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La macchina che legge i sogni.

Alcuni ricercatori giapponesi sono riusciti a visualizzare delle immagini partendo dalla sola analisi del cervello: è il primo passo verso la visualizzazione dei pensieri e dei sogni."In futuro, diventerà possibile leggere i sentimenti e gli stati emotivi" e visualizzare i sogni "prelevandoli" direttamente dal cervello: è questo il traguardo che vede il dottor Yukiyasu Kamitani, ricercatore capo degli Atr Computational Neuroscience Laboratories giapponesi.L'entusiasmo del dottor Kamitani deriva dal successo di un esperimento: partendo dall'analisi dell'attività cerebrale, i ricercatori sono riusciti a determinare quale immagine il soggetto in esame stesse guardando.L'esperimento richiama per certi versi quello condotto in California nove mesi fa e che ha portato a risultati simili.I soggetti sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale per registrare i cambiamenti della circolazione del sangue nei loro cervelli mentre i ricercatori mostravano loro 400 immagini casuali (di 10 x 10 pixel) per 12 secondi ciascuna; durante questa operazione un computer raccoglieva i dati e associava i cambiamenti nell'attività del cervello con le diverse immagini.Poi, ai soggetti è stato mostrato un nuovo set di immagini, tra cui le sei lettere della parola neuron (neurone): il computer, basandosi solo sull'attività cerebrale, è riuscito a ricostruire ciò che i soggetti stavano guardando.Si tratta solo dell'inizio: per ora le immagini ottenute sono semplici e in bianco e nero, ma più le misurazioni diventeranno accurate, più facilmente si potrà costruire una macchina in grado di mostrare - analizzando l'attività del cervello - non solo quanto il soggetto sta vedendo con i propri occhi, ma anche quanto sta visualizzando nella propria mente. È la strada che porta alla visualizzazione dei sogni.I ricercatori vedono poi un futuro in cui sarà possibile accedere alle immagini custodite direttamente all'interno della testa di un artista o, guardando la cosa da un punto di vista medico, aprire una finestra sulle menti dei pazienti affetti da allucinazioni.Più concretamente, i risultati raccolti rappresentano un grande passo in avanti nella comprensione dell'attività cerebrale. In 10 anni, secondo il dottor Kamitani, i progressi in questo campo renderanno possibile leggere i pensieri di una persona con un discreto grado di accuratezza.Possiamo solo immaginare le questioni etiche che questa tecnologia porterà con sé e sulle quali, al momento, i ricercatori giapponesi non sembrano volersi soffermare.FONTE: http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=8911&numero=999

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