| L'ETÀ AUGUSTEA | IL PRINCEPS E GLI INTELLETTUALI |
|---|
L'IMPERIUM PROCONSULARE NEL 23 A.C.
È piuttosto notevole il fatto che Augusto, nelle Res gestae, mentre dà ampio risalto alla seduta del 27 a.C. (senza per altro accennare alla ripartizione delle province) e menziona ripetutamente la tribunicia potestas, non parli invece dell'imperium proconsulare nei termini in cui si configura a partire dal 23. Ecco alcune osservazioni in proposito:
"Augusto decise di astenersi dall'assumere la magistratura suprema un anno dopo l'altro. Al posto del consolato, che gli consentiva una generica iniziativa politica, assunse vari poteri, e prima di tutto l'imperium proconsolare su tutto l'impero. Di fatto, anche se non di nome, ciò riduceva tutti i proconsoli alla funzione di legati di Augusto... Il nuovo riordinamento ora veniva a liberare il consolato, ma dava radici ancor più salde alla dominazione: la tribunicia potestas era qualcosa di sfuggente e di formidabile, e l'imperium tanto importante che ne è studiatamente omessa qualsiasi menzione dal maestoso e ingannevole resoconto personale di Augusto sulla sua vita e sui suoi onori".
(R. Syme, The roman revolution, ed. ital. EINAUDI 1974, pp. 337 e 338)
"Tribunes of the people do not command armies. Augustus' command of the armies was not, however, jeopardized by the settlement of 23. Ha was granted proconsular imperium (extended in 19 BC to a life term), and this was to be imperium maius quam proconsulare, which meant that he could overrule the authority of other provincial governors in their own provinces (Dio 53,32). Although there were (dubious) Republican precedents for the holding of maius imperium (Pompey had had it in the 60's), Augustus' was unique in that it did not stop at the pomerium, the sacred boundary of the city".
(D.L. Silverman
http://academic.reed.edu/humanities/110Tech/Augustus.html)
"...Il potere consolare fino ad allora aveva... evidentemente permesso ad Augusto di intervenire anche nel governo delle altre province, nel caso in cui fosse stato necessario. Un documento di Kyme nella provincia d'Asia lo mostra chiaramente.
Una così ampia perdita di possibilità di ingerenza nella vita politica di tutte le province sarebbe stata difficilmente sopportabile. Si trovò una via d'uscita che era stata d'aiuto già con Pompeo...: il potere magistratuale di Augusto, che egli esercitava nelle sue province in quanto proconsole, il suo imperium, venne dichiarato superiore (imperium maius), nel caso in cui si fosse giunti a un conflitto decisivo con un proconsole. Questo gli permise di intervenire secondo necessità regolando le questioni."
(W. Eck, Augustus und seine Zeit, ed. ital. IL MULINO 2000, pp. 56-57)