L'ETÀ AUGUSTEA

GIULIA MAGGIORE



   Leggendo la sfortunata storia di Giulia maggiore, nata da Augusto e Scribonia, viene logico domandarsi se un padre che ha imposto alla figlia tre matrimoni di carattere politico la faccia accusare pubblicamente in senato di immoralità e poi relegare in un'isola solo per coerenza con la propria riforma dei costumi. Certo Giulia dimostrava insofferenza per l'austerità e la frugalità paterne, affermando, si raccontava, che se Augusto dimenticava di essere Cesare lei non dimenticava di essere la figlia di Cesare. Tuttavia uno scandalo di queste proporzioni e le misure repressive adottate suggeriscono qualche interrogativo, al quale è possibile dare una risposta più in termini politici che morali.

"...sia che fosse una donna scostumata sia che fosse oggetto di pura diffamazione, Giulia non era una nullità, bensì una gran dama della politica: i cinque nobiles suoi amanti non sono dei trascurabili perdigiorno né dei reietti immorali, ma costituiscono una temibile fazione. Su Gracco si riversa il maggior carico della condanna ufficiale, ma il vero responsabile era probabilmente Iullo Antonio. Il figlio del triumviro poteva davvero essere politicamente pericoloso. Come accadde ai primi cristiani, non furono i flagitia, ma il nomen ad essergli fatale. ...è tutto assolutamente incerto, perché se Augusto eliminò Giulia e Antonio non fu davvero per tenerezza nei confronti di Tiberio. Può anche darsi che, rovinando sua figlia, egli cercasse in ultima analisi di rendere inoffensivo Tiberio...".

(R. Syme, The roman revolution, ed. ital. EINAUDI 1974, p. 429)

"Attorno ai diversi costumi di Giulia si potevano dunque concentrare concezioni del principato alternative a quella faticosamente elaborata da Augusto: meno legate cioè al rispetto del mos maiorum e quindi anche alle istituzioni della libera res publica. Certo noi vediamo la contestazione alla linea morale augustea prendere la forma di una vera congiura, come dovrebbe testimoniare la condanna a morte per Iullo Antonio, accusato di aver frequentato Giulia con l'intento di raggiungere la monarchia, un'accusa non certo frutto di preconcetti ostili. Iullo Antonio era il figlio di Antonio, che Augusto aveva cercato di integrare nel suo principato insieme, d'altra parte, con gli esponenti di parti politiche già anticesariane. ...ma il suo legame con Giulia poteva infine far rivivere atmosfere preaziache: di nuovo si presentava minacciosa una donna con un Antonio."

(M. Pani, Lotte per il potere e vicende dinastiche. Il principato fra Tiberio e Nerone, in Storia di Roma, vol. II t.2, p. 224, EINAUDI 1991)