torna alla sezione
torna alla home page

scrivici
mailing list
guestbook
links
aiutaci
info
ringraziamenti
 
torna indietro
 
tratto da "La Repubblica" del 30 maggio 2003


 

 

 








 
anche Mediaset condona: sconfessato il premier

 

 

 

di Roberto Petrini

L´Espresso: pagati 35 milioni di euro. L´Ulivo: la prova degli interessi personali

ROMA - Sorpresa: anche Mediaset ha partecipato al condono. La notizia è stata scovata da «L´Espresso» che la pubblica nel numero oggi in edicola: la cifra pagata all´erario ammonta a 35 milioni di euro a fronte di una contestazione di 197 milioni. La sanatoria si riferisce ad una evasione fiscale accertata sull´acquisto di diritti cinematografici del 1994-1995: Mediaset, grazie agli ammortamenti aveva abbattuto anche negli anni seguenti Irpeg e Ilor con vantaggi fiscali che, secondo l´erario, non le spettavano. Tecnicamente, dunque la società è ricorsa ad uno dei molteplici strumenti previsti dal pacchetto di sanatorie varato dal ministro dell´Economia Tremonti nell´ambito della Finanziaria 2003: la sanatoria delle liti pendenti. Pur avendo motivo di partecipare Mediaset non ha invece aderito al più gettonato condono «tombale»: secondo quanto riferisce «L´Espresso», che ha effettuato riscontri con azienda, il costo sarebbe stato troppo elevato e dunque resterebbe aperta con il fisco una pendenza di 61,8 milioni relativa alla contestazione sull´utilizzo della legge Tremonti sugli investimenti per il 1995 e il 1996.

Il caso finirebbe qui anche perché quasi tutti i grandi gruppi hanno partecipato al condono (con quote che vanno dai 2 milioni delle Generali ai 200 della Philip Morris) ma questa volta in ballo c´è un´azienda che fa capo per il 48 per cento alla Fininvest che a sua volta è controllata per l´84,7 per cento dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Conflitto d´interessi? Un qualche imbarazzo deve aver circondato la vicenda, tanto è vero che lo stesso Berlusconi, lo scorso dicembre, a una giornalista che gli chiese se le sue aziende avrebbero usufruito del condono replicò con un secco «no». Così ieri l´anticipazione de «L´espresso» è rimbalzata con fragore in Parlamento, tanto più che anche la Mediolanum ha chiuso alcune pendenze pagando 3,8 milioni di euro. «Potevamo immaginare - ha detto il Verde Pecoraro Scanio che ha invitato il premier a chiarire la questione di fronte alla Camera - che potesse esserci qualche interesse personale dietro la scelta del condono fiscale, ma non pensavamo che Berlusconi potesse arrivare a tanto». Mentre Mantini della Margherita ha già annunciato una interrogazione Parlamentare: «Il premier ha mentito agli italiani?».


Mai una bugia fu tanto redditizia
MASSIMO RIVA

Le bugie, si sa, hanno le gambe corte. Ma par di capire che quelle che escono dalla bocca di Silvio Berlusconi le abbiano addirittura cortissime.

Sono passati giusti cinque mesi soltanto da quando il presidente del Consiglio, nella tradizionale conferenza-stampa di fine anno, si fece bello proclamando con orgoglioso sussiego che le sue aziende non avrebbero in alcun modo approfittato del contestato condono fiscale voluto dal ministro Tremonti.
Una dichiarazione perentoria che allora consentì al Cavaliere di uscire trionfante e a testa alta dall´incontro con i giornalisti.
Ora si apprende che, viceversa, proprio la società più in vista del gruppo Berlusconi - la Mediaset - ha aderito alla sanatoria tributaria, chiudendo un contenzioso con il Fisco nell´ordine dei 197 milioni di euro attraverso il versamento della ben più modica somma di 35 milioni. Dunque, con un risparmio di 162 milioni di euro, pari a circa 320 miliardi di vecchie lire: per intenderci, circa un quinto del denaro impegnato per alzare le pensioni al minimo.

Qualcuno, a suo tempo, aveva già ammonito che la pur ferma smentita del presidente del Consiglio non poteva essere presa sul serio per un´evidente ragione di mercato. Mediaset - questo era l´argomento - è una società quotata in Borsa, Berlusconi ne sarà anche l´azionista di maggioranza, ma in ogni caso non può pregiudicare l´eventuale interesse degli altri soci a chiudere la partita con l´Erario risparmiando un sacco di soldi. Se le cose fossero andate così, forse la dichiarazione berlusconiana di fine anno potrebbe anche essere archiviata come una delle tante guasconate alle quali il Cavaliere fa disinvolto ricorso quando si trova dinanzi a domande imbarazzanti. Ma, la realtà di questa vicenda va molto oltre.
Il punto cruciale è che, quando le azioni Mediaset furono collocate sul mercato, la Fininvest per renderne più appetibile la sottoscrizione si rese garante nei confronti dei nuovi soci per i rischi derivanti dai numerosi contenziosi in atto, fra i quali anche quelli con il Fisco. Morale: è oggi la Fininvest - interamente controllata da Silvio Berlusconi e famiglia - ad usufruire dello strepitoso sconto ai danni dell´Erario. Il che equivale a dire che 162 milioni di euro, destinati a entrare nelle casse dello Stato, resteranno invece nelle tasche del presidente del Consiglio.

Si dura fatica a ricordare un altro caso di bugia che abbia reso così tanti soldi al suo autore. Ma ancora più fatica si fa a trovare una prova altrettanto immediata e scandalosa del degrado istituzionale che i conflitti di interesse di Silvio Berlusconi stanno disseminando al vertice dello Stato.

   

motore di ricerca italiano

 

 

 

informazioni scrivici! torna all'home page torna indietro