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SCIOPERARE
PER I DOCENTI E PER I BIDELLI
Nuga
n. 66 del 15 ottobre 2002
di
Paolo Quintavalla
Premetto che deve essere dura per un
sindacato generalista della scuola cercare di far coesistere
armoniosamente e condurre a sintesi gli interessi
e le aspirazioni dei dirigenti, dei docenti e dei
bidelli. Viviamo sicuramente in tempi in cui ogni
categoria punta a rimarcare il peso del suo ruolo
specifico ed è portata a concepirsi, a torto o a
ragione, come l'ombelico del mondo.
Ho
letto, quindi, con molto interesse il volantino
della Cgil Scuola che chiama "docenti,
dirigenti scolastici, il personale ATA"
(e non potrebbe che essere in questo preciso
ordine) a scioperare il 18 p.v. Si elencano,
addirittura, ben "11 buoni motivi per
scioperare" e fra questi: per "l'immissione in
ruolo dei precari, docenti e Ata", per il contratto
europeo dei docenti, per la "riforma vera
della scuola", per la "difesa e la
valorizzazione della scuola pubblica e laica"
ecc. Nessuno mette in dubbio la liceità dei
motivi, per carità. Magari si può pensare che
siano quanto mai generici e, diciamo così,
robustamente ideologici. Ma boia che ce ne sia
uno, almeno uno, specifico per i Dirigenti
scolastici. Un motivo per cui i Capi d'Istituto
possano riconoscere la loro specificità e non
sentirsi, come sempre, negletti (sindacalmente
parlando, s'intende). Che so, l'istanza
(dichiarata solennemente sul volantino comune) dell'allineamento retributivo con gli altri
dirigenti pubblici italiani. E, perché no, magari
l'allineamento con i dirigenti scolastici europei.
Oppure quest'ultimo principio, quanto mai giusto, vale
solo per i docenti?
Perché,
altrimenti, un dirigente scolastico non trovando
elencate nella pur lunga lista le motivazioni
dello sciopero che lo riguardano da vicino e non
essendo abituato ai sottintesi né ai fervori
fideistici potrebbe chiedersi: ma per chi sono
chiamato a scioperare? Per i precari, per i
docenti, per i bidelli, come si dice nel
volantino?
Un
po' di sano corporativismo, se non si vuole subire
quello degli altri, credo che alla fine non
guasti. Ma ce li vedete i primari ospedalieri che
scioperano per sostenere le rivendicazioni degli
infermieri (con tutto il rispetto per il loro
ruolo e i loro diritti)? O viceversa?
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