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atteggiamenti a confronto

Comunicazione e Conflitto

 


E' uno di quei giorni particolari dove ogni cosa prende un percorso sbagliato.
Franco aveva curato nei dettagli una relazione tecnica per lui importante. 
Un certo tipo di futuro, così credeva, sarebbe stato consequenziale. 
Era uscito di casa pensieroso, ma con fiducia. Vi tornava afflitto e con un enorme peso sulle spalle. Sapeva che i sogni non erano più gli stessi e che in qualche modo doveva incominciare daccapo. Nulla, di quanto aveva preparato, era stato considerato sotto il giusto profilo. Restare nell'azienda significava considerarsi uno sconfitto. Questa, perlomeno, era la sensazione che stava vivendo in quel momento.
Entrò in casa e la trovò vuota. Sara non era ancora rientrata.
Si sedette in una poltrona e restò al buio. Avrebbe anche pianto, ne fosse stato capace. Sarebbe scomparso, fosse stato possibile.

Il silenzio, era tutto ciò che desiderava, per quella sera.

Tralasciando di argomentare su ciò che rende il destino caparbiamente burbero, raccontiamo che quello stesso giorno regalò a Sara momenti memorabili, tali da cambiarle, in positivo, molte prospettive. Dopo anni di "facchinaggio", di lavori avari di gratitudine, aveva avuto l'incontro felice. Quel pomeriggio, dopo una sequela di colloqui, le avevano dato conferma di un si pieno. Era uscita senza informare Franco. Non gli aveva detto che avrebbe nuovamente incontrato i selettori. 
Per scaramanzia, essenzialmente. Ma anche per un effetto sorpresa, qualora le cose fossero andate nel verso giusto.
Aprì la porta come mai, raggiante e chiassosa, chiamando <Franco> a voce alta tra risate e versi di trionfo.
Voleva brindare. 
Sentì chiudere una porta. La casa, oltre lei, era al buio completo. Continuò a chiamare il marito, accendendo le luci di ogni locale. Di metro in metro raccontò la sua splendida avventura, certa che Franco la stesse ascoltando.
L'uomo si alzò nervosamente e pronunciando un freddo <Sono contento per te> uscì di casa, senza spiegazioni, lasciandola gelata ed incredula.




 



Quali pensieri attraversarono ed accompagnarono i due coniugi?
Nella fase "calda", quando le emozioni superano la ragione, i pensieri sono abbastanza ovvi:

Franco, non considerando che sua moglie non poteva conoscere la sua giornata disastrosa, rimuginò su:
Non si accorta del mio stato
Non ha attenzione per me
Pensa soprattutto a se stessa, con la sua "fissa" del lavoro
Ma mi avrà mai amato?
E' con lei che dovrei condividere i momenti della mia vita?
Che sensibilità! Da premio Oscar.

E Sara, quali pensieri avrà elaborato? 
E' impazzito? Fin tanto che tutto mi andava male era premuroso.
Aveva bisogno di vedermi inferiore a lui?
E' questo il suo modo di credere a me, di tenere a me?
E' il suo modo di amarmi?
Il cane mi avrebbe accolto più calorosamente. E' un egoista ed egocentrico.
Teme il confronto,
sta' a vedere che è proprio un fallito.
Comunque sia è proprio insensibile.

Quando c'è la piena emotiva non c'è spazio adeguato per una immediata chiarezza. Contano le fasi successive.
In una coppia matura, questo tipo di situazione non incrina nulla. Passata la criticità del primo momento, Sara e Franco si confiderebbero, comprendendo pienamente l'equivoco. L'intesa potrebbe risultare rafforzata. Franco ritroverebbe anche la fiducia in se stesso. In ogni caso sarebbe lieto per Sara che a sua volta saprebbe di poter contare sul marito.

Se già l'unione presentava qualche segno di instabilità, questo episodio rafforzerebbe i reciproci giudizi negativi.
Il passato verrebbe ripescato e rianalizzato alla luce di quel "patetico" pomeriggio invernale. Il nuovo episodio farebbe da spalla, per entrambi, ad ulteriori congetture. La fiducia risulterebbe ulteriormente incrinata.
In questo contesto non verrebbe cercato il chiarimento, generando un terreno fertile per successive incomprensioni.

L'episodio in sé non ha un particolare significato, se non quello che i protagonisti vogliono attribuirgli.
E' facile comprendere l'escalation di ripetute incomprensioni. Più queste si moltiplicano, più forti saranno i preconcetti e sempre più scarse le occasioni di scambio dialettico. Ci si ritira gradualmente in un mondo separato.
Le incomprensioni, ovvero una serie di giudizi sempre più negativi (ed ognuno costruirà le "sue" prove) porteranno ad un conflitto di coppia difficilmente risolvibile, se non cambiando il proprio atteggiamento mentale

In una situazione conflittuale ripetuta crescono bene l'insoddisfazione, l'ansia, il rancore, l'insofferenza, e così via, fino ad arrivare a solitudine e depressione.
Soprattutto, su un terreno così mal concimato, perdiamo tutti i potenziali frutti dell'albero che non c'è: perdiamo molte occasioni della nostra vita.

Per dirla con EPITTETO: < Gli uomini non soffrono per le cose, ma per il modo in cui le vedono >.