla malattia, Mercury
concentra tutte le sue energie nella
registrazione dell'album, in cui trova uno
stimolo per continuare la propria battaglia. Il
frutto di questa commovente forza di volontà è
INNUENDO, capolavoro assoluto in cui la voce
di Freddie e tutto il gruppo toccano i vertici:
lo stile musicale dei primi album, recuperato e
rinnovato, si fonde con le nuove sonorità e le
sperimentazioni musicali che caratterizzano la
maturità della band, e ne emerge una sintesi che
rappresenta un traguardo per tutta la musica
rock.
Il
singolo Innuendo è un brano maestoso e complesso
che riassume tutto lo stile Queen, collegato
direttamente al manifesto Bohemian Rhapsody con
cui gareggia in lunghezza (più di sei minuti).
Pubblicato il 14 gennaio 1991, vende 100.000
copie nella prima settimana entrando in
classifica al numero 1, seguito dall'album
omonimo, pubblicato il 4 febbraio, che raggiunge
la prima posizione nelle classifiche di tutta
Europa. INNUENDO è un lungo e contrastato
discorso musicale e poetico sui temi
dell'esistenza, dell'amore, una ricerca dei
valori più veri e preziosi che possano dare
serenità e pace. Non è del tutto giustificato
cercare in ogni brano accenni alla malattia di
Freddie, perché le idee originali risalgono in
certi casi ad alcuni anni prima, ma certamente
l'album è pervaso da una malinconia e serietà
che lo rendono emotivamente molto intenso. The
Show Must Go On non è il testamento di Freddie,
perché è stato scritto da Brian May in onore di
Mercury stesso, ma riflette la drammatica
situazione interiore in cui si sono trovati i
Queen durante la difficile preparazione
dell'album, che Freddie ha fermamente voluto
completare, mentre assistevano al declino
inarrestabile del loro grande amico e cercavano
di non pensare al dolore sofferto per esaudire i
suoi ultimi desideri. Anche These Are The Days
Of Our Lives, brano composto da Roger Taylor, è
un testo triste ma sereno, un ripercorrere con
la memoria i momenti felici di una vita
trascorsa insieme all'insegna della musica. Nel
video che accompagna il singolo, Freddie appare
per l'ultima volta e, mostrando coraggiosamente
il suo volto distrutto dalla malattia, trova la
forza per sorridere e dire per l'ultima volta ai
suoi fans "I still love you".
Il 23
novembre 1991 Freddie Mercury diffonde un
comunicato stampa in cui dichiara ufficialmente
di essere malato di Aids e dichiara di voler
aiutare la ricerca per la cura del terribile
male, invitando amici e fans a fare altrettanto.
Il 24 novembre 1991, alle sette di sera, l'uomo
perde la sua lunga battaglia. Muore serenamente
nella sua casa di Kensington, stroncato da una
polmonite causata dal virus dell'Aids. lì mondo
precipita nel dolore, centinaia di fans si
radunano per tutta la notte in lacrime davanti
alla sua abitazione e ovunque la notizia riempie
le pagine dei giornali. Il suo corpo viene
cremato secondo il rito zoroastriano, la
religione praticata dai genitori. Freddie
Mercury lascia in eredità gran parte della sua
fortuna al "Terence Higgins Trust" e istituisce
una propria fondazione, il "Mercury Phoenix
Trust", per l'aiuto alle persone affette
dall'Aids.
Brian,
Roger e John rilasciano la seguente
dichiarazione ufficiale: «Abbiamo perso il più
grande e più amato membro della nostra famiglia.
Proviamo un dolore indescrivibile per la sua
morte, una tristezza che è mitigata dal pensiero
della sua straordinaria creatività e dell'onore
e del coraggio con cui ha vissuto e con cui ha
vissuto e con cui ha affrontato la morte. E
stato un privilegio per noi dividere con Freddie
momenti così magici. Appena sarà possibile,
vorremmo celebrare la sua vita nello stile in
cui era abituato".
Alcuni mesi dopo Brian May scrive ai membri del
Fan Club: "Freddie ha combattuto l'Aids per
molti anni. L'arte e gli amici erano per lui la
cosa più importante e si è dedicato ad ambedue
con estremo vigore. Non ha voluto che nulla
rovinasse la nostra musica e affrontando il
dolore ha deciso di continuare fino all'ultimo a
lavorare ai nuovi dischi, senza ascoltare le
nostre preghiere e cantando miracolosamente
sempre più forte. Freddie non ha mai voluto
simpatia ma solo ciò che i fans gli hanno sempre
dato, fiducia, sostegno e compagnia, lungo la
difficile strada che noi, Queen, abbiamo cercato
di percorrere. Voi gli avete dato l'aiuto per
essere lo straordinario spirito libero che è
stato e tuttora è. Freddie, la sua musica, la
sua brillante energia creativa, queste cose sono
per sempre".
Il 20
aprile 1992 allo stadio di Wembley si svolge il
più grande concerto degli ultimi anni, il
"Freddie Mercury Tribute". Vincendo la
disperazione, Brian, Roger e John salgono sullo
stesso palco per l'ultima volta, per celebrare
la vita e l'arte di Freddie Mercury in compagnia
dei più importanti nomi del panorama rock
mondiale. Il concerto viene aperto dalle
esibizioni di Extreme, Metallica, Guns N' Roses,
Def Leppard e Bob Geldof. Alle sei di sera è il
turno di Brian, Roger e John: una schiera di
straordinari artisti si unisce a loro per
cantare le canzoni dei Queen ed esprimere le
proprie considerazioni su Freddie Mercury e
sull'Aids. George Michael, Robert Plant, Roger
Daltrey, Elton John, Mick Ronson, lan Hunter,
Annie Lennox e molti altri altri danno vita a un
concerto leggendario, trasmesso in diretta in
tutta Europa. David Bowie canta forse per
l'ultima volta Heroes e al termine del pezzo si
inginocchia e recita una preghiera per tutte le
vittime dell'Aids, riducendo al silenzio
l'intero stadio. La serata si chiude con una
splendida interpretazione di We Are The
Champions da parte di Liza Minnelli cui si
uniscono tutti gli artisti presenti per un
grande coro finale. Sull'ultima nota Roger
Taylor, vero motore dell'evento, prende in mano
il microfono e grida al cielo di Londra:
"Buonanotte Freddie, ti amiamo!". Gli anni
seguiti alla morte di Freddie Mercury sono
senz'altro stati, dal punto di vista umano, i
più duri per la band. Nella loro carriera non
erano mancati i momenti di crisi ma l'idea di un
reale scioglimento non era mai stata presa
neanche in considerazione. Brian May e Roger
Taylor si sono così messi alla ricerca degli
stimoli necessari nel momento in cui bisogna
ricominciare tutto daccapo. Ritrovare
un'identità lontano dal gruppo, dopo che questo
era stata la ragione principale della loro vita,
non è certo stato facile; John Deacon, per
esempio, non ha ancora deciso quale strada
percorrere per il suo futuro.
May
ha pubblicato il singolo Driven by You
all'indomani della morte di Freddie e, dopo il
"Freddie Mercury Tribute", ha pubblicato l'album
BACK To Tur LIGHT riscuotendo un buon successo.
Soprattutto ha costituito una vera live band con
cui ha girato per tutto il mondo e i consensi
riscossi nel corso degli spettacoli
(testimoniati dall'album dal vivo LIVE AT THE
BRIXTON ACADEMY) lo hanno caricato
sufficientemente da convincerlo a proseguire per
l'avventura solistica. Per Roger Taylor vale lo
stesso discorso: uscito con l'album HAPPINESS
nel settembre 1994, ha portato in giro per
l'Europa e per il Giappone una tournée; il
successo ottenuto (a livello di vendite e di
pubblico) è stato però inferiore a quello del
collega. Per tutti questi anni i tre musicisti
hanno conservato la voglia di lasciare la
testimonianza di quanto avevano realizzato con
Freddie quando egli, ormai troppo malato, poteva
entrare in studio solo per poche ore. Dal 1988
infatti il cantante aveva coinvolto i compagni a
tal punto da passare il maggior numero di ore
possibile in studio. Le idee che aveva erano
moltissime ed era suo desiderio terminarle
tutte. Per fare in modo che non andasse perso lo
spirito che si era creato in quei giorni i tre
Queen rimasti, dopo avere atteso che i tempi
fossero maturi e dopo aver superato lo shock di
dover lavorare sulle tracce vocali in assenza
del loro esecutore, si sono incontrati prima
sporadicamente e poi più intensamente per dare
un senso a tutto il lavoro svolto. Il risultato
è testimoniato da MADE IN HEAVEN. In
questo album, non essendoci abbastanza materiale
inedito(si è sparsa questa voce ma non è
assolutamente vero …), i Queen hanno voluto
riproporre pezzi che erano stati concepiti dal
gruppo per essere inclusi su alcuni dei suoi
dischi ma che poi, per diverse ragioni, erano
stati esclusi dalle scalette finali e utilizzati
nei lavori solistici. Qui ritroviamo quindi
l'originale solarità della title track, un tempo
pensata per THE WORKS, così come I Was Born To
Love You, destinata allo stesso album ma poi
portata al successo da Freddie come solista.
Catturare l'antico spirito di alcune canzoni,
anche se a posteriori, non è l'unico elemento
che sorprende del lavoro. Let Me Live, per
esempio, tipico standard dei Queen (dove per la
prima volta Roger, Brian e Freddie si trovano
tutti impegnati come voci soliste) è un
trascinante inedito; Mother Love è l'ultima
canzone che Freddie abbia mai cantato e rivela
una dolcezza d'animo raramente fatta trasparire
nei precedenti testi dal suo autore.
Il
significato di tutto è comunque celato nella
canzone che apre il lavoro. It’s A Beautiful Day
è una dichiarazione di voglia di vivere fatta da
Freddie nell'unico modo che conosceva: sedendosi
al piano e cantando l'amarezza di quei momenti.
È un brano in cui Mercury dimostra il suo grande
coraggio perché, sebbene ammetta il dispiacere,
è deciso a non cedere finché fuori ci sarà un
altro bellissimo giorno da vivere.

Biografia tratta dal libro "Queen", ed. Giunti |