|
DISPOSIZIONI GENERALI E SPECIFICHE Oggetto e campo di applicazione del Codice Deontologico Art. 1 - Medico Veterinario - Il Medico Veterinario svolge la propria attività professionale al servizio della collettività e a tutela della salute pubblica. In particolare, dedica la sua opera: · alla protezione dellŽuomo dai pericoli e danni a lui derivanti dallŽambiente in cui vivono gli animali, dalle malattie degli animali e dal consumo delle derrate o altri prodotti di origine animale; · alla prevenzione e alla diagnosi e cura delle malattie degli animali e al loro benessere; · alla conservazione e allo sviluppo funzionale del patrimonio zootecnico; · alla conservazione e alla salvaguardia del patrimonio faunistico ispirata ai principi di tutele delle biodiversità, dellŽambiente e della coesistenza compatibile con lŽuomo; · alle attività legate alla vita degli animali familiari, da competizione sportiva ed esotici; · alla promozione del rispetto degli animali e del loro benessere in quanto esseri senzienti; · alla promozione di campagne di prevenzione igienico-sanitaria ed educazione per un corretto rapporto uomo-animale; · alle attività collegate alle produzioni alimentari, alla loro corretta gestione ad alla valutazione dei rischi connessi. Art. 2 - Definizione - La deontologia veterinaria è lŽinsieme dei principi e delle regole che ogni Medico Veterinario deve osservare, e alle quali deve ispirarsi nellŽesercizio della professione. LŽignoranza della deontologia veterinaria non esime dalla responsabilità disciplinare. Art. 3 - Ambito di applicazione - Le norme deontologiche si applicano a tutti i Medici Veterinari nella loro attività, nei loro reciproci rapporti e nei confronti degli utenti. Art. 4 - Potestà disciplinare - Spetta agli organi disciplinari la potestà di infliggere sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione delle norme deontologiche. Le sanzioni devono essere commisurate alla gravità dei fatti e devono tener conto della reiterazione dei comportamenti, nonchè delle specifiche circostanze, soggettive e oggettive, che hanno concorso a determinare lŽinfrazione. Art. 5 - Responsabilità disciplinare - La responsabilità disciplinare discende dalla inosservanza o dallŽignoranza dei precetti e dalla volontarietà della condotta, anche se omissiva. Oggetto di specifica valutazione è il comportamento complessivo. Art. 6 - Attività allŽestero e attività in Italia dei Medici Veterinari - NellŽesercizio di attività professionali allŽestero, ove consentite, il Medico Veterinario italiano è tenuto al rispetto delle norme deontologiche dello Stato in cui viene svolta lŽattività. Del pari il Medico Veterinario comunitario o di Paese terzo, nellŽesercizio dellŽattività professionale in Italia, quando questa gli sia consentita, è tenuto alla conoscenza e al rispetto delle norme deontologiche italiane. Art. 7 - Applicabilità - Le disposizioni del presente Codice Deontologico vanno rispettate da ogni iscritto allŽAlbo professionale, anche da coloro che risultino iscritti allŽelenco speciale di cui al D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382 e dai cittadini degli Stati membri della comunità europea che abbiano ottenuto lŽiscrizione allŽAlbo ai sensi della legge 8 novembre 1984, n 750. Art. 8 - Inosservanza - LŽinosservanza o lŽignoranza dei precetti, degli obblighi e dei divieti fissati dal presente Codice Deontologico costituisce abuso o mancanza nellŽesercizio della professione o fatto disdicevole al decoro professionale, perseguibile disciplinarmente ai sensi delle vigenti Leggi. DOVERI DEL MEDICO VETERINARIO Art. 9 - Comportamento secondo scienza e coscienza - LŽesercizio della professione del Medico Veterinario deve ispirarsi a scienza e coscienza. 1 Art. 10 - Doveri di probità, dignità e decoro - Il Medico Veterinario deve ispirare la propria condotta allŽosservanza dei doveri di probità, dignità e decoro. Art. 11 - Doveri di lealtà e correttezza - Il Medico Veterinario deve svolgere la propria attività professionale con lealtà e correttezza. Art. 12 - Dovere di indipendenza intellettuale - NellŽesercizio dellŽattività professionale il Medico Veterinario ha il dovere di conservare la propria indipendenza intellettuale e difendere la propria libertà da pressioni o condizionamenti esterni, prescindendo da religione, razza, nazionalità, ideologia politica e sesso. Art. 13 - Dovere di segretezza e riservatezza - È dovere primario e fondamentale del Medico Veterinario mantenere il segreto sullŽattività prestata e su tutte le informazioni di cui sia venuto a conoscenza a seguito dellŽatto professionale, fatti salvi i casi previsti per Legge. Art. 14 - Dovere di diligenza e prudenza - Il Medico Veterinario deve adempiere ai propri doveri professionali con diligenza e prudenza. EŽ tenuto a denunciare allŽOrdine ogni tentativo tendente ad imporgli comportamenti non conformi al Codice Deontologico, da qualunque parte provenga. Deve a tal proposito mettere lŽOrdine nelle condizioni di provvedere alla sua tutela ed a quella del decoro professionale. Art. 15 - Dovere di competenza - Il Medico Veterinario non deve accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con adeguata competenza. Art. 16 - Dovere di aggiornamento professionale - È dovere del Medico Veterinario curare costantemente la propria preparazione professionale, conservando e accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori nei quali è svolta lŽattività. Art. 17 - Dovere di informativa sullŽesercizio professionale - È dovere del Medico Veterinario dare informazioni allŽutente sulla propria attività professionale, secondo correttezza e verità. Art. 18 - Dovere di assistenza - Il Medico Veterinario ha lŽobbligo, nei casi di urgenza ai quali è presente, di prestare le prime cure agli animali nella misura delle sue capacità e rapportate allo specifico contesto, eventualmente anche solo attivandosi per assicurare ogni specifica e adeguata assistenza. Art. 19 - Dovere di informativa sul benessere - È dovere del Medico Veterinario informare il cliente sullo stato di benessere degli animali visitati. Art. 20 - Dovere di tutela - Il Medico Veterinario è tenuto, nellŽesercizio della professione, alla tutela diretta ed indiretta della salute umana dai pericoli provenienti da alimenti di origine animale e da animali. RAPPORTI TRA MEDICI VETERINARI Art. 21 - Rapporto fra Colleghi - Il Medico Veterinario deve mantenere sempre nei confronti dei colleghi un comportamento ispirato a correttezza e lealtà. Il contrasto di opinione non deve violare i principi di un collegiale comportamento e di un civile dibattito; ove non sia possibile risolvere direttamente tale contrasto, occorre creare le condizioni affinchè il Consiglio dellŽOrdine promuova iniziative di conciliazione. Art. 22 - Rapporti con il Consiglio dellŽOrdine - Il Medico Veterinario è tenuto a collaborare con il Consiglio dellŽOrdine di appartenenza per lŽattuazione delle finalità deontologiche istituzionali. Il Medico Veterinario che cambi la residenza, trasferisca in altra provincia la sua attività o modifichi la sua condizione di esercizio o cessi di esercitare la professione, è tenuto a darne tempestiva comunicazione al Consiglio provinciale dellŽOrdine di appartenenza. LŽOrdine provinciale, al fine di tenere un albo aggiornato, recepisce queste modifiche e ne informa la Federazione Nazionale. Art. 23 - Rapporti con i collaboratori e sostituti - Il Medico Veterinario titolare di struttura o esercente attività professionale deve retribuire con adeguato compenso i Medici Veterinari suoi collaboratori e suoi sostituti; nel contempo deve attuare le condizioni per il miglioramento professionale degli stessi. I collaboratori ed i sostituti si devono fare carico della responsabilità professionale contrattuale. Art. 24 - Rapporti con i tirocinanti - Il Medico Veterinario è tenuto verso i tirocinanti ad assicurare la effettiva e proficua pratica professionale al fine di consentire unŽadeguata formazione. RAPPORTI CON LA CLIENTELA Art. 25 - Rapporto di fiducia - Il rapporto con il cliente è fondato sulla fiducia e sulla assunzione della responsabilità professionale. Il Medico Veterinario è tenuto a informarsi sullŽidentità del cliente. Art. 26 - Autonomia del rapporto - Il Medico Veterinario ha lŽobbligo di salvaguardare gli interessi della clientela nel miglior modo possibile nellŽosservanza della legge e dei principi deontologici e del consenso informato nella pratica veterinaria. Il Medico Veterinario non deve consapevolmente consigliare interventi inutilmente gravosi, nè suggerire comportamenti, atti o negozi illeciti, fraudolenti o affetti da nullità. Il Medico Veterinario deve rifiutare di prestare la propria attività quando dagli elementi conosciuti possa fondatamente desumere che essa sia finalizzata alla realizzazione di una operazione illecita. Art. 27 - Conflitto di interessi - Il Medico Veterinario ha lŽobbligo di astenersi dal prestare attività professionale quando questa determini un conflitto dŽinteressi 2. Art. 28 - Inadempienza professionale - Nel caso di assunzione di responsabilità contrattuale è violazione dei doveri professionali, la mancata, ritardata o negligente assistenza professionale, quando non scusabile o quando dovesse procurare rilevante trascuratezza degli interessi del cliente. Art. 29 - Obbligo di informazione e consenso informato nella pratica veterinaria 3 - Il Medico Veterinario, allŽatto dellŽassunzione di responsabilità contrattuale, è tenuto ad informare chiaramente il cliente della situazione clinica e delle soluzioni terapeutiche. Deve precisare i rischi, i costi ed i benefici dei differenti ed alternativi percorsi diagnostici e terapeutici, nonchè le prevedibili conseguenze delle scelte possibili. Il Medico Veterinario nellŽinformare il cliente dovrà tenere conto delle sue capacità di comprensione, al fine di promuoverne la massima adesione alle proposte diagnostico-terapeutiche. Ogni ulteriore richiesta di informazione da parte del cliente deve essere soddisfatta. Il Medico Veterinario deve, altresì, soddisfare le richieste di informazione del cittadino in tema di prevenzione. Il Medico Veterinario è tenuto ad informare il cliente sui prevedibili di stati di sofferenza e di dolore dellŽanimale paziente e la durata presumibile dellŽintervento professionale. È obbligo del Medico Veterinario comunicare al cliente la necessità del compimento di determinati atti al fine di evitare sofferenze, dolore o prolungati stati di malessere dellŽanimale paziente. Art. 30 - Medicine non convenzionali - La pratica delle Medicine non convenzionali in ambito veterinario è di esclusiva competenza del Medico veterinario. Questa deve essere svolta nel rispetto dei doveri e della dignità professionali e nellŽesclusivo ambito della diretta e non delegabile responsabilità professionale, acquisito il consenso del cliente debitamente informato. Art. 31 - Consegna di documenti - Il Medico Veterinario è in ogni caso tenuto a rilasciare al cliente i documenti diagnostici, prescrizioni, copia della relazione clinica e ogni documentazione ricevuta dal cliente, qualora questo ne faccia formale richiesta e comunque al termine della prestazione. Il Medico Veterinario può trattenere copia della documentazione, senza il consenso del cliente, per i necessari provvedimenti di registrazione ai fini contabili e di archivio storico 4. Art. 32 - Richiesta di pagamento - Il Medico Veterinario può richiedere al cliente lŽanticipazione delle spese e il versamento di adeguati acconti sullŽonorario nel corso del rapporto e il giusto compenso al termine dellŽincarico. È consentito al Medico Veterinario concordare onorari, anche forfetari, in caso di prestazioni continuative di consulenza ed assistenza. Art. 33 - Azioni contro la parte assistita per il pagamento del compenso - Il Medico Veterinario può agire nei confronti del cliente moroso per il pagamento delle proprie prestazioni professionali. Art. 34 - Rinuncia allŽassistenza - Il Medico Veterinario ha diritto di rinunciare al contratto professionale instauratosi con il cliente, a condizione che dia un preavviso adeguato alle circostanze e che provveda ad informarlo di quanto è necessario fare per non pregiudicare la sanità ed il benessere dellŽanimale paziente. RAPPORTI CON PRIVATI ED ENTI PUBBLICI Art. 35 - Rapporti con la stampa - Nei rapporti con la stampa e con gli altri mezzi di informazione il Medico Veterinario deve ispirarsi a criteri di equilibrio e misura nel rilasciare dichiarazioni e interviste, documentandosi con le pubblicazioni scientifiche più aggiornate in merito allŽargomento, e assumendosi la responsabilità di quanto esposto. Il Medico Veterinario deve dare comunicazione allŽOrdine di eventuali pubblicazioni non rispondenti a quanto da lui dichiarato per gli eventuali provvedimenti di competenza. Art. 36 - Divieto di uso di espressioni ed atteggiamenti sconvenienti ed offensivi - Indipendentemente dalle disposizioni civili e penali, il Medico Veterinario deve evitare di usare atteggiamenti ed espressioni sconvenienti ed offensivi nellŽattività professionale in genere, sia nei confronti dei colleghi che nei confronti degli utenti. Art. 37 - Divieto di utilizzo di titoli professionali non posseduti o di titoli inesistenti - LŽiscrizione allŽAlbo è requisito necessario ed essenziale per lŽesercizio dellŽattività professionale di Medico Veterinario. Sono sanzionabili, anche disciplinarmente lŽuso di un titolo professionale non posseduto o lŽutilizzo di titoli professionali inesistenti o non riconosciuti. Lo svolgimento di attività professionale in carenza dei titoli necessari, o in periodo di sospensione, costituisce anche violazione del presente Codice e come tale sanzionabile. Risponde dellŽinfrazione anche il Medico Veterinario che abbia consapevolmente reso possibile unŽattività irregolare. Art. 38 - Rapporti con arbitri e consulenti tecnici - Il Medico Veterinario deve ispirare il proprio rapporto con arbitri e consulenti tecnici a correttezza e lealtà, nel rispetto delle reciproche funzioni. Art. 39 - Arbitrato - Il Medico Veterinario che abbia assunto la funzione di arbitro deve rispettare i doveri di indipendenza e imparzialità. A tal fine il Medico Veterinario non può assumere la funzione di arbitro rituale o irrituale, nè come arbitro nominato dalle parti, nè come presidente, quando abbia in corso rapporti professionali con una delle parti in causa o abbia avuto rapporti di qualsiasi natura, tali da poterne pregiudicare lŽautonomia. In particolare dellŽesistenza di rapporti professionali con una delle parti lŽarbitro nominato presidente deve rendere edotte le parti stesse, rinunciando allŽincarico ove ne venga richiesto. In ogni caso, il Medico Veterinario deve comunicare alle parti ogni circostanza che di fatto possa incidere sulla sua autonomia, al fine di ottenere il consenso delle parti stesse allŽespletamento dellŽincarico. Art. 40 - Rapporti con i terzi - Il Medico Veterinario ha il dovere di rivolgersi con correttezza e con rispetto nei confronti di tutte le persone con cui venga in contatto nellŽesercizio della professione. Art. 41 - Tutela della professione - Il rispetto degli obblighi deontologici e la tutela dellŽautonomia, della libertà, della dignità e del decoro professionale sono garantiti anche nelle convenzioni che disciplinano i rapporti tra i Medici Veterinari liberi professionisti ed il Servizio Sanitario Nazionale, con lŽintervento della Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari e degli Ordini Provinciali dei Veterinari. Tutti i Medici Veterinari hanno obbligo di informare lŽOrdine di appartenenza su compiti ed adempimenti richiesti dal S.S.N. che ritengono non essere conformi al Codice Deontologico. Art. 42 - Cointeressenza - Il Medico veterinario svolge attività professionale a prevalente apporto intellettuale 5. Qualunque forma di cointeressenza, che condizioni la libertà intellettuale del Medico Veterinario, costituisce violazione del presente Codice Deontologico. Art. 43 - Tempo per lŽazione - Il Medico Veterinario deve sottrarsi al cumulo degli incarichi e delle prestazioni, quando questo possa incidere sulla qualità dei suoi interventi. Certificazioni Art. 44 - Certificazioni - Il Medico Veterinario, cui venga richiesto di rilasciare un certificato, deve attestare ciò che ha direttamente constatato. Art. 45 - Prescrizioni - Il Medico Veterinario deve assumersi la piena responsabilità delle prescrizioni farmacologiche effettuate, assicurandosi dello stato di salute del paziente animale destinatario della prescrizione stessa. Associazione e Società Art. 46 - Associazione e Società - I Medici Veterinari iscritti allŽAlbo possono associarsi nelle forme consentite dalla Legge per lo svolgimento della libera professione, a condizione che lŽassociazione/società risulti da idoneo atto sottoscritto dai contraenti. Copia di tale atto deve essere depositato presso lŽOrdine di appartenenza dei Medici Veterinari interessati e presso lŽOrdine sul cui territorio si svolge prevalentemente lŽattività professionale di competenza. Rapporti con altre professioni Art. 47 - Rapporti con altre professioni - Il Medico Veterinario, nellŽesercizio della professione, deve attenersi al principio del reciproco rispetto nei confronti degli appartenenti alle altre categorie professionali ed a quello della salvaguardia delle specifiche competenze; eventuali violazioni vanno segnalate allŽOrdine. Pubblicità 6 Art.48 - Pubblicità - Al Medico Veterinario è consentita la pubblicità informativa circa la propria attività professionale, indicando i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonchè lŽonorario e i costi complessivi delle prestazioni. La pubblicità deve essere resa secondo correttezza, trasparenza e verità, il cui rispetto è verificato dallŽOrdine provinciale. EŽ vietata ogni forma di pubblicità non palese. Onorari Art. 49 - Onorari professionali - Il professionista determina con il cliente gli onorari professionali ai sensi dell'art. 2233 del codice civile. DISPOSIZIONI FINALI Art. 50 - Norma di chiusura - Le disposizioni specifiche di questo codice costituiscono esemplificazione dei comportamenti più ricorrenti e non limitano lŽambito di applicazione dei principi generali espressi. Gli Ordini provinciali dei Medici Veterinari sono tenuti a inviare ai propri Iscritti copia del Codice Deontologico ed a promuoverne la conoscenza, anche in funzione dellŽattività istituzionale di aggiornamento e formazione.
Note 1 Tale comportamento deve essere inteso come lŽespressione di quel delicato equilibrio che il Medico Veterinario assume nelle scelte cliniche caso per caso, tra bagaglio scientifico collettivo ed individuale e le personali convinzioni morali. Scienza e coscienza non sono oggetto di arbitrio, ma seppur lasciate alle singole individualità professionali, possono essere sempre oggetto di giudizio esterno del corpo professionale e prevedono assunzione di forti responsabilità professionali sul proprio operato. 2 Si verifica un conflitto di interessi quando il Medico Veterinario si trova in una condizione nella quale il comportamento e le scelte nonchè il giudizio professionale riguardante un interesse primario - la salute del paziente, la veridicità dei risultati di una ricerca, lŽoggettività della prestazione dŽinformazione, le finalità istituzionali, gli interessi del cliente ecc - è comprovatamente alterato da un interesse secondario come la ricerca di un vantaggio personale di qualunque natura. Il conflitto dŽinteresse non è un comportamento, ma è una condizione e proprio per questo diviene moralmente riprovevole soltanto quando provoca comportamenti riprovevoli. 3 È necessario esplicitare la differenza tra consenso informato in medicina umana e veterinaria. Per consenso informato si intende lŽaffermazione dellŽautonomia individuale ( in atto o potenziale) del paziente nelle pratiche mediche. Questa definizione può valere solo per coloro che ne posseggono le caratteristiche indispensabili cioè lŽuomo e non gli animali. Nel testo si parla di consenso informato nella pratica veterinaria a ragione del fatto che il termine è entrato in uso e che nella sua estrinsecazione pratica comporta il trattare lo stesso genere di argomentazione della medicina umana (diagnosi, terapia ecc.) senza per questo pensare di attribuire al paziente le stesse caratteristiche di autonomia tipiche dellŽessere umano. NellŽambito dellŽespletazione del consenso informato il medico veterinario può fare riferimento al sistema di controllo della qualità e alle buone pratiche veterinarie che applica nella propria struttura. 4 Questo articolo rientra il quella nuova visione del rapporto Medico Veterinario - cliente che trova le sue basi su un rapporto fiduciario ed allo stesso tempo trasparente e condiviso abbandonando la visione paternalistica della medicina. 5 La deontologia vieta di svolgere unŽaltra attività, se tale attività comporta una qualsiasi limitazione od influenza lŽindipendenza intellettuale del Medico veterinario nello svolgimento dellŽattività professionale. 6 La modifica di questa sezione e di quella successiva si è resa necessaria con lŽapprovazione della Legge Bersani ed inoltre sono stati oggetto di specifico e costruttivo confronto con lŽAutorità Garante per la Concorrenza e il Mercato. Tale concertazione si è resa necessaria anche a seguito dellŽattività ispettiva svoltasi nello scorso mese di maggio presso la Fnovi. Con la AGCM sono stati presi degli impegni che riguardano lŽabrogazione delle tariffe minime, la possibilità di fare pubblicità informativa su titoli e specializzazioni professionali, caratteristiche del servizio offerto, lŽonorario e i costi complessivi delle prestazioni che dovrebbero portare ad un a possibile definizione del procedimento.
|