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Sito telematico dedicato all'informazione, al confronto, al dibattito sui problemi connessi con il primo CONTRATTO DEI DIRIGENTI SCOLASTICI – a cura del D.S. Paolo Quintavalla  in servizio presso la Direzione Didattica 3° Circolo di Parma - In Rete dal maggio 2000 –

 

 

 

 

NUGAE

"piccole cose senza importanza"

La scuola patchwork

Nuga n. 71 del 19 dicembre 2002

di Paolo Quintavalla

Dopo la giustizia fai-da-te (Legge Cirami, falso in bilancio, rogatorie internazionali ed altra musica deliziosa per le orecchie di coloro che Craxi definiva, con grazioso eufemismo, "mariuoli") e i condoni (vera apoteosi per i furbi e gli evasori, vera strizzata di .... per gli onesti) ora è la volta del bricolage istituzionale sgangherato e pasticcione.

In un Paese, come il nostro, già scombinato di suo non consola la prospettiva, non tanto remota, di avere venti polizie locali (quando è già difficile coordinare le tre nazionali esistenti), venti sistemi sanitari locali e, soprattutto, venti piccoli ministeri dell'Istruzione. Già ci sarebbe da ridire sull'uso di un termine straniero (di una terra che una volta, addirittura, veniva definita "la perfida Albione") per identificare un'eveniente legge italiana. Non era preferibile, per migliore comprensione del volgo, ricorrere a "decentramento" oppure a "trasferimento di poteri" ? Ma, al di là dei termini, gli esperti di metrica osservano che "devolution", purtroppo, fa rima pericolosamente con "dissolution". 

Comunque sia, sconforta osservare come il fervido regista dell'ardita operazione si muova con la grazia di un elefante in un negozio di cristallerie. E sconforta osservare come lo stesso regista attacchi il Presidente della Repubblica proprio perché richiama all'unità del Paese e alla solidarietà tra le regioni.

Pare di capire, comunque, che si voglia puntare verso un rischioso federalismo dalle estreme conseguenze. Niente di tragico, per carità. Nulla di paragonabile a ciò che è accaduto nella vicina ex Jugoslavia. In Italia per fortuna, come sappiamo, tutto alla fine può sfociare al massimo in vaudeville e opera buffa.

Attendiamo, quindi, con sincera curiosità la scuola patchwork che verrà. Allegri, amici, se non altro ne guadagnerà la fantasia! Credo proprio che dovremo abituarci a vedere una scuola "a pezzi" e "a pezze" di tutti i colori!

Ma, francamente, ci assale un dubbio: quale sarà il modello? sarà una "scuola patchwork" oppure una "scuola spezzatino"?

 

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