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NOTE ALLA DISCOGRAFIA ITALIANA: LE STAMPERIE DELLA EMI ITALIANA

 

 

 

 

Il dubbio che parecchi collezionisti hanno spesso riguarda l'esatta cronologia dei dischi italiani dei Floyd. Ma ora tutti sappiamo che la stampa italiana del primo disco dei Floyd, "The Piper at the Gates of Dawn", uscì nel 1971, insieme al secondo disco dei Floyd, "A Saucerful of Secrets". I due dischi erano stati preceduti, dal 1969 al 1971, da altri albums: "More" (1969)(il primo LP in Italia in assoluto), "Zabriskie Point" (1970), "Atom Heart Mother" (1970) e "Ummagumma" (1971), mentre indubbiamente "Meddle" uscì dopo dei primi due LP. Di "Relics" non so la data esatta, genericamente può essere inserito tra il 1972 ed il 1975, riporta i numeri sul run-off senza la data, lo si potrebbe desumere dai titoli dei dischi della serie Emidisc riportati sul retro della copertina, ma è un lavoro lungo e che verrà affrontato a parte; poi, essendo l'edizione inglese del maggio 1971, appare improbabile così che in Italia fosse uscito in quel periodo. La ricerca è visibile nella pagina dedicata a "Relics".

Da notare che il "Relics" su Emidisc faceva parte di una serie di album in offerta economica promozionale, chiamata appunto EMIdisc, serie già nota anche nel resto d'Europa (Francia, Germania, Spagna).

 

 

Ma qualcuno si è chiesto pure dove sono stati stampati i dischi della EMI Italiana durante gli anni '70 e '80. Così, una piccola ricerca in questo senso è stata portata a termine nei primi mesi del 2012. Da quello che si conosce, in quegli anni la EMI Italiana stampava i suoi dischi nella sua stamperia a Caronno Pertusella, vicino Varese, sicuramente sino a "The Wall" e "The Final Cut" (fonti EMI Records), dove stampavano anche alcune delle copertine. Ma non è sempre stato così. Ripercorriamo, in breve, la storia degli stabilimenti storici dove la EMI Italiana si appoggiava per produrre i suoi dischi, considerando che se i dischi venivano stampati prevalentemente a Caronno Pertusella, le copertine, invece, venivano stampate di massima in posti diversi.

La EMI Italiana è una casa discografica, emanazione della britannica Electric and Musical Industries (con sede ad Hammersmith presso Londra); la sede italiana si trova invece a Milano. Fondata nel 1931 come VCM (Voce del padrone - Columbia - Marconiphone), la casa discografica venne rinominata EMI Italiana nel 1967, divenne poi Emi Music Italy nel 1997 ed infine nel 2013 EMI Records Italy Srl. Sin dal 1904 i dischi della His Master’s Voice venivano pubblicati e distribuiti in Italia dalla SAIF (Società Anonima Italiana di Fonotopia), con sede a Milano. La casa discografica britannica si chiamava, in realtà, Gramophone, ma a causa del celebre dipinto di Francis Barraud “La voce del padrone” che ritrae il cagnolino Nipper mentre ascolta un grammofono, usato come marchio nell’etichetta, assunse presto questa denominazione ufficiosa. Nel 1912, intanto, Alfredo Bossi (uno dei primi discografici italiani) aveva fondato la SNG (Società Nazionale del Grammofono), sempre con sede a Milano, che negli anni venti aveva siglato un accordo con la casa discografica britannica Columbia Records per la produzione e la distribuzione dei dischi in Italia. Poiché nel 1931 la His Master’s Voice e la Columbia Graphophone Company si fusero dando vita alla EMI, anche in Italia avvenne la stessa operazione tra la SAIF e la SNG, con il coinvolgimento di un terzo partner, la MARCONIPHONE, azienda italiana specializzata nella produzione di apparecchi radiofonici (ciò perché la Emi inglese aveva intenzione di espandersi in questo mercato), che già era presente nel mondo musicale distribuendo in Italia i dischi dell’etichetta francese Pathé. Il nome dell’azienda in Italia fu VCM (sigla di Voce del Padrone – Columbia – Marconiphone), e questa denominazione restò fino alla fine del 1967, quando fu trasformata in Emi Italiana; la sede fu stabilita a Milano, in via Domenichino 14 (più tardi venne trasferita in piazza Cavour 2), ed il direttore fu Aldo Mario De Luigi. Fino alla fine degli anni ’50 mantenne inoltre alcuni uffici a Torino, in via Pietro Micca 1.

Pur essendo un’azienda unica, mantenne però la diversità di etichetta nelle varie pubblicazioni, unificando il catalogo solo alla fine del 1969. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale l’azienda, come molte altre di proprietà inglese, fu posta sotto sequestro, e riprese l’attività in Italia nel 1946; pur dando la priorità alla distribuzione di artisti stranieri nella penisola, si occupò anche del lancio di cantanti italiani come Beniamino Gigli, Carlo Buti o Renato Carosone (che incideva per la sottoetichetta Pathé) e, negli anni ’60, I Nomadi, Al Bano e Francesco Guccini. Nel 1972 la sede principale fu trasferita da Milano a Roma, per poi spostarsi all’inizio degli anni ’80 a Caronno Pertusella (in provincia di Varese, ma a pochi passi da Milano), pur mantenendo alcuni uffici distaccati a Roma e Milano. Nel corso degli anni ha stipulato accordi per la distribuzione in Italia di marchi come quello dell’americana Capitol (dal 1957), della Pathé, della tedesca Parlophone (in Italia però pubblicata con la denominazione Parlophon), della francese Odeon (queste ultime due fino al 1967 distribuite dalla Carisch) e di molte altre case discografiche. Per lo più dal dopoguerra in poi i direttori dell’azienda sono stati britannici, come ad esempio il celebre Stephen Gottlieb che diresse la Emi Italiana per tutti gli anni ’60; il primo italiano fu nel 1981 Alex Rotelli, a cui seguì nel 1986 Roberto Citterio. Nel 1997 ha cambiato la denominazione sociale in Emi Music Italy S.p.A.

Per molti anni i dischi italiani della Emi hanno avuto la numerazione preceduta dal prefisso 3C062 o 3C064 (in genere, dal 1970 al 1982): questo era una forma numerica che variava di paese in paese e serviva ad identificare le emissioni Emi delle varie nazionalità; rimarrà in vigore fino alla fine degli anni ottanta. In alcuni casi vi è invece il prefisso 3C054: è questo il caso di dischi usciti direttamente in edizione economica a prezzo ridotto (come "Opera Buffa" di Francesco Guccini o "Ho visto anche degli zingari felici" di Claudio Lolli). Poi, abbiamo i prefissi 64- e 66- (in genere dal 1983 al 1991), prediletti per le serie speciali o le ristampe economiche.

 

 

 

- "Caronno Pertusella Varese".

La Emi a Caronno Pertusella (Varese) esiste dalla fine degli anni 60' come fabbrica,magazzino e uffici commerciali. Fu la sede della EMI Italiana, dopo Roma, all'inizio degli anni '80; poi negli anni '80 si è installata anche la direzione, il marketing e tutti gli altri uffici. E' qui che stamparono quasi tutti i vinili dei Floyd, mentre le copertine potevano essere stampate in altri stabilimenti. Lo storico stabilimento di Caronno, un tempo parte di un complesso che ospitava anche gli uffici e il magazzino della EMI, fu ceduto nel 1999 dalla casa discografica a una società autonoma, EMI Operations, che aveva iniziato a stampare supporti audiovisivi e a fornire servizi logistici anche per conto terzi. Successivamente quest'ultima cambiò ragione sociale diventando IMS - International Media Service.

 

 

- "A.G.C.".

   "Arti Grafiche Colombo" di Gessate (segnata anche come AGC o A.G.C.) è un'azienda grafica italiana che ha iniziato la sua attività nel 1959, fondata da Emidio e Angelo Colombo; probabilmente fu usata prima del 1969, ma non escludo anche dopo, visto che sta scritto pure su "Relics".

 

 

- "grapyche magica 2000 milano".

   "Grapyche Magica 2000", una ditta di grafica di copertina, che ha fatto lavori anche per Ricchi e Poveri e Mina. Era una azienda italiana che si occupava di stampa, flessografia e Foto Tipo Litografia. A volte appare come Grapyche Magica 2000. L'azienda si sciolse nell'ottobre del 2010 per crisi aziendale.

 

 

- "LITOURIC MILANO".

   Società di grafica di Milano, che ha servito anche gruppi italiani come i Tihm, conosciuto anche per aver stampato poster.

 

 

- "Off. Graf. ALT - Milano".

   "Officine Grafiche ALT" di Milano, stampavano anche libri e figurine, serie Liebig.

 

 

- "Graf. Centonze - Como".

   "Grafica Centonze", una tipografia di Como che ha stampato alcune mitiche copertine per conto delle più importanti etichette discografiche del tempo, come "Dire Straits" e "Masters of Rock".

 

 

- "Grafica Pozzoli S.p.A. Inzago".

   "Grafica Pozzoli S.p.A." Inzago, nata nel 1968 a Inzago, nell'hinterland di Milano, come azienda litografica, da subito si specializza nella stampa di supporti grafici per la discografia; prima in Italia, nel 1988 crea un reparto per la produzione di Compact Disc.

 

 

- "Grafiche Dotti - Cernobbio".

   La società è attiva dal 1947 nel campo della tipografia, litografia e cartotecnica. Dagli anni '60 iniziò anche la produzione, richiesta dal mercato discografico, di packaging per LP e 45 giri e musicassette divenendo ben presto azienda leader del settore. Nel corso degli anni la società brevettò e sfruttò industrialmente diversi modelli per il packaging sia nel settore discografico che nell'imballo di divani e poltrone. Ha stampato copertine di dischi come "Tutti morimmo a stento" di De Andrè, "Stand Up" dei Jethro Tull, "Yellow Submarine" dei Beatles, diverse copertine di dischi di Celentano e Donna Summer. Dopo una crisi iniziata nel 2009, il Tribunale di Como ne ha dichiarato il fallimento nell'aprile del 2012. Veniva siglata anche con una "D".

 

 

Sui dischi italiani dei Floyd ci sono riportate le seguenti stamperie:

"More": 1^ed. [Mod.2312 A.G.C.] ; 6^ed. [Grafica Pozzoli Inzago]

"Underground" (sampler): [Mod.2324 A.G.C.]

"Zabriskie Point": [Grafiche Dotti - Cernobbio] ; la ristampa anche come D

"Atom Heart Moher": 1^ed. [Mod. Litouric Milano] posta alternativamente nei due versi; 2^ed. [Off. Graf. ALT - Milano] ; 5^ed. [Mod.2596 Caronno Pertusella (Varese)]

"Ummagumma": 1^ed. e sino al 1980 [Mod.2581 ALT] oppure [Off. Graf. ALT - Milano], poi nulla

"The Piper at the Gates of Dawn": nulla

"A Saucerful of Secrets": nulla

"Meddle": 1^ed. [Mod.2841 Caronno Pertusella (Varese)]

"Relics": 1^ed. [Mod.2803 A.G.C.] ; altre nulla

"Obscured by Clouds": nulla

"The Dark Side of the Moon": c'è solo [Mod.3108]

"A Nice Pair": nulla

"Masters of Rock": 1^ed. [Graf. Centonze - Como] ; 2^ed. e serie Talent [grapyche magica 2000 milano]

"Wish You Were Here": 1^ed. nulla ; dal 1978 [Grafiche Dotti - Cernobbio, con il logo "D"]

"Animals": nulla

"The Wall": nulla

"The Final Cut": [grapyche magica 2000] (ci sono anche delle copie senza)

"A Collection of Great Dance Songs": 1^ed. [grapyche magica 2000] ; serie Talent nulla

"A Momentary Lapse of Reason": 4^ed. [Grafica Pozzoli S.p.A. Inzago]

"Delicate Sound of Thunder": [Grafica Pozzoli S.p.A. Inzago]
 

 


 

 

 

 

 

Copyrights & Credits.

La ricerca è stata curata da Stefano Tarquini (ottobre 2011-febbraio 2012), con la supervisione di Massimo Bonelli (febbraio 2012) e di Stefano Gagliardini (novembre 2012). Il materiale fotografico fa parte della collezione privata di Stefano Tarquini.

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