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Verrò
a trovarti Laura, verrò da te. Non riesco più a dipingere.
Mi è impossibile, ora, stare seduto guardando una finestra aperta e
sentirmi bene.
Verrò a guardare i tuoi occhi, non riesco a credere che possano
trasmettere collera. Non posso neanche immaginarti diversa, non so
pensare ad una Laura depressa.
Lei era ovunque, ricordi? Laura riempiva gli spazi ed i programmi.
Prendeva l'attenzione, lasciava appagati e perplessi. Lasciava
stupefatti.
Mi hai regalato cento giorni di gloria, anche se non l'ho mai detto,
anche se non l'avevo mai pensato. Vigliaccheria, amica mia, solo la
banalità di un uomo convinto di essere superiore a molti aspetti.
Vigliaccheria.
Ho intorno a me una ventina di tele ultimate ed altrettante bianche,
sparse per il salone. Un paio sono in fase di lavorazione, sui loro
cavalletti. Ho intorno gli odori che amo, i colori che guardo e so che
in essi ho sempre trovato ogni possibilità di espressione. Immagina le
mie mani nude e sporche: chiazze rosse e brune, verdi e bluastre,
sfumate. Immaginami fermo, in piedi. Io passo in rassegna i pennelli,
diversi nella flessibilità, nella distribuzione delle setole, diversi
per dimensione. Essi sono strumenti. Io li amo come le mie dita, sono la
loro estensione ideale. Sono pronti i barattolini di vetro con dentro
oli ed essenze. La casa è pregna dei loro vapori. Le tavolozze sembrano
figure sinuose, appese al piccolo gancio del cavalletto. Le tele sono in
attesa, dolcemente inclinate, con i segni pronunciati, con i colori in
parte asciugati.
Io sono in preghiera, Laura. Resto così, raccolgo la concentrazione,
fino a raggiungere l'isolamento, fino a non sentire più nulla, se non i
sentimenti che mi legano a quei precisi centimetri quadrati.
Resto così, spesso per molto tempo. Poi la magia, la scelta dei colori,
lo studio delle miscele, delle sfumature. Occorre il pennello giusto,
occorre che la luce non crei ombre e non falsi le tonalità. Occorre il
silenzio.
Cosa nascondi Laura? Da dove proviene quel dolore che passa tra le
parole che scrivi? Vorresti negarlo, ma è presente, è pesante. E'
troppo evidente per poterlo mascherare.
Lascia che io capisca, fa che ti possa aiutare.
Alberto.
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