
Nel mese di agosto, dopo lunga malattia, è venuto a mancare il dottor Aldo Marinelli. Il nostro Presidente Onorario è stato sicuramente la figura più importante del Mosca Club Treviso non solo per gli innumerevoli anni di guida (1972-1985), ma anche per essere stato un’autorevole, e influente, voce in materia di pesca nell’ambito istituzionale provinciale e regionale.
Molto noto anche nel mondo della caccia (era giudice cinofilo internazionale), è stato maestro infaticabile nel divulgare la pesca a mosca come metodo sportivo per eccellenza quanto a conservazione delle specie autoctone, contribuendo con passione, perseveranza e serietà al suo sviluppo.
Nei lunghi anni di presidenza dell’Associazione Pescatori Sportivi Medio Piave, vista l’impossibilità di accertare la qualità e il periodo di riproduzione delle trote fario acquistate dagli allevamenti, ha praticato l’immissione della iridea come trota pronto pesca, riducendo così il progressivo fenomeno di ibridazione della fario con la marmorata.
Convinto dell’esigenza di riunire i pescatori a mosca in una associazione nazionale realmente rappresentativa, Marinelli è stato uno dei fondatori dell’UNPeM, di cui ha ricoperto la carica di Vice Presidente.
E’ stato poi un grande sostenitore della teoria della piramide delle età dei salmonidi in un periodo nel quale la misura minima era la ” bellezza” di 18 cm.
Ha lasciato traccia del suo pensiero in diverse riviste nazionali e fino all’ultimo ha collaborato al Notiziario con articoli che rivelano sempre la grande esperienza e competenza.
Tanto altro si potrebbe ancora scrivere, ma chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo personalmente può comprenderne la statura leggendo i suoi interventi ospitati nella nostro periodico.
Per il momento desideriamo ricordarlo riproponendo un suo racconto di pesca veramente indicativo dei valori sportivi che lo hanno contraddistinto.
E proprio a questo testo è legata la mia immagine di lui all’ultima cena sociale a cui potè partecipare. In quell’occasione era stata presentata la raccolta rilegata dei notiziari del Club e anche Marinelli, come tanti, ne sfogliava le pagine. Dopo un po’ mi avvicinai e gli chiesi: “Dottore, tanti bei momenti vero?” Mi rispose con fare preoccupato: “Belli si! Anch’io li conservavo tutti, i notiziari, prima che l’ultima alluvione me li distruggesse. Ma, vede, non riesco a trovare l’articolo della vecchiarda delle cannucce”. Una breve ricerca fatta insieme ed ecco apparire il racconto. Lo vidi illuminarsi; in circa settecento pagine non aveva cercato storie sensazionali, ma solamente un vecchio episodio di pesca con un amico.
Grazie, dottor Marinelli, da noi tutti pescatori sportivi per averci lasciato testimonianza della sua figura e del suo impegno, ma soprattutto per averci mostrato la strada da seguire per raggiungere l’obiettivo di una corretta gestione delle acque.Grazie ancora dottor Marinelli.
Franco Pistolato