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1° lettera di LAURA
 

Solo tre quadri: tre.
Quanti anni sono che non ti conosco più? Tu non sai, né dirò, chi sta scrivendo. Se i tuoi ricordi sono lucidi, potresti ricordare una bruna a caschetto di quasi venti anni fa, quando, universitari giovani, vivemmo una breve stagione. Solo se ricordi quei giorni ti verrà in mente il corpo e forse il nome che mi appartengono.
Una breve stagione: tre mesi. Tre, come i tuoi quadri, visti oggi alla galleria d'arte moderna della mia città. E dire che neanche per un giorno, in tutti questi anni, ho pensato a te. Neanche per un'ora il tuo viso di allora ha oscurato altri visi, altri pensieri.
Tre quadri! Ed è un'esplosione di ricordi, un'invasione di immagini mentali che mi sta divorando.
Magro, magro, silenzioso sotto il cappello, camminavi sempre rasente ai muri, sotto i portici della tua città. Come ho amato Bologna in quel periodo! Camminavi a testa bassa e sempre occorreva ripeterti una frase, o una domanda, due volte: non ascoltavi mai. Eri perennemente immerso in una riflessione, ti perdevi in traslochi di pensiero. Trasferivi logiche e ragioni, svisceravi e catalogavi sentimenti e passioni, connettevi materia e spirito. Come potevi non diventare un pittore di successo!? Come potevi non essere insopportabile?
Il tuo indirizzo non risulta nell'elenco del telefono. Debbo dedurre che sei quello di allora? Non hai perso il gusto all'isolamento.
Ed io? Ero una brunetta rapace, piccola, soda e violenta. Ti piacevo per questo. Avevo scatti d'ira, ti buttavo addosso i vestiti, non cucinavo mai ed odiavo il tuo ordine. Non ci univa nulla, non condividevamo niente, ci divideva qualsiasi opinione.
Ma il letto era un'altra cosa, era una medaglia a due facce: la mia e la tua. Opposte, ma unite, vincolate, fuse.
Ti ricordi qualche cosa ora, Alberto? Ti ricordi di quelle ore di pazzia?
E ora? Cosa sei, cosa siamo? Cosa resta, cosa è stato rimosso o elaborato? Io preferisco non saperlo, preferisco ignorarti.
Desidero solo che la violenza dei ricordi prenda anche te, che ti divori, che ti faccia stare male, come sto male io.
Perché tutto questo? Che importa!
Solo tre quadri, Alberto, tre. Ricordalo.
Addio.

L’ amica che fu

 

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