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Sito telematico dedicato all'informazione, al confronto, al dibattito sui problemi connessi con il primo CONTRATTO DEI DIRIGENTI SCOLASTICI – a cura del D.S. Paolo Quintavalla  in servizio presso la Direzione Didattica 3° Circolo di Parma - In Rete dal maggio 2000 –

 

 

 

 

 

LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO

(IN MEMORIA DI 26 BAMBINI E UNA MAESTRA)

Editoriale n. 52 del 3 novembre 2002

di Paolo Quintavalla

Quelle immagini commoventi della tragedia di San Giuliano di Puglia non le potremo mai dimenticare. Bambini prigionieri sotto le macerie della loro scuola, accartocciata su se stessa. Piccoli corpi straziati estratti tra l'urlo di dolore e la disperazione dei genitori. Immagini che riempiono di pathos insostenibile gli individui. Immagini, rimandate ossessivamente e moltiplicate dai media, che sono ormai scolpite nella coscienza collettiva.  Un'intera comunità devastata e sconvolta da un dramma terribile che non si sa ancora se ascrivere più a tragica fatalità oppure a precise e identificabili responsabilità. 

La magistratura ha aperto un'inchiesta, che farà il suo corso, con l'ipotesi pesantissima di reato di disastro colposo e omicidio colposo plurimo . Ma, indipendentemente, da questa doverosa iniziativa giudiziaria occorre che venga rilanciata, in tutta la sua importanza - anzi priorità - ed urgenza, la cultura della prevenzione e la politica  della sicurezza degli edifici scolastici in tutti gli Istituti italiani.

Proprio due mesi fa la UIL Scuola ha pubblicato meritoriamente un documentato dossier "Sicurezza nelle scuole - 4° Rapporto Annuale" in cui si lanciava l'allarme sulla gravità e sulla rilevanza di questo problema ancora aperto. Da questo Rapporto si evince che:

  • Il 14,31% delle scuole italiane non è in regola rispetto ai vari adempimenti in tema di sicurezza:documento sul rischio, piano di evacuazione,  nomina del responsabile della sicurezza, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, formazione delle figure sensibili.

  • il Documento sul rischio manca nel 6,5% delle scuole italiane

  • il Piano di evacuazione manca in nove scuole su cento

  • il Responsabile della sicurezza non è stato nominato nel 12% delle scuole italiane

  • il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza manca nel 13% delle scuole italiane

  • Formazione delle "figure sensibili": una scuola su tre non ha effettuato corsi

Di fronte a questi dati, quando sono potenzialmente in gioco le vite umane, non è possibile l'indifferenza, il disinteresse oppure l'inerzia o il gioco perverso dello scarico delle responsabilità. 

In primo luogo sono chiamati in causa i politici nazionali, il Governo e l'opposizione, il Parlamento che non possono pensare di continuare ad affrontare il problema della sicurezza, come hanno fatto finora, semplicemente procrastinando i termini di applicazione delle leggi. Non solo, ma non possono evitare di destinare i rilevanti e dovuti stanziamenti per un compito tanto importante. La sicurezza non si affronta soltanto con le buone intenzioni o con le petizioni di principio. Gli interventi per la sicurezza nelle scuole abbiano, quindi, la priorità assoluta, prima della costruzione di un qualsiasi ponte sullo stretto di Messina! 

In secondo luogo sono chiamati in causa gli Amministratori Locali che, in quanto gestori della proprietà dei locali scolastici non possono continuare ad ignorare, come spesso accade, le pressanti richieste di interventi di adeguamento e di ristrutturazione rivolte dai dirigenti scolastici. Una comunità deve il suo grado di civiltà anche alla misura in cui garantisce alle nuove generazioni ambienti di vita e di studio sicuri e decorosi.

In terzo luogo i Capi d'Istituto non possono permettersi, in misura percentuale così consistente - una scuola su sette, come si evince dal rapporto citato - di continuare ad essere privi dei documenti fondamentali in ordine alla sicurezza. Ma non solo, non possono ignorare il dovere di promuovere e diffondere, come fine istituzionale della comunità scolastica, la cultura della prevenzione e della sicurezza, come avviene in tutti i Paesi europei avanzati. Non basta, quindi, che nei cassetti esistano i documenti prescritti, a cui tributare magari un ossequio solo formale, ma occorre anche disseminare l'informazione e la formazione ad ogni livello ed effettuare le periodiche prove pratiche di evacuazione degli edifici scolastici.

La madre di una piccola vittima del terremoto chiedeva tra le lacrime, durante il rito funebre, scuole più sicure, affinché non si ripeta più lo strazio indicibile di famiglie annientate. La sicurezza viene prima di tutto. Non possiamo avere dubbi in proposito. Ci consola pensare che se sapremo agire in questa direzione tutti insieme, classe politica, Amministratori locali, dirigenti scolastici, docenti, personale Ata, tecnici, famiglie e cittadini, ognuno con le proprie competenze e per quanto deve e quanto può, 26 bambini e una maestra non saranno morti invano.

 

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